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Bistrot, pizzerie, cucina fusion: ecco le nuove aperture del 2025 che vivacizzano la scena romana

B24
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Una selezione di 18 locali per tutti i gusti e tutte le tasche e che, spesso, cercano di andare oltre le consuete ricette della tradizione capitolina

7 minuti di lettura

Il nuovo anno è iniziato, da poco, e il 2025 si mostra a Roma con le sue aperture in cui apprezzare la buona tavola. In una città che ha fatto di carbonara, amatriciana, gricia e cacio e pepe dei vessilli, è sempre piacevole trovare cucine che guardino oltre, o che mantenendo lo sguardo sulla tradizione sappiano diversificare l’offerta. Così la nuova pizzeria nella Capitale, Avenida Calò, e per le nuove proposte di cucine internazionali che spaziano dai sapori contemporanei del Perù da Tullpukuna e, fino ai profumi delle foglie di tè infuse nella Sinoteca passando per la cucina pan-asiatica di YEZI e le bottiglie dalle Alpi ai Pirenei di Barro. Senza dimenticare profumi e ingredienti più vicini che trovano posto nei piatti di Ippolito, nuova avventura imprenditoriale firmata Luca Pezzetta, o in quelli di Dino De Bellis che accende i fornelli da L’Ozio.

Ecco le nuove aperture romane più significative

Ippolito - via di Torre Clementina 158B (Fiumicino - RM)

Dal 15 gennaio sul porto canale di Fiumicino, accanto alla pizzeria Clementina, il nuovo progetto del gruppo di Luca Pezzetta. Se il pane arriva dal Microforno, altra impresa del pizzaiolo, le materie prime sono altrettanto vicine, tutte dal territorio di Fiumicino e dall’asta del pesce. Un menu che in cucina porta le firma di Andrea Alberghetti e Marco Fedeli non vuole essere solo pesce, lasciando ampio spazio alle proposte di terra, come anatra e pecora, e il coniglio brasato che ricorda l’abbacchio brodettato alla romana. Verdure e ortaggi di stagione dalla limitrofa Maccarese, predilezione per il pesce povero e azzurro, carta dei vini che travalica anche i confini nazionali.

Andrea Alberghetti e Marco Fedeli di Ippolito (Ph. Romanogmt)
Andrea Alberghetti e Marco Fedeli di Ippolito (Ph. Romanogmt) 

2) Avenida Calò - viale Pinturicchio 40

Sbarco nella Capitale per Francesco Calò, pizzaiolo di origini pugliese e vita viennese, dove con la moglie ha fondato Via Toledo Enopizzeria, sbancando anche premi nel mondo della pizzeria. Pensava a Madrid ed è arrivato a Roma, portando con sé una parte della squadra rodata e affiatata, ma anche l’eleganza classica negli arredi, resa contemporanea dagli arredi e dal grande forno a vista. Impasto diretto, lunga lievitazione e accurata selezione delle farine fanno in modo che questa pizza risulti ariosa, soffice e col profumo di pane appena sfornato. Ventisei condimenti diversi nel menu, classiche, doppia cottura e revolution; a colpire è il menu degustazione “piatto a mano” per la creatività della stoviglia ideata da Vincenzo Del Monaco (storico porcellanista di Grottaglie) ma soprattutto per la progressiva crescita dei sapori, ben definiti e mai discordanti.

3) L’Ozio Ristora - via Ugo Ojetti 2

Un gioco di parole che evoca nel nome Lo Zio, d’America. Una nuova sfida per la famiglia Chiaretti, già proprietaria del locale polifunzionale Lo Zio d’America e della catena Castoro Supermercati. Una sfida che porta ai fornelli la firma di Dino De Bellis, al comando della grande cucina a vista al centro del ristorante. La proposta si articola sul numero sei, in sei format diversi con altrettante isole nella cucina: friggitoria, sana con prodotti biologici e cotture leggere, primi piatti con anche paste fresche fatte in casa, fusion per esplorare confini, braceria nel forno Josper per carne e pesce e pasticceria. Si aggiunge alle proposte dalla cucina anche la gastronomia.

Dino De Bellis e la brigata di L'Ozio Ristora (foto di Giulio Di Mauro)
Dino De Bellis e la brigata di L'Ozio Ristora (foto di Giulio Di Mauro) 

4) Yezi - via Collina, 23

Nel cuore della città una nuova proposta pan-asiatica in uno spazio che combina arte, musica, cucina e mixology. Sotto la supervisione del concept chef Werner Seebach, con Giordano Gianforchetti ai fornelli, il menu di Yezi vede una verticale di dim sum (ravioli asiatici) al centro della proposta. Equilibrio nei sapori, nelle consistenze e nei colori in ogni aspetto della proposta che si estende ai anche alla drink list e alla carta dei tè. Situato all’interno del nuovo hotel a cinque stelle Art’Otel Rome in piazza Sallustio, Yezi apre le sue porte anche alle opere dell’artista romano Pietro Ruffo.

Yezi
Yezi 

5) Barro - via Carlo Pisacane 14

Dalla fusione di bar e Roma, ma con anche nei pensieri il barrio spagnolo a memoria della terra. Nasce così il nome di questa piccola enoteca con mescita e cucina fredda, unendo le passioni e le intenzioni di Gianluca Ziemacki e Luca Muzi che si dividono tra bottiglie, sala e laboratorio a vista. Volontà di cercare etichette fuori dai confini, concentrandosi tra Francia e Spagna ma con un occhio sulla Langhe; nei piatti parla la selezione di prodotti, pane fragrante dalla cucina di Pianostrada, affettati da piccoli e selezionati fornitori così come per i formaggi e le piccole proposte di accompagnamento, come giardiniera e sott’olio. Piccolo e giovane, veloce che può diventare lento e lungo come una serata.

6) Tullpukuna - piazza Dante, 5

Sapori della cucina peruviana in chiave moderna nel quartiere più multietnico della città. In cucina, arrivati dal Perù, Frank Kevin Jimenez e l’exeutive chef Gherson Melgarejo, con importanti esperienze lavorative alle spalle che qui si prende cura anche della sezione mixology. Tre percorsi degustazione, oltre al menu da cui attingere per la scelta, focalizzati ognuno su caratteristiche zone peruviane, dalla Selva alla costa, passando per la Sierra.

7) Acqua Bulle - viale Vittorio Veneto 133, Grottaferrata (RM)

Un successo che promette di rinnovarsi anche nella nuova sede, quella che un tempo ospitò l’Oste della Bon’ora. Trasloca qui Acqua Bulle, da Nemi, e nel farlo si rinnova nello spirito, ma non negli intenti. Durante la breve pausa per i lavori, la stessa proprietà ha anche aperto Osteria Chiari a Roma, Acqua Bulle proporrà una cucina che strizza l’occhio al fine dining rimanendo ancorata alla concretezza, come già avveniva nella vecchia sede.

8) Verde Pistacchio - via Ostiense, 187

Una nuova gestione e un’anima rinnovata per un locale che esisteva ma nasce a nuova vita. Opera della stessa proprietà di Sorso Drink e Food, vineria con cucina dedicata ai vini naturali e birre artigianali, che stavolta si impegna in una proposta completamente vegetale. Non verdure banali, ma ingegno in cucina nel riportare i sapori della tradizione ma anche nel preparare piatti con guizzi asiatici negli ingredienti e nelle cotture. Nonostante l’anima vegetale è possibile trovare anche piatti che arrivano dal limitrofo Sorso, per includere tutti i gusti e allargare il piacere.

9) Materia - Terrazza Macro - via Nizza 138

Nato in sinergia con il Museo Macro, uno spazio che nel nome porta il concetto. Materia per materia prima, intesa come persone, materico come l’arte e i materiali utilizzati negli interni. Unisce così idealmente e fisicamente la gastronomia alle forme di arte ospitate nel museo, negli spazi dell’ex birrificio in via Nizza. Una proposta dinamica che si sviluppa dal pranzo al dopocena, con cocktail bar per aperitivo e conclusione della serata. In cucina l’executive chef Flavio Del Boccolo, con alle spalle lo chef Palmieri che segue il progetto, propone un menu dall’impronta italiana e contemporanea con guizzi verso i sapori internazionali, più semplice per il pranzo e più formale per la sera.

10) B24 - piazza Barberini 24/26

Per la prima volta in città un cocktail bar e ristorante all’interno del cinema, lo storico Barberini sull’omonima piazza. Un luogo polifunzionale dal design che rispecchia lo stile del palazzo, unendo atmosfere industriali con lampadari d’antan in cristallo. Alla guida della proposta l’executive chef Andrea Gallo e Raffaele Castore, come general manager. Dalla cucina la celebrazione della cucina italiana con ampio uso di brace e fuoco vivo nelle preparazioni. In armonia con le proiezioni cinematografiche il ristorante ha una proposta per i cinefili che tiene conto della programmazione, un menu cinema composto da una selezione di piatti che escono in velocità dalla cucina, permettendo di non perdere il piacere della tavola e nemmeno le primissime scene dei film. A completare l’offerta il cocktail bar sulle terrazze sopra il cinema con piccoli piatti dalla cucina in accompagnamento.

11) Sinoteca - via Tullio Levi Civita, 70

Tutto è iniziato nel ristorante cinese di Jun Ge, Sinosteria, dove alla carta dei vini curata da lui in persona si è aggiunta quella degli infusi, dal caffè ai tè. Un lungo e accurato studio di selezione che ha portato Jun Ge ad aprire un negozio interamente dedicato ai tè, non in miscela, dove è possibile anche approcciare ai metodi di infusione, assaggiare e imparare grazie a piccoli eventi formativi.

12) Concreto - via Marianna Dionigi, 4

Pochi posti al bancone che affaccia sulla cucina e tavoli in sala, Enrico Camponeschi all’opera ai fornelli. Così si articola Concreto, di nome e di fatto, la nuova avventura imprenditoriale dello chef che ha tanto imparato prima di avviare il suo locale. Di impatto minimal gli arredi, come anche il menu in continua evoluzione ma scandito tra snack come aperitivo e piattini per la cena, e nel bicchiere solo vini italiani.

13) Saké boutique - piazza Albania, 1

Opera di You Zhou, imprenditore di Sushi & Noodles, è il nuovo izakaya ai piedi dell’Aventino, Sakè Boutique Izakaya, dove tra piatti e bicchieri si rivive l’atmosfera del Sol Levante. Come annuncia il nome, una particolare attenzione è dedicata al sakè con una carta messa a punto per condurre gli ospiti ai diversi stili, o invecchiamenti. Dalla cucina i piatti delle tradizionali trattorie giapponesi, le izakaya, e alcune reinterpretazioni in chiave occidentale.

14) Isotta - via Carlo Livi, 12

Una trattoria guidata dallo chef Davide Pulejo, del ristorante stellato che porta il suo nome, in società con Matteo D’Anzi, mentre ai fornelli c’è Saverio Pasquali. Fulcro della proposta è il recupero delle cucine regionali, riscoprire la tanto amata diversità di interpretazione delle tradizioni locali, a partire dalla laziale. Scegliendo i piatti si riesce a fare un viaggio tra le regioni italiani, componendo a proprio gusto le tappe con i sapori.

15) Jing Du Ravioli - via Silvio d’Amico, 41-43

Nel quartiere san Paolo un nuovo ristorante di cucina cinese che omaggio la cultura culinaria dei jaozi, i ravioli. Intenzione dichiarata è elevare la qualità dei ravioli stessi, a partire dall’impasto dell’involucro fino alla varietà dei ripieni, nonché le cotture. Nove diverse ricette che spaziano tra verdure, pesce e carne, tutto fatto a mano seguendo i dettami della tradizione. Se i ravioli sono al centro della proposto, non solo gli unici protagonisti del menu che si allarga fino ai noodles e ai bao, passando per i piatti della cucina cinese.

16) Area Pizza e Cantina - via Pannonia, 44

Dall’idea di Emilio Conte la nascita di questo locale che mette insieme la passione per le bollicine nel bicchiere e la dedizione per gli impasti della pizza. Napoletana contemporanea con cornicione pronunciato e un tocco di croccantezza per la pizza che nel menu compare in undici proposte a rotazione stagionale, nessun fritto della trazione partenopea per gli antipasti che invece puntano su composizioni gustose come le frittelle di mais e nduja di Spilinga, con chutney di papacelle. Cantina con etichette selezionate tra le zone più vocate per le bollicine e un menu degustazione per conoscere e apprezzare il lavoro di pairing tra spicchi di pizze e calici

17) Cheewy Cookies - viale di Villa Pamphili, 202

Aperto a Roma il primo store, e laboratorio, interamente dedicato agli american cookies caratterizzati, come dice il nome stesso, dalla parte interna chewie, leggermente gommosa. Di generose dimensioni e diversi gusti, dal classico con gocce di cioccolato al caramello e arachidi, fino al lemon pie e alla versione cookiesù che richiama il sapore del tiramisù. Disponibile anche la versione vegana e la possibilità di comporre la torta biscotto interponendo tra i cookies creme di diversi gusti.

18) Lievito - Aeroporto Fiumicino, Terminal 1

Approda dentro all’aeroporto Francesco Arnesano, ma sarebbe meglio dire atterra! Con la sua nuova apertura il pizzaiolo romano, formatosi sui libri e al fianco di Gabriele Bonci, porta la sua pizza al taglio e i suoi supplì nella nuova food court di Fiumicino. Lievito, in questa nuova e internazionale sede, rientra nel più ampio progetto Avolta insieme alla quarta sede romana di All’Anticio Vinaio, portando in aeroporto la nota focaccia fiorentina, ed EXKI, healty bar con una proposta dedicata a chi è in cerca di una pausa attenta alla limitazione dei carboidrati.

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