La storia

Marrons glacés, caramelle e gianduiotti: i 190 anni della pasticceria amata da Cavour

Marrons glacés, caramelle e gianduiotti: i 190 anni della pasticceria amata da Cavour

A Torino Stratta è un’istituzione: aprì nel 1836 sotto i portici di piazza San Carlo, all’interno di Palazzo Solaro del Borgo, quando non era ancora stato collocato il Caval ’d Brons

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Da bambina, Monica Werling trascorreva molti pomeriggi nel retrobottega di Stratta. Il nonno andava a prendere lei, il fratello e i cugini a scuola e li portava nel negozio di piazza San Carlo. Mentre gli adulti lavoravano, loro facevano i compiti o davano una mano nelle attività più semplici. “Studiavamo e giravamo le caramelle”, ricorda. Proprio lì Monica ha osservato un mestiere ormai scomparso: i marroni venivano pelati a mano dalle marronere, donne specializzate che lavoravano intorno a un grande recipiente di rame. “Mi ricordo tutte queste signore vestite di nero e con i guanti neri per non sporcarsi, e il calderone al centro. Da bambina quella scena mi faceva un po’ paura”, racconta ridendo. Dopo la pelatura, i frutti venivano lasciati candire per circa ottanta ore.

È uno dei ricordi che restituiscono la dimensione quotidiana di un luogo che nel 2026 compie 190 anni. Stratta aprì nel 1836 sotto i portici di piazza San Carlo, all’interno di Palazzo Solaro del Borgo, quando non era ancora stato collocato il Caval ’d Brons, il monumento dedicato al duca Emanuele Filiberto. A fondarla furono i confettieri Stratta e Reina, che decisero di uscire dal laboratorio e aprire uno spazio di vendita al pubblico. Dal 1858 la conduzione passò ai Fratelli Stratta e il negozio cominciò a legare il proprio nome alla vita mondana e politica della città.

Dalle sue vetrine passarono caramelle e confetti, cioccolato, frutta candita e marrons glacés. La corte sabauda le attribuì il titolo di “Fornitore della Real Casa”, ricordato dallo stemma esposto nel negozio. Anche Camillo Benso, conte di Cavour, era cliente: una fattura registra un ordine di ventinove chili di marrons glacés, diciotto di sorbetto e trentasette di frutta caramellata, oltre a paste di forno, confetture e meringhette. Secondo il racconto tramandato, erano destinati ai ricevimenti con i diplomatici europei.

La famiglia di Monica entrò nella storia di Stratta alla fine degli anni Cinquanta del Novecento, quando l’attività fu rilevata da Oreste Monzeglio. Prima di tornare a Torino aveva vissuto in Venezuela, dove la famiglia gestiva Las Flores, una caffetteria-pasticceria attiva soprattutto nel catering. La conduzione passò poi alle generazioni successive e oggi vede impegnati Monica e Dario Werling, rispettivamente nella confetteria e nel catering. Con Matteo Rangoni, figlio di Monica, Stratta è arrivata alla quarta generazione. Dopo un periodo trascorso all’estero e un percorso professionale diverso, ha scelto di tornare a Torino per entrare in azienda e occuparsi soprattutto dell’area commerciale. “Stratta gli è sempre interessata, anche quando era lontano. Poi ha detto: “Voglio tornare e occuparmene””, racconta Monica.

Per lei il confine fra negozio e famiglia non è mai stato netto. “A tavola si parlava sempre di Stratta: proviamo una cosa nuova, cambiamo la vetrina. Era continuamente presente nella nostra vita. Al nonno è legato anche il ricordo di quando nel negozio c’era soltanto un angolo in cui bere vino o vermouth con pochi panini e tramezzini. Da una sua ricetta è nato in seguito il Vermouth Stratta, poi affiancato da bitter e gin. Anche i prodotti raccontano i passaggi fra le generazioni. La Caramella Stratta conserva la forma tradizionale, dura all’esterno e con una goccia morbida all’interno.

La Torta Adri, ideata circa settant’anni fa da zia Adriana, è preparata con impasto paradiso, crema e lampone ed è diventata una delle specialità della casa. Ci sono poi le Gioie di Cavour, le praline, i marrons glacés e i gianduiotti. A rendere riconoscibile Stratta anche fuori Torino sono infine le scatole di bonbon, proposte in misure e colori diversi e rinnovate secondo le ricorrenze.

Per i 190 anni arriveranno una nuova caramella e una monoporzione dedicate all’anniversario, presentate in occasione della festa del 9 settembre al Circolo del Whist. Più che un punto d’arrivo, il compleanno diventa così un passaggio fra ciò che viene custodito e ciò che cambia: le ricette familiari, il lavoro degli artigiani e il desiderio di continuare a innovare senza recidere il legame con la propria storia.

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