La Viareggio-Massa è una tappa diversa da tutte quelle affrontate fin qui: una cronometro individuale di 42 chilometri, quasi tutta pianeggiante, che corre lungo la costa tra pineta, lungomare, Versilia e arrivo a Marina di Massa. Sulla strada conta la precisione, il passo regolare, il tempo da limare metro dopo metro. A tavola, invece, il percorso si allarga: dalla cucina marinara viareggina ai grandi indirizzi versiliesi, fino ai sapori apuani e ai vini affacciati tra colline, marmo e Tirreno.
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Piatti tipici
A Viareggio non si può prescindere dal mare. Il cacciucco alla viareggina è una zuppa di pesce più chiara e meno cupa rispetto ad altre versioni di questa famosissima ricetta ed è strettamente legata a ciò che il porto e le sue barche portano a terra giorno dopo giorno. Una tradizione marinara povera ma gustosa come è anche la pasta alla trabaccolara: un sugo di pesce povero, pomodoro, aglio e peperoncino, semplice nell’idea ma molto identitario. Da segnare in vista di un pranzo veramente tradizionale anche la frittura di paranza e i tordelli viareggini, ravioli ripieni di carne e conditi con ragù. Viareggio ha anche un dolce povero e curioso, la scarpaccia dolce, preparata con zucchine, farina, zucchero, latte e aromi: un dolce domestico, semplice e molto legato alla tradizione familiare viareggina.
Arrivando verso Massa, il repertorio cambia senza perdere sostanza. Il piatto simbolo sono i tordelli massesi, ravioli ripieni di carni miste, formaggi ed erbe aromatiche, conditi con il ragù. È una cucina più interna, anche quando resta vicina al mare: guarda alle Apuane, ai castagni, agli orti, alle ricette di casa. Dallo stesso mondo nasce la lasagna intordellata, che riprende ripieno e pasta dei tordelli in una versione ancora più ricca. Attorno, entrano prodotti e preparazioni molto locali: il limone massese, le cipolle della riviera apuana, il miele di castagno, la pattona di farina di castagne, il pane di San Carlo, la torta di riso e il ciorchiello, dolce tradizionale della zona.
Dove mangiare e cosa comprare
A Viareggio, per la cucina di mare, Da Miro alla Lanterna resta uno degli indirizzi più solidi: pesce, tradizione marinara e piatti viareggini legati alla storia del porto. Per l’alta cucina, il nome della città è Il Piccolo Principe, due stelle Michelin al Grand Hotel Principe di Piemonte: una tavola elegante e panoramica, che porta la cucina di mare viareggina su un registro d’autore.
Sul fronte pizza, Il Pachino offre una sosta cittadina più informale ma curata, mentre Lievitamente lavora tra panificio, pasticceria e pizza in teglia, ed è adatto anche a una sosta veloce. Perfetto così vicino al mare. A pochi chilometri dal tracciato, Agorà è sicuramente una pizzeria più che blasonata, dove far divertire il palato.
A Forte dei Marmi, Lorenzo è il grande classico della cucina di pesce versiliese: storico, riconoscibile, legato a una ristorazione elegante ma profondamente marina. Sempre in Versilia, Lux Lucis, una stella Michelin al Principe Forte dei Marmi, può essere citato insieme al Piccolo Principe come altra tavola alta del percorso: due indirizzi diversi, entrambi legati alla Versilia degli hotel sul mare e della cucina d’autore.
Verso l’arrivo entrano i sapori apuani. Osteria Pertini è l’indirizzo da segnare per i tordelli massesi fatti a mano e per una cucina di territorio più diretta. Antica Tordelleria Giusti è invece perfetta anche per comprare: tordelli, pasta fresca, lasagne intordellate, baccalà, torta di riso, cozze ripiene e specialità massesi. Per una pizza sull’area di arrivo, La Casina aggiunge una sosta tra Massa e il mare, con una proposta che tiene insieme pizzeria e cucina di pesce.
Cosa bere
Il vino per brindare all’arrivo è il Candia dei Colli Apuani DOC, bianco di costa e collina, nato tra Massa, le Alpi Apuane e il Tirreno. Per orientarsi nella denominazione, il punto di partenza è il Consorzio Candia dei Colli Apuani, che riunisce aziende e territorio di un vino piccolo, ripido, affacciato sul mare.
Tra i nomi da cercare, L’Aurora di Francesco è quello più legato al volto massese del Candia. Il Massetano, Vermentino dei Colli Apuani, racconta il lato bianco e marino della zona; Riflesso Nero, da Vermentino nero, mostra il lato meno prevedibile dell’areale apuano, oltre ai bianchi più immediati da costa.
Allargando di pochi chilometri, ma restando nello stesso paesaggio di mare e Apuane, entra Terenzuola a Fosdinovo. Qui il vino da segnare è Fosso di Corsano, Vermentino Superiore Colli di Luni Doc: una bottiglia precisa, salina, territoriale, che porta il bicchiere verso le colline tra Toscana e Liguria.
Tra i filari di Luni, dove il Vermentino è diventato bandiera
A Luni, Cantine Lunae è il nome più riconoscibile dell’areale. Il vino da citare è Etichetta Nera, Colli di Luni Doc Vermentino: una delle bottiglie simbolo per leggere il Vermentino tra Liguria orientale, Lunigiana e Alpi Apuane. Più a sud, sul versante versiliese, Giardini Ripadiversilia a Seravezza chiude bene il percorso con Colli e Mare, Igp Costa Toscana Bianco da Vermentino, un bianco che tiene insieme, già dal nome, costa, colline e Tirreno.
Dopo tappe appenniniche, salite e attraversamenti lunghi, la Viareggio-Massa riporta il Giro sulla costa. Il cronometro misura i secondi, ma la tavola allarga il percorso: cacciucco, trabaccolara e paranza alla partenza, tordelli e torta di riso all’arrivo, grandi indirizzi di Versilia e un bicchiere apuano dove il mare incontra il marmo.