Addio calamite da attaccare al frigorifero, quest’anno il souvenir delle vacanze è qualcosa da metterci dentro. Formaggio, vino, salumi, conserve, olio, biscotti: dalle vacanze si torna sempre più spesso con un ricordo da mangiare, bere o tenere in dispensa. Era già tutto previsto: secondo le Travel Predictions 2026 di Booking.com, il 62% dei viaggiatori italiani prende in considerazione l’acquisto in vacanza di prodotti da dispensa o oggetti per la cucina, mentre il 37% sceglie una destinazione anche per questo tipo di offerta.
Hanno anche un nome e si chiamano “shelf-ie souvenirs”, souvenir da dispensa. Lo stesso fenomeno compare anche in altre tendenze di viaggio del 2026 come lo “snackpacking”, e il “grocery store tourism”, cioè la curiosità per supermercati e negozi alimentari locali. Comprare cibo in viaggio non è certo una novità, però non si cerca più soltanto il prodotto tipico confezionato apposta per il turista, si entra in un forno, in una bottega, in un caseificio, in una cantina per cercare qualcosa che appartiene davvero alle abitudini alimentari di quel posto.
Cosa portare a casa dunque dopo una vacanza in Romagna? Oltre alle solite scorte di piadina, sardoncini marinati, squacquerone e pesche nettarine, ecco una lista di souvenir da dispensa certamente graditi ai vostri amici e amiche gourmet.
Un vasetto di salicornia della Salina
Nelle saline di Cervia cresce spontaneamente la salicornia, pianta succulenta dal sapore naturalmente sapido, raccolta a mano in primavera e poi essiccata. La Bottega delle Erbe di Cervia (in Piazza della Repubblica) la vende in piccoli vasetti da usare come insaporitore per pesce, verdure, sughi e minestre, o anche per insalate. Oppure si può acquistare direttamente nello shop delle Saline.
Una resta di cipolla dell’acqua
Si raccoglie proprio da metà luglio a fine agosto, è un Presidio Slow Food e si presenta come una grande cipolla bionda molto dolce, che può arrivare al chilo, tradizionalmente coltivata lungo il Marecchia. Si conserva intrecciata nelle reste. E oltre a essere delicatamente deliziosa, è anche molto bella da appendere in cucina. Si può acquistare fresca presso uno dei produttori del Presidio (per esempio Società Agricola L’Arcangelo), oppure si sceglie una composta di cipolle allo shop de La Sangiovesa di Santarcangelo.
Una bottiglia di Nobil Drupa
Monovarietale di Ghiacciola, cultivar autoctona del Brisighellese, prodotto anche da olivi secolari è un olio dal profilo molto riconoscibile, con amaro e piccante marcati e sentori di mentuccia e foglia di pomodoro. Si acquista nel negozio Terre di Brisighella, o nelle gastronomie e botteghe di qualità in tutto il territorio romagnolo. In alternativa si può scegliere un Brisighello DOP, monovarietale di Nostrana di Brisighella che è stata la prima DOP italiana per l'olio, riconosciuta nel 1996.
Il Gin Primo al sale di Romagna
Un gin territoriale a base di ginepro, lavanda, erba Luigia, santolina e soprattutto sale dolce di Cervia. È prodotto dalla Premiata Officina Lugaresi, si trova nelle enoteche della Romagna o presso lo shop dell’Officina a Cesena.
I biscotti di Demetra
A Longiano Sabrina Bianchi, nel suo Demetra – Forno di Paese, lavora con lievito madre, farine di mugnai locali e ingredienti scelti tra piccoli produttori del territorio. Tra le specialità da portare via ci sono torte e biscotti, realizzati con varie ricette e ingredienti di qualità.
Un pettine per fare i garganelli
Sarà capitato certamente di assaggiare un piatto di garganelli, formato di pasta tipico della bassa Romagna. Si preparano con uno dei piccoli strumenti simbolo della cucina domestica romagnola: un telaio in legno con il quale si arrotola e si riga il quadratino di sfoglia per ottenere i garganelli. Nei mercati di paese se ne trovano ancora versioni artigianali tradizionali complete di bastoncino. Una lavorazione diventata così rara che quindi sarà un graditissimo souvenir.
Una copia de “La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene”
Portarsi a casa l’Artusi da Forlimpopoli, nella casa dedicata al padre della cucina italiana, è un souvenir gastronomico quasi obbligato. Nello shop di Casa Artusi a Forlimpopoli si trovano le varie edizioni (anche quella in cinese!), oltre a una serie di oggetti per chi ama cucinare a casa seguendo le ricette del Maestro.
Una “sporta” o un cestino in erbe palustri
All’Ecomuseo delle Erbe Palustri di Villanova di Bagnacavallo, in via Ungaretti 1, si possono acquistare manufatti realizzati secondo l’antica tradizione locale, intrecciando canna, stiancia, carice e giunco. Tra gli oggetti più caratteristici c’è la sporta, termine dialettale romagnolo per indicare una borsa o shopper, insieme a ceste e altri oggetti d’uso quotidiano. Il museo ha un piccolo negozio dedicato ai prodotti tipici e all’artigianato in erbe palustri; conviene verificare sul momento quali modelli siano disponibili.
Una tovaglia stampata a mano
Tovaglie, runner, strofinacci, grembiuli e altri tessili stampati ancora oggi a mano con matrici di legno, secondo la tradizione delle tele romagnole. Pascucci lavora a Gambettola dal 1826 e proprio nel 2026 festeggia i 200 anni di attività, arrivata alla settima generazione della famiglia. Negli archivi della bottega sono conservati migliaia di stampi in legno di pero, accanto ai disegni contemporanei realizzati nel tempo con artisti.
Un formaggio della Valmarecchia
A Uffogliano, nell’Alta Valmarecchia, i fratelli Nicola e Lorenzo Brighi allevano capre e trasformano direttamente il latte crudo in formaggi biologici legati ai pascoli del territorio. Il Satiro aderisce al Presidio Slow Food “Prati stabili e pascoli” e produce robiola, tomini, ricotta, yogurt e formaggi più stagionati. Da portare a casa si può scegliere uno dei formaggi più strutturati, più facili da trasportare rispetto ai freschi e capaci di raccontare bene, anche nel gusto, questa parte appenninica della Romagna.
Il Mandorlato al cioccolato di Modigliana
È il dolce simbolo di Modigliana, nell’entroterra forlivese: una ricetta ottocentesca a base di cacao, mandorle, scorze di arancia e cedro e spezie, tramandata per generazioni e oggi custodita nel piccolo laboratorio artigianale Modigliantica di Maurizio Mortani. Nato come dolce natalizio, oggi viene prodotto tutto l’anno ed è perfetto da portare in viaggio.