La giornata mondiale

Pasta, oro italiano con export in 200 Paesi. I produttori: no ai dazi punitivi

Pasta, oro italiano con export in 200 Paesi. I produttori: no ai dazi punitivi

Unione italiana Food: siamo leader mondiali con una produzione di 4,2 milioni di tonnellate. E per il World Pasta Day, presentata una nuova “Dichiarazione di consenso scientifico”

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La pasta è molto più di un alimento: è un simbolo dell’identità italiana, il nostro "oro" gastronomico, ambasciatrice della cultura mediterranea nel mondo. L’Italia guida la classifica globale con 4,2 milioni di tonnellate prodotte ogni anno e rappresenta il 60% della pasta esportata a livello mondiale. In occasione del World Pasta Day, il settore celebra non solo un’eccellenza produttiva, ma anche il valore scientifico e nutrizionale di questo alimento attraverso un progetto ambizioso: la Dichiarazione di Consenso Scientifico sulla Pasta.

Con questo spirito è stato presentato a Roma il World Pasta Day 2025, evento promosso da Unione Italiana Food e International Pasta Organization che ogni anno riunisce istituzioni, imprese e studiosi per riflettere sul valore economico e strategico della pasta, simbolo del Made in Italy e pilastro della dieta mediterranea. Questa edizione - che culminerà come di consueto il 25 ottobre, accompagnata dalla mostra digitale Orgoglio Pasta presso la Galleria Alberto Sordi -, ha offerto una panoramica su produzione, export e sostenibilità, oltre alla presentazione proprio della nuova Dichiarazione di Consenso Scientifico sulla Pasta, evoluzione del primo documento firmato quindici anni fa.

Ad aprire i lavori è stato Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy che ha definito la pasta “uno dei prodotti più rappresentativi del genio italiano, al pari del vino. È agricoltura e industria insieme, un alimento universale, sostenibile e anti spreco che racconta la biodiversità italiana”, ha dichiarato, ricordando l’impegno del governo nella candidatura della cucina italiana a patrimonio Unesco. Sul fronte geopolitico ed economico, Urso ha sottolineato come le imprese italiane dimostrino una straordinaria capacità di resilienza, anche in un contesto di guerre commerciali che hanno destrutturato i mercati. Tra le priorità, i nuovi accordi di libero scambio con Mercosur, Indonesia, India e Paesi del Golfo. Riguardo ai dazi americani, ha assicurato: “Mi recherò a Washington per chiedere la revisione delle misure che penalizzano le nostre imprese”. Per Paolo Barilla, presidente di Unione Italiana Food, la pasta è orgoglio e identità. “La cultura non è solo memoria, è la chiave del nostro futuro. La forza della nostra filiera nasce dalla collaborazione tra agricoltori, produttori e chef, ambasciatori nel mondo dell’italianità”.

Sul piano industriale, Margherita Mastromauro, presidente dei pastai di Unione Italiana Food, ha ricordato che l’Italia guida la produzione mondiale con 4,2 milioni di tonnellate e un export verso 200 Paesi, pari al 60% del totale. “La pasta è un asset strategico, dà lavoro, valore e prestigio all’Italia” ha affermato, sottolineando come la concorrenza globale e l’esportazione delle tecnologie italiane impongano di puntare su qualità, tracciabilità e sostenibilità. Anche Mastromauro ha affrontato il tema più delicato: i dazi imposti dagli Stati Uniti. “Sono tariffe ingiustificate e penalizzanti che in alcuni casi superano il 100% del valore del prodotto. È tempo di dire basta a queste misure che colpiscono solo l’Italia. Gli Stati Uniti sono il secondo mercato d’esportazione con 700 milioni di euro l’anno, ma la nostra quota è minima e non giustifica dazi punitivi”. Sul versante scientifico, Silvia Migliaccio, presidente della Società Italiana di Scienza dell’Alimentazione, ha ribadito che la pasta è un pilastro riconosciuto della dieta mediterranea, patrimonio immateriale dell’umanità. “È importante parlarne in modo positivo – ha spiegato – perché oggi domina una carbofobia infondata. I carboidrati sono essenziali per la salute e la prevenzione delle patologie metaboliche. La pasta non è un nemico della linea, ma un alleato del benessere. Fornisce energia, migliora l’umore, contribuisce alla salute del corpo e della mente”. Un alimento completo, ricco di proteine, minerali e vitamine “adatto a tutte le età e perfetto anche per gli sportivi”. Migliaccio ha poi collegato salute e sostenibilità attraverso il concetto di One Health: “La pasta è un alimento sostenibile, riduce l’impatto ambientale e rappresenta un modello alimentare che fa bene all’uomo e alla Terra”.

Nel nuovo documento di consenso scientifico, elaborato da ricercatori italiani e internazionali, la pasta è definita un simbolo di cultura e benessere da difendere anche nella comunicazione pubblica. “L’82% degli italiani considera la pasta un simbolo profondo di italianità - ha spiegato Cosimo Finzi, direttore di AstraRicerche, presentando i dati del nuovo studio sul valore sociale della pasta -. Non è solo un alimento, ma un ambasciatore dell’Italia nel mondo. È tradizione e innovazione insieme, salute, benessere e orgoglio nazionale”. A chiudere i lavori è stato il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida che ha ribadito la centralità economica e culturale del comparto. “Le nostre imprese sono sane, producono valore e qualità. Dobbiamo rafforzarle e stabilizzare i prezzi, lavorando come sistema Paese”. Sui dazi, Lollobrigida ha espresso una posizione netta: “Non siamo contrari, ma devono essere giustificati. Toccare la pasta, come il vino, significa toccare un interesse nazionale”ha concluso, proponendo la creazione di un evento internazionale dedicato alla pasta come simbolo economico e culturale dell’Italia. Nel 2025 la pasta si conferma icona del Made in Italy e motore di una filiera che unisce agricoltura, industria e diplomazia economica.

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