Le novità

Neo bistrot e vecchie glorie, box al mercato e pizzerie: le aperture che rendono Roma più golosa

Campo
Campo 

Tra la fine dell’anno e l’inizio del 2026 gran fermento nella ristorazione capitolina. Ecco i locali che vale la pena di provare

6 minuti di lettura

Gennaio ha portato aria nuova in città. A Roma diverse sono le aperture che rendono più goloso il panorama gastronomico. Professionisti che hanno scelto di calcare nuove strade e altri che hanno intrapreso percorsi alternativi, dal gelato alla pizza a taglio (è il caso di Marco Radicioni) o l’approdo in un mercato dove la cucina prende il posto del banco, ma anche graditi ritorni di locali amati nel passato che si vestono di nuova luce e il ritorno di una tra le pizzerie a taglio che i romani hanno imparato ad amare di più negli ultimi tempi. Ma andiamo con ordine!

Giulia Urban Retreat, lungotevere dei Tebaldi 4

Non solo un ristorante, ma un vero progetto di ospitalità affacciato su una delle strade più belle di Roma, da cui prende il nome. Quattro suite, un cocktail bar e il ristorante guidato dallo chef Simone Di Maria permettono agli ospiti, ma soprattutto ai cittadini, di godere una pausa nel pieno centro dall’aperitivo al dopocena. Cucina legata ai sapori della tradizione romana, rivisti dallo chef sulla base delle stagioni e delle tecniche, portano in tavola piatti curati e gustosi. Il risotto broccoli, arizilla e bottarga rilegge la tipica minestra invernale romana, così come i ricci di mare impreziosiscono il condimento delle puntarelle insieme alla maionese all’aglio e alla polvere di gambero rosso. Un luogo di quiete nella grande città.

Osteria degli Avvocati, via Trionfale 92/94

Ha riaperto sul finire dello scorso anno dopo aver cambiato sede, ma non identità. Approdata nel quartiere romano del tribunale, l’Osteria degli Avvocati non poteva che trovare casa migliore per riaccendere i fornelli. Lorenzo e Adele, dopo studi e la prima parte di vita lavorativa in ambito giuridico, hanno scelto la via dell’enogastronomia per dare una svolta alla loro vita. Ecco una cucina che minimizza gli sprechi e segue il ritmo del tempo nelle materie prime, cercando ispirazione nella tradizione del territorio e ingredienti in una filiera più possibile corta. Il baccalà è il piatto da provare, in una delle molteplici interpretazioni che il menu propone.

Pizza Baar, via di Donna Olimpia 71

Pizza, gelato e speciality coffee, tutto sotto un un’unica insegna per raggruppare le competenze professionali di quattro amici. Capofila è Marco Radicioni, fondatore di Otaleg! e grande appassionato di pizza a taglio, Gianni Olimpo specialista di caffetteria, Tommaso Carabelli alla pizza e Pablo Montanari a coordinare l’immagine. Un’identità articolata nel progetto che punta a diventare ritrovo per diversi momenti e bisogni della giornata, ognuno concepito con approccio artigianale e competente. Teglia romana a taglio, tonda da asporto per il fine settimana e padellino in stile argentino. Non manca di certo il gelato, in versione soft ice, e la novità del Nitro Coffee, cold brew infuso con azoto e servito alla spina.

Taverna Flavia
Taverna Flavia 

Campo, via Ezio 57

Osteria moderna nel cuore di Prati ispirata alla cucina contadina. Ai fornelli Mattia Chiendi racconta l’anima agricola con un ritorno ai prodotti della terra e ai loro cicli stagionali, ricette legate alla memoria e sapori che dal passato riemergono per approdare nel contemporaneo. Un locale dagli arredi semplici e curati per mettere in primo piano i piatti e la proposta del menu, che comprende anche versioni senza glutine e senza lattosio. Polpette in tre varianti, fettuccine burro e parmigiano e lasagna verde al ragù sono solo alcuni piatti che seguono gli antipasti dell’Italia popolare, spaziando dalle alici “ambuttunate” alla polenta con porcini e tartufo.

Taverna Flavia, via Flavia 11

Non una novità sul panorama capitolino, ma il gradito ritorno di uno storico ristorante che ha segnato i tempi della Dolce Vita. Taverna Flavia, nella nuova gestione guidata da Luca Di Clemente, porta in cucina lo chef Andrea Lattanzi. Rinnovato negli interni, pur rimanendo fedele all’anima del passato, il locale fa convergere anche nei sapori il passato con il presente. Nel menu la reinterpretazione di ricette della memoria come la salvia fritta, arricchita da un ripieno di gorgonzola, o la pizza e mortazza, o ancora l’ovetto in purgatorio. Amatriciana il cui sugo cuoce quattro ore o galletto al mattone cucinato con tecniche moderne e contaminazioni francesi, piatti vegetariani come l’involtino del contadino a base di verza e patate e dolci fatti in casa per nobilitare i classici della pasticceria italiana.

Bixio, via Alessandro Poerio 21

Non un’ultimissima novità in città, ma rinnovato negli intenti e nei sapori che dalla cucina arrivano in tavola. Bixio, il bistrot capitolino che accompagna gli ospiti durante ogni momento della giornata, ha recentemente dato il benvenuto a Domenico Cortese, già cuoco e patron di Marigold che ha imperversato sulla scena romana fino alla sua chiusura. Bixio si anima nel bello e nel ricercato, con linee eleganti ed essenziali che riflettono lo spirito della proprietà. È infatti Frida Giannini, ex stilista di Gucci, ad aver rinnovato un bar del quartiere Monteverde e aver scelto di omaggiare nel nome il patriota garibaldino. Dalla prima colazione alla cena, ogni pasto è accompagnato dalla ricerca di sapori nitidi e suggestioni golose, come la scarpetta di sughi e condimenti proposta in stile tapas. Primi piatti, burger e proposte del giorno seguono le stagioni negli ingredienti, per una cucina che si ispira al mercato e alle sue disponibilità.

Sakaba le Koji, via Emilio Faà di Bruno 31

Aperto a fine novembre, il nuovo progetto dello chef Koji Nakai ha portato in città un nuovo format capace di unire sake e cucina panasiatica. In giapponese sakaba indica ‘il luogo dove si va prima di tutto a bere’ ed è così che lo chef lo ha impostato, con una proposta di una ventina di piatti disponibili anche in mezza porzione per accompagnare i bicchieri. Sake al centro dell’attenzione, ma anche vini naturali, birre e vini giapponesi e cocktail a base di distillati nipponici. La cucina segue la poliedricità: tecniche giapponesi con rimandi internazionali, ricca di contrasti e profumata di brace.

Sakaba le Koji
Sakaba le Koji 

Bottega Popolare, Mercato Trionfale box 113

Non un ristorante ma un box al mercato, non una cucina ma uno spazio concentrato per lo chef Antonio Giordano. Aperto a pochi giorni dal Natale, Bottega Popolare porta tra i banchi del noto mercato romano sapori che arrivano da lontano. Le origini piemontesi dello chef si notano nei ravioli del plin espressi al sugo di arrosto e nella bagna cauda, così come nella lingua in salsa verde, vitello tonnato e guancia di manzo brasata alla Barbera. Farinata e baci di dama non possono mancare, inizio e fine di un pasto che sa di Piemonte, e il bicchiere accompagna i piatti, anche nella merenda sinoira, momento conviviale alternativo all’aperitivo.

Frisson, via Alberto da Giussano 37

Non solo enoteca, non solo winebar e nemmeno ristorante. Frisson è un progetto sfaccettato che mette al centro la condivisione del bello e del buono, dall’editoria al cinema, passando anche per buona tavola e musica. Aperto lungo tutta la giornata, con proposte che si adattano ai diversi momenti, svela i suoi volti di bakery e caffetteria prima di farsi riconoscere come enoteca con cucina. A ideare il menu è Leopoldo Di Martino, alla pasticceria pensa Francesca Ragazzo ed entrambi portano nei piatti del menu una visione fresca e piacevole.

Pantera, circonvallazione Ostiense 153

Ha ammaliato Roma con la sua fragranza, ha fatto innamorare Milano e i milanesi della pizza in teglia a taglio e poi puff...ha lasciato i romani a bocca asciutta. Ma ora Pantera è tornata nella Capitale, ha riaperto sul limitare della Garbatella pochi giorni prima di Natale. Sottile e dalla base croccante, morbida ma non soffice in bocca, la pizza venduta a trancio (e non a peso) è rimasta invariata, anzi migliorata. A lei e ai suoi condimenti, si accompagnano gli immancabili supplì. La marinara merita sempre la fila!

Al Passo Food, via Girolamo Benzoni 18

Diventa negozio fisico Al Passo Food, nato dall’idea di Lorenzo ed Emmanuel Merone. Tutto è iniziato con il lockdown e la voglia dei due fratelli di condividere ciò che di genuino e tipico comperavano da contadini e piccoli fornitori. Prima un e-commerce con una ricca e ben studiata selezione tra latticini, verdure e ortaggi, conserve, carni e prodotti di e da panificazione. Ora tutto questo lavoro ha trovato anche uno spazio fisico in città, senza mai trascurare le consegne a domicilio. Un locale allestito con semplicità porta l’attenzione sui prodotti: ortaggi e verdure di stagione, pasta da piccoli produttori artigianali, pane fresco appena sfornato di un famoso forno romano, Triticum, formaggi, latticini e salumi altamente selezionati tra fornitori locali e carne locale. Un riferimento per fare la spesa, a partire da ottime uova fresche sfuse (ricordarsi il cartone da imballo che, in pieno stile riuso, si può riempire più e più volte!)

La Viet, via Francesco Grimaldi 48

Piccolo e arredato sui toni del verde salvia, LaViet porta in una traversa della grande e trafficata viale Marconi la cucina vietnamita. Si ordina con facilità dal proprio telefono, inviando direttamente la comanda in cucina, e in pochi minuti arrivano in tavola i piatti fumanti. Non un fast food ma un sistema che facilita la comprensione per i meno avvezzi: ogni piatto è descritto per ingredienti e riporta una breve descrizione. Non può mancare il piatto simbolo della cucina vietnamita, il pho, proposto in diverse varianti per tipologia di carne e livello di piccantezza; bùn freddi, vermicelli di riso serviti asciutti con condimenti che abbracciano sfumature di sapori fra dolce, acidulo e salato, e anche pietanze a base di riso come quello con pollo marinato e verdure fresche.

Agro, via Sardegna 8, Pontinia (Lt)

Un nuovo progetto imprenditoriale e di cucina, firmato da Fabio Verrelli e Sara Checchelani, le stesse anime di Materiaprima, ristorante stellato a Pontinia. Nasce a novembre autonomo pur essendo inserito nella stessa struttura, ha un anima più diretta e colloquiale nell’approccio. Latticini, pesce azzurro, quinto quarto e ortaggi dall’Agro Pontino e dai Monti Lepini, combinati insieme sulla trama della tradizione, diventano piatti e sapori che escono dalla cucina. Intuitivo, non banale e accessibile, Agro non è un’alternativa allo stellato ma una diversa lettura e interpretazione del territorio.

Luca! Pizzi e fritti!, via Matteotti 29, Priverno (Lt)

Non a Roma, ma nemmeno troppo lontano per arrivarci e gustare la pizza di Luca Mastracci. Siamo a Priverno, in provincia di Latina, dove il pizzaiolo ha fatto ritorno lì dove la sua carriera ha spiccato il volo. O meglio, negli spazi del primo forno in cui ha iniziato a lavorare. Prosegue con convinzioni il suo lavoro di selezione sul territorio, tra Agro Pontino e Ciociaria, portando sulle sue pizze ingredienti, materie prime e storie dei suoi fornitori locali. Non solo pizza, anche se rimane al centro del suo lavoro, ma anche i fritti che ne anticipano l’arrivo a tavola, il tutto siglato dalla precisione e passione che abbiamo imparato a conoscere.

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