Il colangiocarcinoma è una neoplasia rara e aggressiva che nasce dalle cellule dei dotti biliari sia all’interno (intraepatico) sia all’esterno (extraepatico) del fegato. È infido perché silente nelle fasi iniziali e questo ritarda la diagnosi. I sintomi sono ittero, dolore, calo ponderale, astenia. Il trend è in ascesa, infatti in Italia si registrano circa 5.000 nuovi casi ogni anno (fonte Airtum). La locuzione “malattia rara” alle persone comuni può far provare un senso di indifferenza verso una malattia che non capita sovente. Per chi ne è colpito, invece, la rarità sgomenta e suscita il timore di affrontare un percorso complesso sentendosi soli, temendo l’indifferenza generale. Un aspetto di cui tenere conto in questa malattia è la terapia alimentare che è necessario seguire sia prima che dopo l’intervento chirurgico.
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Le centralità terapeutica è la chirurgia che nei casi operabili, rappresenta la strategia terapeutica principale e più efficace. Tuttavia, l’opzione chirurgica è fruibile solo dal circa 20% dei pazienti. Fortunatamente in questa opportunità operatoria entra sempre un numero maggiore di pazienti. Il trapianto di fegato è una strada ampia e diventa sempre più concreta come soluzione terapeutica. Proprio in questa direzione si inseriscono gli importanti programmi di ricerca avviati da due anni a Padova, che stanno ampliando in modo significativo le prospettive di cura attraverso il trapianto. Attualmente sono attivi due protocolli nazionali per il trapianto di fegato, Lirica e Litalhica, di cui è principal investigator il professor Enrico Gringeri della chirurgia epatobiliopancreatica e del Centro trapianti di fegato di Padova, diretta dal professor Umberto Cillo. I protocolli, sviluppati in collaborazione con l’Istituto oncologico veneto (Iov) e alla Gastroenterologia di Padova, coinvolgono tutti i centri italiani. Sono condotti con l’autorizzazione del Centro nazionale trapianti (Cnt) e sponsorizzati dalla Fondazione colangiocarcinoma Ets (www.fondazionecolangiocarcinoma.org).
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Dall’avvio, nel gennaio 2024, sono già stati eseguiti oltre 30 trapianti di fegato e i risultati preliminari sono incoraggianti e a breve saranno oggetto di pubblicazione scientifica, aprendo in prospettiva nuove speranze per i pazienti e le loro famiglie.
Seguire una dieta equilibrata, variata e adattata alle singole esigenze può aiutare a gestire meglio i trattamenti del colangiocarcinoma utili a migliorare la qualità della vita. Occorre tenere presente la singolarità di ciascuna persona per questo motivo è importante considerare i suggerimenti nutrizionali che sono una sorta di linee guida generali e poi il medico referente con un medico dietologo specializzato potrà personalizzare con una dieta specifica in base alla situazione clinica personale. In Inghilterra c’è una grande esperienza al riguardo, in special modo l’associazione britannica Ammf – Cholangiocarcinoma Charity UK, che aiuta i pazienti a gestire il cibo nella quotidianità.
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Sono molti i sintomi persistenti di questa patologia, rara ma sempre più frequentemente riconoscibile grazie alla capacità diagnostica di Centri di eccellenza come quelli dei prof Gringeri e Cillo dell’Università di Padova. Purtroppo, si presentano spesso molti sintomi collaterali fastidiosi per la salute dei pazienti come la nausea che può rendere difficile una regolare e completa alimentazione, rischiando di peggiorare lo stato nutrizionale, sono consigliabili diversi piccoli pasti secchi, lungo l’arco della giornata. Ancora un sintomo a cui rimediare al meglio è la diarrea in questo caso è sconsigliata l’introduzione di alimenti ricchi di fibra vegetale e lattosio. Spesso si presentano ulcerazioni o mal di gola, che rendono doloroso il momento del pasto. Oppure ancora può presentarsi una candidosi o mughetto, cioè un’infezione della mucosa orale che necessita l’introduzione di cibi freddi e morbidi, utili a ridurre questo fastidio. Se invece durante i cicli di chemioterapia si instaura uno stato ingravescente di stitichezza, allora al contrario è bene usare cibi ricchi di fibra vegetale come verdure, frutta e legumi. A Padova, da un anno è nata la Fondazione Colangiocarcinoma Ets diretta da Giorgia Scognamiglio assieme a Silvia Perbellini e molti altri, lo scrivente, assieme alla figlia Cinzia Myriam Calabrese, medico internista e nutrizionista clinica, verrà presto elaborata, assieme al presidente Gringeri, un disciplinare di nutriterapia adatto a tutti gli stati pre- e post-intervento della malattia stessa, che aiuterà fattivamente i pazienti a migliorare la loro qualità di vita.