Benessere a tavola

Il pensiero vien mangiando: i cibi amici del cervello

Il pensiero vien mangiando: i cibi amici del cervello

Dagli omega-3 al cioccolato fondente: cosa portare a tavola per sostenere memoria e concentrazione

2 minuti di lettura

Per Platone il luogo dove risiedono le idee è “al di là del cielo” nell’iperuranio, dove vive l’anima prima di entrare nel corpo e dove vede le idee perfette, poi quando scende nel corpo dimentica questa visione, ma le cose del mondo aiutano l’anima a ricordare. Idee e pensieri non hanno consistenza fisica e non possono essere viste, ma esistono e sono reali. Da un punto di vita scientifico la sede dei pensieri è il cervello dove il pensiero nasce e si forma attraverso la connessione di segnali elettrici e chimici. I sensi captano stimoli dal mondo esterno o dal corpo, i neuroni si attivano in rete, elaborano le informazioni e creano un'idea o una percezione cosciente.

La nascita del pensiero comincia con lo stimolo attraverso gli organi di senso, vista udito e tatto. I nervi trasmettono e trasformano lo stimolo in impulsi elettrici e chimici inviandoli al cervello e arrivano al talamo che li invia alle aree specifiche della corteccia cerebrale. I neuroni dialogano tra loro tramite sinapsi e interpretano i dati. L'attività combinata delle cellule crea il pensiero cosciente. In teoria si sa che i pensieri sono il risultato dell'interazione neuronale e dei potenziali d'azione, ma ci deve essere un neurone che inizia l'intero processo e ci si chiede come fa quel neurone a "sapere" di iniziare.

Il cervello consuma il 20% dell'energia del corpo e usa i nutrienti del cibo, il ruolo della nutrizione è quello di fornire carburante cioè energia e mattoni biologici come le proteine, per produrre i neurotrasmettitori che regolano umore e concentrazione. I pensieri sono condizionati dall’attività elettrica perché i neuroni si scambiano segnali bioelettrici attraverso fitte reti neurali. L’attività sensoriale origina ricordi e impulsi interni rielaborati dal cervello. Per tutto il processo è fondamentale dare energia costante al cervello. Tale energia è fornita principalmente dal glucosio che si ricava dai carboidrati complessi, così si mantiene alta la concentrazione. Una volta fornita l’energia segue la sintesi chimica, quindi proteine e amminoacidi (come il triptofano) servono a produrre serotonina e dopamina, molecole del benessere e del piacere.

Per garantire la salute dei neuroni occorrono acidi grassi buoni come gli Omega-3 capaci di proteggere le strutture cerebrali e favorire la memoria. Ancora un aspetto riguarda l’asse intestino-cervello. È fondamentale avere un microbiota intestinale sano, nutrito correttamente con fibre e cibi freschi, ciò riduce l'infiammazione e aiuta le capacità mentali. I cibi da prediligere sono sgombro e sardine ricchi di grassi Omega-3 utili ai nervi.

E ancora cereali integrali e frutta secca come noci, mandorle e verdura a foglia come gli spinaci che giovano alla mente, frutti di bosco ricchi di antociani antinvecchiamento cerebrale; le uova che forniscono colina, preziosa per la memoria e lo sviluppo cerebrale, cioccolato fondente ricco di flavonoidi e magnesio utili a stimolare la concentrazione e il flusso sanguigno. Olio extravergine d’oliva con ottimi grassi e polifenoli che proteggono le membrane cellulari nervose.

Da ultimo, indispensabile è l’acqua il cui consumo si aggira a circa un litro e mezzo al giorno che può arrivare e superare i due litri nel periodo estivo. Specialmente è importante per gli anziani che non percepiscono il senso della sete e si disidratano fino a perdere la rotta dei loro pensieri. La ricerca sull'importanza della nutrizione per la salute del cervello stabilisce ulteriormente i suoi effetti sulle prestazioni cognitive durante tutta la vita. Le carenze di specifici nutrienti, come abbiamo visto sopra, sono state associate a una compromissione della funzione cognitiva, tra cui una diminuzione dell'attenzione, dell'apprendimento e della memoria.

Al contrario, una dieta ricca di nutrienti, in particolare durante i periodi critici dello sviluppo cerebrale, è stata collegata a migliori capacità cognitive e a un miglioramento del rendimento scolastico. Una carenza di nutrienti nei bambini inappetenti può essere una concausa per l’eventuale disattenzione a scuola.

Scegli su quale testata vuoi vedere questo contenuto