Vino e natura: in Calabria da Statti, sulle tracce del Mantonico
di Paolo MassobrioLa cantina, a Lamezia Terme, offre un’esperienza enoturistica ricca e unica fra gli uliveti secolari, il frantoio e una scenografica barricaia
Destinazione Calabria, con atterraggio all’aeroporto di Lamezia Terme. Ebbene, qui sono due le chicche di cui abbiamo goduto un mese or sono: il ristorante Fermino e la cantina Statti, dove abbiamo composto un poker d’assi di assaggi. Offrono un’esperienza enoturistica completa e anche uno show room con i vini delle migliori aziende italiane che non ti aspetti: da Braida e Gaja a San Leonardo e Tornatore, per citarne alcuni.
I fratelli Alberto e Antonio Statti, del resto, figurano tra i più fulgidi esempi di imprenditoria agricola integrata legata a tematiche importanti, quali l’innovazione e la colleganza (alleanza fra colleghi). Siamo al centro della piana di Lamezia Terme, cuore pulsante agricolo della Calabria, dove fin dal 1700, la famiglia dei Baroni Statti possiede 500 ettari di terreno, destinati con metodo ragionato alla viticoltura, alla olivicoltura (la parte più estesa), alla coltivazione di agrumi, al foraggio destinato ad alimentare 850 capi di razza Frisona da latte. E, a chiudere il cerchio, l'offerta enoturistica che si sviluppa nelle accoglienti sale di degustazione.
A loro due, che rappresentano la quarta generazione, il merito indiscusso di aver costruito un progetto enologico moderno, senza mai spezzare il profondo legame con la tradizione. Ma, nell’insieme dell’interezza del patrimonio agricolo, anche di aver creato un’unica sinfonia emozionale e metodologica nel segno della sostenibilità in un equilibrio agroecologico consolidato tra vigneti, uliveti, agrumeti e zootecnia.
E, proprio i primi, accorpati in un unico blocco, si trovano a ridosso delle colline in un’area naturalmente protetta dai venti marini, dove l’escursione termica favorisce l’espressività delle uve coltivate su impianti a spalliera con la tecnica di allevamento del cordone speronato. Nei 100 ettari (600 mila bottiglie) a loro destinati, troviamo a dimora i principali vitigni autoctoni calabresi come gaglioppo, magliocco, mantonico, greco bianco e greco nero, affiancati da varietà internazionali come cabernet sauvignon, merlot e chardonnay.
La degustazione dei loro vini, curati dall’enologo Nicola Colombo, per me parte con lo Spumante Brut “Ferdinando 1938”, che omaggia la memoria di famiglia ed ha una finezza e un'unicità che stupisce. Un metodo classico da uve greco in purezza con sboccatura a 18 mesi dalla vendemmia (nel nostro caso la 2022). Ha colore oro, bollicine fitte e fini. Naso verde di erbe aromatiche, freschezza, ginepro. Naso fine. In bocca è cremoso, fresco, graffiante e persegue l’aroma iniziale che ha cenni di rosmarino. Notevole (primo asso di un poker). Fa il paio con il Brut Rosè “Ferdinando 1938” 2022, da uve greco nero. Colore buccia di cipolla, naso vibrante con fondo di rosa, molto intenso e persistente. Acidità ficcante che domina il sorso. Il Calabria Greco 2024 ha colore paglierino che vira verso l’oro brillante. Naso aromatico, con evidenza di fieno, miele, poi fiori e lavanda sullo sfondo di note salmastre. In bocca è rotondo, sapido, fresco, di bel corpo con una nota di talco finale.
Il Lamezia Bianco Mantonico 2022 vinifica in botti di acacia da 30 hl sulle fecce nobili per 4 mesi e successivo affinamento in bottiglia per 3 mesi. Ha colore oro dalla consistenza visiva immediata. Al naso spicca una nota diretta speziata, con frutta (ananas speziato), idrocarburi e sensazioni minerali. In bocca è ampio, con un finale amarognolo leggermente fumé, ma la persistenza sembra far tornare sul palato la frutta esotica dell’olfazione. Un grande bianco che rappresenta una sorpresa (secondo asso del poker).
Il Calabria Greco Nero 2024 nasce dalle omonime uve affinate in acciaio, previa breve macerazione a freddo in pressa. Ha colore rosato salmone. Anche questo ha la spezia immediata e poi lampone e piccoli frutti. E anche qui senti la terra e il sottofondo minerale profondo da cui poi emerge la frutta. È tanta roba questo sorso, con un’acidità diffusa graffiante e un finale sapido (terzo asso del nostro poker).
Passando ai rossi, il Calabria Gaglioppo 2024, in purezza, affina 3 mesi in acciaio. Ha colore rubino trasparente di bella consistenza. Al naso piccoli frutti freschi e in confettura con note di prugna. In bocca è elegante, con un tannino ancora vivo e setoso.
Il Calabria Rosso “Cauro” 2021 è un blend di magliocco canino e cabernet sauvignon, che affina in barrique e botte grande, prima del riposo finale in bottiglia per almeno 6 mesi. Ha colore rubino con riflessi arancio. Il naso è solenne, fruttato, diretto, che a un certo punto vira sull’erbaceo, il pepe nero, il cioccolato. In bocca è ampio, pieno, tannico integrato, asciutto.
Il Lamezia Riserva “Batasarro” 2020 è un gaglioppo in purezza che vinifica per 18 mesi in botte grande e barrique e un anno in bottiglia. Ha naso speziato, note di sottobosco, frutta sotto spirito, caldo. In bocca è molto pieno, elegante, setoso e mantiene una notevole freschezza. Un grande rosso (quarto asso del poker).
Il Calabria Rosso “Arvino” 2020 da uve magliocco canino, fa la medesima vinificazione del precedente. Ha colore trasparente, ma una consistenza piena. Al naso note speziate, polpa di frutta matura (prugna). In bocca scende elegante.
Una realtà top con il surplus del valore dell’esperienza immersiva nel paesaggio agricolo e nella storia della famiglia, per cui gli ospiti possono visitare gli uliveti secolari, il frantoio dove nasce l’olio extravergine, la cantina di fermentazione e la scenografica barricaia sotterranea, cuore pulsante dell’affinamento. A breve vedrà la luce anche l’offerta di 8 camere nell’antico borgo.
Statti
contrada Lenti, Lamezia Terme (Cz)
tel. 0968 456 138
Una bottiglia di Lamezia Bianco Mantonico 2022: 22 euro