Lo stress è una reazione psico-fisica a situazioni percepite come minacciose e pesanti in diversi ambiti: familiare, lavorativo, economico, sociale, ecc. L’organismo reagisce alle situazioni con dei cambiamenti fisici e mentali. Negli anni Settanta il termine era molto utilizzato e faceva capolino anche nelle pubblicità, magari con il sinonimo “logorio”, Ernesto Calindri docet. Il termine stress deriva dal francese antico “estrece” strettezza, e dal termine latino “strictus” che significa stretto. Il corpo umano prepara l’organismo allo stress fisico e mentale producendo cortisolo o idrocortisone. È prodotto dalle ghiandole surrenali e il suo bilanciamento è controllato dalla ghiandola pituitaria. Esso partecipa a una serie di importanti funzioni dell’organismo, tra cui la risposta agli stimoli di stress e di pericolo.
Il legame con il metabolismo
Inoltre, è coinvolto nel bilanciamento del metabolismo, dei cicli sonno-veglia, della pressione sanguigna e degli zuccheri nel sangue. Per questo il cortisolo è anche conosciuto anche come “ormone dello stress” perché la sua produzione aumenta in relazione a episodi di stress acuto come, ad esempio, un momentaneo spavento, di stress traumatico per esempio quando si ha un grave incidente, o di stress cronico come quando lo stato ansioso è prolungato nel tempo ed interferisce con la quotidianità.
Influisce sul metabolismo di proteine, carboidrati e grassi e partecipa alla regolazione del bilancio idrico ed elettrolitico, della pressione sanguigna, della temperatura corporea, della mineralizzazione delle ossa e della risposta immunitaria. Agisce inoltre sull'umore e sul comportamento, sull'appetito e sulla percezione del dolore. Il cortisolo cerca di aiutare l'organismo a combattere lo stress, influenzando il funzionamento di molti organi e sistemi e regola l'utilizzo dei nutrienti della dieta aumentando la formazione di glicogeno e aumentando la scissione dei grassi nel tessuto adiposo. Inoltre, aumenta la sintesi proteica nel fegato e ne limita la formazione nei muscoli e nelle cellule della pelle. Infine, aumenta la ritenzione di acqua e sodio, controlla la produzione di adrenalina nella midollare del surrene, inibisce i processi infiammatori e colpisce anche la psiche, provocando spesso euforia o depressione. Livelli elevati persistenti di questo ormone contribuiscono allo sviluppo di insulino-resistenza, dislipidemia, ipertensione e obesità.
Il glucosio
La mobilitazione delle riserve di glucosio è particolarmente importante in caso di situazioni di stress rapido come l'allenamento di resistenza dovuto a sforzi prolungati e, inoltre, il cortisolo influenza l'appetito. In concentrazioni fisiologiche, il cortisolo stimola la sintesi di collagene. Tuttavia, l'aumento della sua quantità nel flusso sanguigno, causato da stress mentale o da uno sforzo fisico troppo intenso, porta a una serie di modifiche nella struttura del rimodellamento osseo. Il cortisolo aumenta la sensibilità dei tessuti dei vasi sanguigni e del cuore con conseguente aumento della pressione sanguigna e inoltre aumenta la ritenzione di acqua e sodio. Il cortisolo influenza la plasticità neuronale e i processi neurodegenerativi agendo sui neuroni e sulle cellule gliali del sistema nervoso centrale e modifica l'umore e il comportamento, nonché la percezione del dolore.
Nel caso in cui i sintomi denunciano la presenza eccessiva di cortisolo in circolo nel corpo occorre apportare delle modifiche. Innanzitutto, sullo stile di vita, per esempio regolarizzando il ritmo sonno-veglia, cercando di andare a dormire sempre alla stessa ora, in un ambiente conciliante il sonno, abbastanza buio, silenzioso e termo-equilibrato. Nelle ore immediatamente precedenti il riposo notturno è consigliato, inoltre, evitare l’esercizio fisico e l’esposizione a schermi retroilluminati, nonché l’assunzione di caffeina e alcolici. Importante è anche indagare l’eventuale presenza di disturbi del sonno che compromettono il riposo notturno, come l’insonnia o l’apnea ostruttiva. Avere una vita attiva ed effettuare esercizio fisico con regolarità è fondamentale.
Come reagire
L’esercizio regolare (da bilanciare in base alle proprie condizioni cliniche), infatti, influenza i livelli di cortisolo, comportandone un iniziale innalzamento al momento dello sforzo a cui segue una riduzione nelle ore successive. Inoltre, è dimostrato che eseguire abitualmente esercizi aerobici a bassa o media intensità riduce il rischio di insorgenza di patologie croniche, patologie cardiache e stress. Anche l’alimentazione deve essere bilanciata, con la riduzione del consumo di alimenti eccessivamente elaborati oppure con troppi grassi saturi, che favoriscono l’aumento di cortisolo. È da preferire invece una dieta ricca di frutta e verdura, legumi, cereali integrali e grassi insaturi, accompagnata da una buona idratazione, aiuta a mantenere la concentrazione di cortisolo nella norma. Inoltre, uno stile alimentare armonico favorisce il mantenimento di un buon equilibrio del microbiota intestinale, che sappiamo essere associato a una diminuzione degli stati ansiosi.