We did it again, potrebbe essere lo slogan: Massimo Bottura e Fabio Fazio fanno il bis e, da “registi” dell’operazione di partnership tra Lavoratti 1938 a Gucci Osteria, ripropongono un uovo al cioccolato destinato ad addolcire la Pasqua di tanti, golosi, curiosi o semplici appassionati di cose buone.
All’opera, anche quest’anno, i due co-Executive Chef di Gucci Osteria, Karime López e Takahiko Kondo, capaci di interpretare la modernità di una tradizione, strizzare l’occhio a nuovi sapori e consistenze, osando con gli ingredienti. La Pasqua 2024 aveva visto arrivare nelle vetrine di Gucci, in piazza della Signoria a Firenze, un uovo con cioccolato fondente Ecuador monorigine al 60%, rinfrescato dagli aromi mediterranei del limone delle Cinque Terre e del rosmarino, riposto in una elegante confezione dalle sfumature del verde a righe. Quest’anno cambia il packaging – lasciando ipotizzare anche la nascita di una collezione per gli amanti delle box griffate – e così la scatola ha un brillante color giallo mimosa. E cambia soprattutto il contenuto.
Nuovi sapori
L’uovo per la Pasqua 2025 è allora in cioccolato fondente monorigine Ecuador al 70%, un aumento percentuale maggiore rispetto all’anno scorso, perché Lopez e Kondo hanno deciso di puntare su lamponi disidratati e ibisco e quindi avevano la necessità di contrastare questa dolcezza altrimenti eccessiva. Il risultato è immediatamente piacevole: perfetto l’equilibrio tra la profondità delle note tostate del cacao, l’acidità del lampone e la nota floreale e speziata dell’ibisco. Dolce, sì, ma con una bocca che rimane stupita dalla sottile texture croccante che rende speciale ogni assaggio. Il lampone si fa sentire, non c’è dubbio, ed è persistente, ma questo ha il vantaggio di rendere meno “vorace” l’esperienza, lasciando spazio al desiderio di assaggiare l’uovo a piccoli morsi.
“Container di idee”
Per Bottura “l’uovo di Pasqua è un container di idee, è il sogno, l’inaspettato, è come il tortellino perché si presta a variazioni sul tema”. Per questo, l’uovo è anche uno scrigno, la ricerca del dono nascosto che, quest’anni, si presenta sotto forma di sette tartufotti ai limoni delle Cinque Terre. Una bontà nella bontà, bon bons da lasciare sciogliere in bocca, passando dal sapore del cacao alla deliziosa acidità dei limoni liguri.
Profumi, sensazioni. Come quelle che si sono vissute per giorni nei laboratori di Lavoratti 1938, l’azienda di Varazze rilanciata da Davide Petrini e Fabio Fazio. “L’essiccazione dei lamponi, per quattro giorni a 35 gradi – racconta con un sorriso lo stesso Petrini – ha inebriato tutti. Oggi quegli aromi si ritrovano in questo prodotto che è per noi motivo d’orgoglio”.
Ultima nota, il prezzo: 80 euro per 400 grammi, negli shop online, da Gucci Osteria a Firenze e in selezionati punti vendita di Lavoratti 1938.