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Il mondo delle bollicine è sempre più globale: ecco anche Brasile e Corea del Sud

Il mondo delle bollicine è sempre più globale: ecco anche Brasile e Corea del Sud

Presentata la quinta edizione della Guida curata da Cinzia Benzi e Paolo Marchi dedicata agli spumanti metodo classico. Le new entry e i premi speciali

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Nell’edizione 2026, la quinta, di Bollicine del Mondo, la guida curata da Cinzia Benzi e Paolo Marchi, entra anche il Brasile con la sua prima Do, Denominazione d’Origine dedicata agli spumanti metodo classico. Si tratta dell’Altos Pinto Bandeira, un altopiano nella regione della Serra Gaúcha, dove i vini, realizzati principalmente con uve Chardonnay, Pinot Nero e Riesling Italico, stringono un legame unico con il nostro Paese visto che la tradizione vitivinicola della zona è nata proprio grazie ai migranti italiani giunti alla fine del XIX secolo, e il disciplinare si ispira a territori d'eccellenza quali la Franciacorta. Da ovest a est, un’altra new entry è la Corea del Sud dove, nella regione di Gangwon-do, alcune cantine coltivano lo Cheonghyang, un vitigno aromatico autoctono (simile al Moscato) che grazie alla sua spiccata acidità può essere vinificato per creare bollicine fresche e fruttate.

Tornando in Europa, Istria e Montenegro entrano in guida (ricordiamo che Bollicine nel mondo non stila classifiche né dà voti ma solo consigli), portando il numero delle referenze recensite a 1200 (+110 rispetto lo scorso anno) distribuite in 50 Paesi. Il 42% dei vini parla italiano mentre il restante 58% è di provenienza europea e mondiale, di questi il 35% è rappresentato dalla Francia.

Premi speciali

Come da cerimoniale, la presentazione della nuova annualità della Guida è anche il momento per consegnare i Premi speciali, riconoscimenti che celebrano la capacità di fare cultura enologica attraverso il lavoro di ogni giorno di produttori, enologi e divulgatori. Il premio L'Omaggio va a Richard Geoffroy, leggendario enologo e storica firma di Dom Pérignon che ha rivoluzionato l’approccio con la bollicina promuovendo l’innovazione nel solco del passato. L’Innovazione, per Michel Loriot, arriva a passo di danza. Infatti, il produttore dello Champagne Apollonis e sua figlia Marie Petit-Loriot sono ferventi sostenitori della proteodia, una teoria secondo la quale alcune onde musicali potrebbero agire sulla produzione di proteine, e utilizzano la musica classica per stimolare i lieviti durante l'invecchiamento in cantina. Verso il Futuro è andato a Zhewei YU, laureato in ingegneria a Parigi e master a Cambridge, che applica la robotica all’agricoltura mentre, sempre in tema di nuove leve, Giovani di belle speranze se lo aggiudica Federico Veronesi, per il suo Ert1050, uno Trentodoc Metodo Classico Doc Trento, coltivato a 1050 metri sulle pendici del Monte Baldo.

Vitigno da scoprire celebra una varietà di uve, Coda di pecora, che stava per scomparire ma che, nel 2023 è stato inserito nel Registro Nazionale grazie al lavoro di conservazione portato avanti da Cesare Avenia della cantina casertana Il Verro. Due le cantine che hanno avuto il riconoscimento Questioni di famiglia: la siciliana Fina, per la riscoperta dei vitigni reliquia, e la trentina Pisoni, per il lavoro pionieristico nella spumantistica del territorio e per essere stata fra i fondatori dell’Istituto Trento Doc. Infine il primo Master of Wine italiano, Gabriele Gorelli, che è stato nominato L’Esperto della Guida 2026.

A chiusura la sessione dedicata alle bollicine è stato presentato il nuovo progetto editoriale di Champagne Society: Portraits. Diretto da Bruno Petronilli, il giornale ha cadenza stagionale e dedica circa 150 pagine a reportage d'autore, interviste esclusive e fotografie di alto livello. Il focus di ogni volume non è la semplice recensione tecnica del vino, ma il racconto di persone, territori, vigne e maison.

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