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Classici, fritti o di semolino, 10 locali per capire perché Roma è la capitale degli gnocchi

Classici, fritti o di semolino, 10 locali per capire perché Roma è la capitale degli gnocchi

Per tradizione si dovrebbero mangiare il giovedì ma nelle trattorie romane si trovano anche negli altri giorni. Ecco dove assaggiarli nelle varie versioni

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Giovedì gnocchi? No, tutta la settimana e anche a Roma, dove questa tradizione del giorno dedicato è nata, legata al calendario religioso e alla sussistenza. La frase intera in realtà è "Giovedì gnocchi, venerdì pesce e sabato trippa" e risale al Dopoguerra quando le risorse scarseggiavano e c’era la necessità di razionare le provviste. Rispettando al tempo stesso la tradizione cristiana del venerdì di magro, ovvero senza carne ma con pesce e legumi (tipici nella Città Eterna i ceci e il baccalà). Ecco perché il giorno prima, per sostenere il semi digiuno che sarebbe seguito, era d'uso mangiare un piatto sostanzioso e calorico come gli gnocchi. Oggi anche se in qualche trattoria capita ancora di vedere il cartello "giovedì gnocchi" si mangiano tutta la settimana. D'inverno come d'estate, con condimenti più o meno carichi a seconda delle stagioni.

Legata strettamente all'Urbe c'è poi un'altra versione: gli gnocchi alla romana che sono dischetti di semolino gratinati, senza patate. E qui, come in vari piatti local, spunta la disputa sulle origini. E sì perché, a dispetto del nome che più chiaro di così non si può, si parla anche di un'origine piemontese legata all'uso abbondante del burro come da tradizione della cucina sabauda.

Ecco perché abbiamo chiesto di fare un po' da bussola alla chef Barbara Agosti, di origine piemontese (è nata a Novi ligure) ma capitolina d'adozione con "cuore culinario nel cuore di Trastevere" dove si trova da una decina di anni il suo Eggs. E dove ha concentrato la sua attività dopo la chiusura della sede milanese del ristorante dedicato alle uova che secondo Agosti non devono mai mancare negli gnocchi "perché il tuorlo li rende belli soffici senza dover raggiungere troppa farina". Lei usa patate a buccia rossa e li propone in tante maniere.

Per quanto riguarda la versione alla romana-piemontese, la chef ricorda di averli sempre visti in casa della nonna a Novi Ligure quando era piccola: "Per noi erano gli gnocchi di semolino, gratinati in forno con fiocchetti di burro e Parmigiano. A me piace gratinarli nel padellino. La crosticina che vien fuori è pazzesca". Per saperne di più sull'albero gastro-genealogico di questi dischetti delle meraviglie abbiamo interpellato anche Arcangelo Dandini che li cucina nel suo ristorante L'Arcangelo a Prati: "Anche se non li ho sempre in carta, mi piacciono molto per il loro legame con il mondo della pasticceria, inizialmente infatti erano dolci di provenienza si dice francese o magari del Piemonte napoleonico". Di qualsiasi versione, origine e condimento siano ecco dove gustarli al meglio nella Capitale.

Sora Lella, via di Ponte Quattro Capi 16

Gli gnocchi piu famosi si trovano nello storico ristorante sull'Isola Tiberina intitolato alla sora Lella, la mitica Elena sorella dell'indimenticabile Aldo Fabrizi. Qui fin dagli anni Cinquanta si mangiano con il sugo all’amatriciana ramata, con scarpetta finale d'obbligo.

Ristorante L'Arcangelo, via Giuseppe Gioacchino Belli 59

Nel regno di Arcangelo Dandini a Prati si assaporano gnocchi all'amatriciana realizzati con le patate di Leonessa. Ci sono anche gli gnocchi alla romana con vari condimenti: dai classici burro e Parmigiano, burro e salvia, burro e alici e cacio e pere fino ai funghi e al tartufo.

Roscioli Salumeria con cucina, via dei Giubbonari 21

Gnocchi al sugo, all'amatriciana e nella versione cacio e pepe, fra le più apprezzate. Si possono gustare anche all'Antico Forno Roscioli di via dei Chiavari. Qui assicurano "Gli gnocchi li prepariamo nelle nostre cucine interne".

Eggs, via Natale del Grande 52

In questa miniera di sapori dedicata alle uova e non solo a Trastevere, si trovano gnocchi di patate per tutti i gusti: all'amatriciana, alla carbonara e anche con le verdure che si usano per fare la bagnacauda. Oltre gli gnocchi alla romana con il semolino, gratinati con il burro a dovere e piacere.

Mastrociccia, via del Governo Vecchio 76

A un passo da Piazza Navona un'osteria-pizzeria che vanta una gustosa specialità con nome e cognome: gli "Gnocchi alla Ezio de Ponte" all'amatriciana. Sono dedicati a "un signore che abita a via delle Zoccolette e non mangia bucatini per non sporcarsi la camicia bianca". Da provare anche quelli alla coda alla vaccinara.

Hosteria Grappolo d'Oro, piazza della Cancelleria 80

A pochi metri da Campo de' Fiori in questa osteria che racconta nel piatto l'anima della cucina capitolina gli gnocchi di patate sono serviti con ragù di salsiccia e crema di peperone arrostito.

Da Cesare al Casaletto, via del Casaletto 45

In questa che negli anni Cinquanta a Monteverde, era nata come Trattoria La Palma ci sono tutti i sapori della romanità senza tempo. Celebri i suoi gnocchi fritti su crema di cacio e pepe e quelli al sugo di coda alla vaccinara con scaglie di pecorino. Ha anche un'altra sede a via del Pellegrino 117, dove c'era lo storico Settimio.

Tram tram, via dei Reti 44

Nella trattoria bottiglieria a San Lorenzo la cucina di tradizione romana si mescola a quella pugliese. Ma il giovedì l'appuntamento è fisso ed è da non mancare per provare gli gnocchi caserecci di patate con il sugo di castrato, piatto forte del locale.

Ristorante Da Massi, via della Scala 34

Aperto a Trastevere negli anni 50 propone gli gnocchi alla romana fatti in casa secondo tradizione con farina di semolino, burro e Parmigiano. In menu anche gnocchi alla carbonara, al ragù di carne, al pesto, alla sorrentina e alla crema di scampi.

Osteria Palmira, via Abate Ugone 29

Qui, nel quartiere di Monteverde, tutti da provare sono gli gnocchi ricci di Amatrice, preparati con farina, acqua e uova senza patate secondo un'antica ricetta locale. Ma il giovedì si possono assaggiare anche quelli classici.

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