Tommaso, Agnese e il sogno della vigna coronato a Dogliani
di Paolo MassobrioLa coppia, poco più che trentenne, gestisce una piccola azienda con 2,5 ettari vitati: grande qualità e una nuova cantina in arrivo. Da provare la Barbera “Toppaso Camma”: profumi di mirtillo e sorso pieno
Un progetto di vita nelle Langhe che si realizzerà a breve e uno vitivinicolo che, sebbene nato un lustro fa, sta già dando ottimi frutti. Siamo nella suggestiva borgata di Dogliani, denominata Valdibà, tra i confini che accarezzano le rinomate denominazioni di Dogliani e Barolo a Monforte. E protagonisti sono una coppia poco più che trentenne di Torino, Tommaso Cappa, enologo, e la compagna Agnese Caprioli, architetta di professione.
Lui, dopo aver conseguito il titolo, ha viaggiato per fare esperienza tra Cile, Argentina, Francia e Toscana, prima di tornare in Piemonte dove inizia una carriera per le cantine Ceretto. Insieme ad Agnese matura il sogno di una realtà vitivinicola tutta loro; e per farlo mette le mani in un ettaro di vigna di quasi un secolo d’età, di proprietà dei suoi genitori. Poi, un passo alla volta, prende in gestione altri piccoli appezzamenti (vigne con età medie dai 45 ai 65 anni d’età) di un vicino podere, fino a raggiungere una superficie vitata complessiva di due ettari e mezzo (6.500 le bottiglie prodotte).
Uve regine messe a dimora, il dolcetto e una seconda uva rara, la neretta cuneese, tipica delle piane alluvionali del Saluzzese e della Valle di Susa, che si contraddistingue per la maturazione tardiva, la non elevata tannicità e la resistenza alle condizioni climatiche estreme.
L’approccio in vigna è bio e con minimo utilizzo di macchinari, così come anche in cantina la filosofia è quella naturale e non interventista. Oggi si lavora nello “stretto”, ma a breve vedrà la luce la nuova cantina di proprietà, così come la dimora langarola dove andranno a vivere.
La loro prima vendemmia è la 2021 ed è il frutto di tanta passione e altrettanta applicazione nel creare vini identitari di queste colline, ma con un approccio innovativo e sostenibile.
Passando ai vini, per alcuni di loro, in etichetta (non rappresentano però il nome dei vini) appaiono le diverse “storpiature” giocose del nome di lui.
Si parte con l’iconico Dogliani 2023, che ci ha letteralmente stupito al tavolo di Abba a Milano, scelto dallo chef Fabio Abbattista nella sua piccola selezione di vini. È frutto di una breve fermentazione delle uve dolcetto, vinificate in acciaio con un breve passaggio in cemento. Si presenta di colore rubino tendente al viola; al naso è complesso, con profumi di fungo, sottobosco e foglia bagnata. In bocca si palesa come un vino ancora giovane, leggermente acidulo, mentre l’annata precedente aveva la perfetta complessità e armonia del Dolcetto. Bisogna solo aver pazienza.
Dalle medesime uve, anche la versione rifermentata. Si tratta del Vino Rosato Frizzante “Sa di cool”. Ha colore rubino scarico, al naso emerge la pera con speziature di cannella. In bocca predomina l’acidità. Le uve macerano per 12 ore, quindi si assiste alla svinatura e alla vinificazione in bianco. In primavera, si procede con la seconda fermentazione utilizzando il mosto. Con tutto il rispetto, però, su questo vino c’è ancora da lavorare un poco.
Spazio al Langhe Nebbiolo “Commaso Tappa” 2023, che al naso punta decisamente sull’eleganza, con i piccoli frutti che lasciano via via spazio all’incenso. In bocca però il sorso cerca il suo equilibrio fra tannini spiccati e acidità. Le uve sono sottoposte a fermentazione per circa due settimane, quindi affinano in acciaio e cemento, con una piccola percentuale che riposa in anfora.
Il Vino Rosso “Soppaco Tamma” si ottiene da 100% neretta cuneese e lo si intuisce fin dal primo sguardo, con quel colore fitto, impenetrabile. Al naso ci sono i piccoli frutti e il sottobosco che si faranno sentire anche in bocca, in un sorso consistente, decisamente tannico e fresco. La vinificazione avviene con macerazione delle uve per circa una settimana, e successivo affinamento esclusivamente in acciaio. Bella sfida!
Il Vino Rosso “Toppaso Camma” (100% barbera) è sicuramente il migliore tra gli assaggi. Ha naso ammandorlato con profumi di mirtillo e terriccio, c’è la parte selvatica della barbera. In bocca il sorso è pieno e potente, l’acidità importante come ci si aspetta da una grande barbera. È una chicca prodotta da soli otto filari di una vigna con 65 anni d’età, vinificata in acciaio e in anfora per circa 6/7 mesi.
Bravo Tommaso, hai un gran futuro, se saprai immedesimarti con la pazienza della terra.
Tommaso Cappa
borgata Valdibà, 84 – Dogliani (Cn)
tel. 338 4976903
Una bottiglia di Vino Rosso “Toppaso Camma”: 22 euro