In Abruzzo, una delle regioni più verdi d’Italia, un percorso per tutti gli amanti delle escursioni e della montagna: il Cammino del Gran Sasso. Un anello di 60 chilometri, diviso in 5 tappe, che da Fonte Cerreto porterà i camminatori, dai principianti ai più esperti, alla scoperta delle “Terre della Baronia”, storici possedimenti delle nobili famiglie italiane, come ad esempio quella dei Medici, che venivano prettamente utilizzati per la produzione di lana. L’idea, che coinvolge 5 comuni della provincia aquilana - Castel del Monte, Calascio, Santo Stefano di Sessanio e Barisciano - era già in itinere dal 2021 ma si è concretizzata solo quest’anno grazie al finanziamento del GAL- Gran Sasso-Velino per il turismo sostenibile - e alle varie partnership con alcune strutture della zona che offrono servizi di accoglienza, ricezione diffusa e ristorazione. Tra i soci anche un’associazione di guide di montagna iscritte al Collegio delle guide alpine, un operatore editoriale enogastronomico regionale e un’associazione di guide turistiche.
Un progetto vincente che nasce da un gruppo di guide di montagna spinte dall’amore per questi territori ancora poco conosciuti e dalla voglia di promuoverli, come racconta Federico Ciocca, uno dei fautori e presidente della neonata Associazione Cammino del Gran Sasso: “L’idea in realtà nasce dal sopperire ad una mancanza: la poca valorizzazione di queste zone. Cercavamo un modo per far conoscere ai turisti la storia e i borghi di questo versante del Gran Sasso, che offre molto di più delle alte vette”. La stessa montagna, quindi, ma in una prospettiva diversa: non più il Gran Sasso delle cime “mainstream”, ma un Gran Sasso “wild”, più inesplorato, degli altopiani e delle vallate. Un itinerario nuovo che sarà percorribile, anche in e-bike, fino al 30 settembre, e che attraversa alcuni dei borghi e dei castelli più belli d’Italia, spesso diventati set cinematografici per film. Ma oltre l’aspetto naturalistico e paesaggistico, senza dubbio uno dei punti di forza, c’è da sottolineare anche quello enogastronomico: “La storia culinaria della Baronia risente molto dell’agricoltura e dell’allevamento di montagna - spiega Ciocca - Non bisogna dimenticare, infatti, che questi territori sono ancora molto legati alla tradizione della Transumanza e il cibo rispecchia questa realtà. Sono piatti poveri ma di grande gusto, fatti con ingredienti genuini appartenenti a filiere locali a chilometro zero”.
Dal celebre pecorino Canestrato di Castel del Monte al maialino nero d’Abruzzo, dal Grana di pecora stagionato in grotta alle lenticchie di Santo Stefano di Sessanio, dalla Solina e la Rosciola, farine antiche con basso tenore di glutine, alla patata turchese, per finire con le innumerevoli erbe spontanee del territorio come la pimpinella, il luppolo selvatico o le foglie di bardano, che riportano alla nostra memoria gustativa sapori primitivi perduti nel tempo. Seguire questo cammino significa “unire tutti questi puntini - conclude Ciocca - “e legare indissolubilmente la particolarità dei borghi, vere e proprie bomboniere che preservano ancora le antiche atmosfere medievali, all’unicità dei loro prodotti”. Un sentiero che sazia ogni senso, dagli scorci mozzafiato alla rudezza delle pietre delle rocche, dal rumore della natura all’odore delle erbe: tutto ha sapore di storia, di fascino, d’Abruzzo. Ecco allora la nostra selezione di 11 locali dove potrete trovare il gusto autentico di questo nuovo Cammino del Gran Sasso, tra osterie, ristoranti e rifugi in cui ricaricare le batterie- anche quelle del telefono- e gustare del buon cibo tra natura e relax.
Cucina casereccia abruzzese immersa nel relax dell’albergo Parco Gran Sasso di Castel del Monte, tre stelle superior. Le paste fresche sono la specialità da Loredana, preparate ogni giorno secondo antiche ricette di famiglia: dai ravioli di ricotta di pecora con farina di solina dell’Appennino abruzzese, ai surgi “sfurnati”, tipica pasta fresca in brodo con verdure, e ai calcioni, rustici panzerotti ripieni di pecorino.
Via Campo Imperatore 7, Castel del Monte (AQ
L’Osteria è un rifugio caldo ed accogliente dove farsi coccolare dalle golose degustazioni di vini e distillati tipici accompagnate da taglieri di salumi e formaggi del territorio da stuzzicare, come le bruschette al Cacio Marcetto e alla Ventricina. Ottima la proposta di carne alla griglia, tutte provenienti da filiere locali, come il maialino nero aquilano o la Scottona dell’Azienda Giannangeli, una vera e propria istituzione in paese.
Viale della Vittoria 34, Castel del Monte (AQ)
3. Residenza storica Le Civette
Risto-pub intimo e avvolgente, dall’antico e suggestivo palazzo che lo ospita e dalla volta a botte dell’antica cantina dove è situato si respirano fascino e tradizione. Una lunga lista di birre italiane e straniere da abbinare a un’ampia varietà di piatti, dalla scelta carnivora con lo speciale hamburger di pecora nostrana, a quella vegan con zuppe fatte con farro o con le particolari e antiche sementi di montagna.
Via Sant’Angelo 7/9, Castel del Monte (AQ)
Un tempio delle grigliate e degli arrosticini oggi, un set cinematografico ieri. Il locale fu costruito infatti per ospitare il grill della stazione di servizio del thriller italiano “Autostop Rosso Sangue” e fu rilevato poi dalla famiglia Mucciante. Qui è possibile sia mangiare al ristorante sia acquistare le carni in negozio e grigliarle in autonomia all’aperto con le tradizionali “fornacelle” abruzzesi nelle apposite postazioni servite dal Ristoro.
Località Madonnina, Fonte Vetica, Castel del Monte (AQ)
Storica struttura nel pittoresco borgo di Rocca Calascio, è l’ideale per immergersi nella caratteristica atmosfera medievale del luogo e nella deliziosa tradizione culinaria calascina: dalle zuppe, come quella di cicerchie e di lenticchie di Santo Stefano e aglio rosso di Sulmona, ai primi, come la pasta ricotta e zafferano di Navelli, fino ai secondi, con il Coniglio alla Roccolana fatto con mandorle e pancetta.
Località Rocca Calascio, Calascio (AQ)
6. La Taberna
Ai piedi di uno dei castelli più suggestivi d’Italia, simbolo del borgo di Calascio, la Taberna conquista i palati dei viandanti con l’autenticità dei sapori di una volta. Pezzo forte i formaggi, a pasta morbida, semi-dura e stagionati, invecchiati in una grotta all’interno del locale e lavorati anche con suggestive combinazioni come nel caso de “il Grana al Pecorino”, un pecorino dalla forma grande e rotonda del grana.
Via della torre 36, 69 km Calascio (AQ)
7. Cuore nero
La casa paterna nell’aquilano è il luogo dove lo chef altoatesino di origine abruzzese Fabrizio Di Pasquale s’innamora del tartufo, protagonista assoluto dei suoi piatti, tanto da diventare anche curatore insieme alla sua famiglia di alcune tartufaie. Una passione per questa materia prima che riesce a unire cucina e territorio nel suo cavallo di battaglia, la chitarrina al tartufo fresco del Parco Sirente-Velino.
Via Nazario Sauro 82, Santo Stefano di Sessanio (AQ)
8. Ristorante L’Elisir del Poeta
Un vero angolo di paradiso… vegetariano! Locale di nicchia, con pochissimi coperti, ma riempito dall’amore dei due gestori, Andrea e sua moglie Barbara. Un incastro perfetto tra amore coniugale e quello per la cucina, tradizionale ma rivisitata in chiave contemporanea, con largo uso di erbe aromatiche e prodotti dell’orto a km zero. Connubio fantastico per una cena romantica.
Piazza Cristoforo Colombo, Santo Stefano di Sessanio (AQ)
Piatti all’altezza dello splendido panorama. Questa è la ricetta vincente della Locanda sul Lago, un antico fienile ristrutturato che si riflette sul lago di Santo Stefano di Sessanio, uno dei borghi più belli d’Italia e Patrimonio dell’Unesco. Grazie allo chef Simone Iezzi le ricette della tradizione sono state valorizzate con tecniche ed accostamenti innovativi. Da non perdere la selezione di carni locali e la pasta fatta in casa.
Via del lago, Santo Stefano di Sessanio (AQ)
10. Albergo Ristorante Monte Selva
Una posizione strategica nella piana di Navelli lo rende appetibile per chi ama lo zafferano, presidio Slow Food. Ma non solo: il ristorante Monte Selva è rinomato anche per il baccalà, abbinato nel menù proprio all’oro rosso d’Abruzzo. Da gustare negli antipasti con la polentina, oppure come condimento per gnocchi in salsa di pecorino e zafferano o nei secondi, scottadito, in involtino di verza con zafferano e parmigiano.
SS. 17 Km 53, Barisciano (AQ)
11. La Villetta
Pub, bar, ristorante e room rental. Mille sfaccettature per un’unica struttura alle pendici del maestoso massiccio del Gran Sasso, pronta a ospitarvi e rifocillarvi dopo le lunghe camminate in natura. Panini e tramezzini imbottiti dei migliori affettati della zona, stico di maiale e agnello di prima qualità e arrosticini à gogo, ma le patatine al guanciale sono la vera chicca. Assolutamente da provare.
Località Fonte Cerreto, Assergi (AQ)