La cronaca

La rivolta dei ristoranti romani. Consegna di merci in Centro entro le 8 di mattina: “Impossibile”

La rivolta dei ristoranti romani. Consegna di merci in Centro entro le 8 di mattina: “Impossibile”

Dal 7 settembre la stretta decisa dal Comune sugli ingressi dei mezzi commerciali rischia di mettere in difficoltà le attività. Pierluigi Roscioli: “Si perderà qualità e i prezzi aumenteranno”

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* Aggiornamento: il Tar del Lazio ha sospeso l’entrata in vigore del provvedimento fino al 23 settembre *

Nelle chat dei ristoratori romani non si parla d’altro.Le telefonate si intrecciano, c’è chi propone petizioni, chi parla addirittura di manifestazioni in piazza.Con una deadline chiara: il 7 settembre, quando nel centro storico della Capitale entrerà in vigore il nuovo orario in cui sarà consentito l’ingresso dei mezzi per le consegne delle merci. Una drastica riduzione della fascia oraria che renderà il lavoro ancora più duro a chi lavora nella ristorazione nella zona estesa del Tridente: entro le 8 del mattino (con qualche deroga alle 10) e non oltre. E questo anche se prima di quell’ora molti ristoranti sono ancora chiusi.

Secondo l’ordinanza del Sindaco, n.105 del 31 luglio 2026, dal 7 settembre al 7 dicembre entrerà in vigore il divieto di accesso dalle 8 alle 18 ai veicoli a motore destinati al trasporto di merci nella Ztl zona 1 (cosiddetto Tridente) e zona estesa, dalle 9,30 vietate anche circolazione, sosta e fermata. Le uniche (piccole) deroghe al comparto enogastronomico sono per quelli destinati al trasporto di derrate alimentare in regime di temperatura controllata (furgoni isotermici o coibentati) che potranno circolare e fermarsi fino alle 10, fermo restando che l’accesso resta vietato dalle 8 alle 18 e per i veicoli destinati ai servizi catering ( fino alle 11:30).

Visto e considerato che prima delle 8 (o dele 10) sono pochi i ristoranti, ancor meno le enoteche con mescita, aperti, Il Gusto ha chiesto ai diretti interessati come intenderanno affrontare il problema? Cosa fare per adattarsi e quanto sarà complicato gestire le consegne che permettono alle loro attività di lavorare?

“Abbiamo una flotta di dieci furgoni elettrici per le consegne in tutta Roma, non sapendo cosa sarebbe successo abbiamo pagato per l’ingresso nella Ztl. Da quindici anni comperiamo solo mezzi elettrici, vero che finora non abbiamo pagato per l’ingresso, ma anche vero che i furgoni li abbiamo pagati più dei normali – ammette non senza animosità Pierluigi Roscioli, panettiere di prim’ordine nell’Antico Forno di famiglia –. Facciamo un servizio accurato, in alcuni grandi alberghi del Tridente consegniamo il pane caldo, appena sfornato, tre volte al giorno”.

Da settembre potremo garantire una sola consegna, perché poi entro le 10 dovremo essere fuori. A perderne sarà la qualità del servizio che offriamo e nel Tridente ci sono tutti i più grandi alberghi di lusso. È un importante polmone economico per la città e sarebbero loro a dover levare le voci, perché sarà un disservizio per tutti noi fornitori ma soprattutto per loro”. Pane fresco che arriva dal forno in periferia e viene consegnato in alberghi e molti ristoranti del centro storico, oltre che in tutta la città.

Se nei prossimi mesi dovrò prendere un furgone in più, o due persone in più alle consegne per le limitazioni negli orari, è chiaro che il prezzo del pane aumenterà – sintetizza Roscioli –. Come aumenteranno le merci degli altri sottoposti alle limitazioni nella zona indicata. E vedrai quanti fornitori diranno di non poter venire, di non riuscire a consegnare”.

“Le attività commerciali e ristorative nel centro di Roma aprono dopo le 10, alcuni ristoranti e locali anche direttamente nel pomeriggio – così si legge sulla pagina social di Fabrizio Pagliardi, oste e socio del wine bar La Barrique –. Pensate veramente che i trasportatori di derrate alimentari frigorizzate riescano a consegnare tutto il fabbisogno della ZTL tra le 7 e le 10 senza poter tornare in magazzino?”.

“Roma è bellissima, ma non ci si rende conto delle difficoltà di lavorare in centro. Questo sarà un altro ostacolo per chi ci lavora – esordisce così Fabiana Gargioli, sommelier e socia nel ristorante di famiglia Armando al Pantheon –. È vero che c’è un problema di congestione, ma non dalle consegne alimentari. Bisogna pensare anche a chi porta la merce, come si organizzerà per tutti gli scarichi nella zona sottoposta alle nuove limitazioni? Finirà che fuori dai varchi si formeranno nugoli di camion che scaricano e poi consegnano con i carrelli. Ma non va bene nemmeno così, è caotico e certi pesi, come il vino, sono difficili da trasportare. Per le opere d’arte nell’ordinanza è previsto un orario più ampio, ma per cibo e vino che fanno parte della nostra cultura enogastronomica no?”.

Il 15 settembre suona la campanella e le 8 del mattino è l’orario di ingresso a scuola. Già il traffico in quel momento subisce l’effetto imbuto, così sarà peggio” anticipa il problema Carla Trimani, insieme ai fratelli storica famiglia di enotecari romani e proprietari di Buccone alle spalle di piazza del Popolo. “Lo scarico selvaggio non va bene, su questo non si discute. Con un po’ di organizzazione si può arrivare a una soluzione, ma serve tempo per poterlo fare, in maniera organica e per tutte le categorie. Gli obblighi vanno ottemperati, non solo da parte di chi ha più risorse. In questo modo si vanno a toccare le piccole realtà storiche del centro storico che invece andrebbero tutelate e preservate”.

“Cambieremo qualcosa, non c’è altro da fare – dichiara propositivo Arcangelo Dandini, pensando al lavoro di Supplizio –. Sono contrario a questi nuovi orari, ma troveremo una soluzione. Le aziende fornitrici si dovranno adattare e noi con loro, dovrò dare mezz’ora di straordinario ai ragazzi per aprire prima. In più tante aziende non consegnano dopo le 18, alcune solo con sovrapprezzo”. E comunque dopo le 18 si entra nel vivo del lavoro per le attività ristorative, è il momento di aperitivo e cena.

Tra rassegnazione e buoni propositi, sembra non esserci una soluzione buona per tutti e per tutte le esigenze. “Un’idea sarebbe quella di organizzare una piazzola di scambio in un’area a ridosso del Centro, per esempio al Gianicolo – suggerisce Pierluigi Roscioli –. Perché il vero ingombro per la zona centrale non sono i piccoli furgoni delle consegne, ma i camion che entrano anche per solo qualche pedana”. Il problema riguarderà anche gli impiantisti, le consegne della biancheria per alberghi e ristoranti. Chi dovrà, per esempio, consegnare e installare macchinari pesanti sarà vincolato a scaricare entro le 10. Il che su un intervento programmato non è ingestibile, ma quando servirà un intervento di urgenza per la sostituzione di un componente? Bisognerà aspettare l’indomani? Lasciare l’attività scoperta o mal funzionante?

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