Se non sei di Reggio Emilia non ti puoi chiamare "erbazzone". Esplode il caso di campanilismo gastronomico che scuote il mondo culinario italiano. Che d'ora in poi non sarà più lo stesso perché niente e nessuno al di fuori della città emiliana potrà fregiarsi di questo gustoso appellativo. E tutte le cucine del Bel e Buon Paese sono in subbuglio... Raccontata così, la narrazione naturalmente è scherzosa e surreale, ma la notizia è vera. Nel senso questa (buonissima) specialità gastronomica reggiana a base di erbe, collocabile storicamente unicamente nella provincia di Reggio Emilia, potrà avere questo nome solo e soltanto se sarà preparata da mani locali. Al di fuori ci si dovrà accontentare di chiamarla genericamente torta salata. Questo perché entro la fine di febbraio l'"Erbazzone Reggiano" avrà l'Indicazione geografica protetta nella regione che è medaglia d'oro per le denominazioni in tutto il territorio europeo.
Non solo un marchio
Fra i primi a informare della novità è stato sui social Stefano Bonaccini, per dieci anni fino al 2024 presidente della Regione Emilia Romagna: "Una bella notizia dall'Europa! -ha scritto qualche giorno fa sui social-. L'erbazzone reggiano è pronto a diventare la 45esima Indicazione geografica dell'Emilia Romagna che consolida il primato di prima regione europea per numero di prodotti Igp e Dop".
Come ha spiegato l'attuale presidente, Michele De Pascale, "la domanda di registrazione (fatta nell'ottobre 2025, ndr) è stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea senza che siano state presentate osservazioni o opposizioni da parte di altri Stati membri o soggetti interessati". È "un passaggio decisivo, preludio alla registrazione definitiva e all’ingresso dell’erbazzone tra le eccellenze a Indicazione geografica protetta. Non si tratta solo di un marchio ma di un riconoscimento che tutela una ricetta storica, un sapere artigianale tramandato da generazioni e un prodotto profondamente legato alla cultura, alle famiglie e all’identità delle comunità reggiane, oltre alle imprese del territorio che lo producono e ai posti di lavoro". Cinque le aziende reggiane (Nonna Lea, Fattoria Italia, La Bottega Gastronomica, La Vecchia Resdora e Big) che nel 2022 si sono costituite in “Associazione produttori erbazzone reggiano” per dare avvio all’iter di riconoscimento dell’Igp di questo simbolo di identità. Unica e inimitabile.
Parmigiano Reggiano, ecco come si degusta e con cosa abbinarlo
La ricetta
La ricetta di questo tesoro del gusto che si fa risalire all'epoca medievale è rimasta invariata nel tempo. Le famiglie contadine più umili in origine usavano anche il fusto bianco, cioè la scarpa della bietola da cui il nome dialettale scarpazzòun (il termine erbazzone deriva dall'erba presente nel ripieno). Come ingredienti prevede: bietole e spinaci, cipollotti, aglio, pangrattato e Parmigiano Reggiano in abbondanza. Sopra alla pasta, che ricopre la farcia, vengono disposti alcuni pezzetti di lardo e di strutto di maiale. Altri ingredienti opzionali sono il latte e olio extravergine di oliva e burro a integrazione del lardo. È vietata l’aggiunta di conservanti, aromi e altri additivi. Il ripieno deve avere una proporzione minima del 50% di peso rispetto a quello del prodotto finito crudo. Si cuoce al forno, ha una forma rotonda o rettangolare e pesa fra i 300 grammi e i tre chili, con uno spessore compreso fa uno e tre centimetri. La pasta è preparata con farina di grano tenero, acqua, strutto, sale.
Il primato emiliano
Il primato dell'Emilia Romagna in Europa per numero di prodotti protetti conta ad oggi un totale di 44 denominazioni agroalimentari che, con l'entrata dell'erbazzone, diventeranno 45 (19 Dop e 25 Igp più la new entry). A queste si aggiungono 30 denominazioni vitivinicole, per un totale di 75 indicazioni che certificano cibo e vino della regione. Fra i prodotti simbolo delle Dop: il Parmigiano Reggiano e il Prosciutto di Parma. Fra gli Igp. l'Aceto Balsamico di Modena, la Mortadella Bologna, la Piadina Romagnola.
E a giorni l'erbazzone, l'ultimo arrivato, ma solo in ordine di tempo.