Un viaggio non è mai solo uno spostamento, anzi. Un treno non è mai solo un mezzo, a volte può essere un pezzo di storia in movimento. Questo è il caso dei treni storici, convogli d’epoca che sferragliano su tratte secondarie immerse tra natura e storia. Littorine come automotrici, carrozze ‘centoporte’ degli anni ‘30 o quelle che negli anni ‘60 scandirono il progresso, oggi permettono di viaggiare alla velocità del passato, a quel ritmo che permette di assaporare ogni sguardo. Lo sbuffo di vapore segna la partenza, il ritmo delle ruote sui binari scandisce il viaggio: il treno diventa un museo in movimento, il viaggio un’esperienza che coinvolge tutti i sensi, memoria persa (o mai vissuta!) compresa.
Convogli e atmosfere d’epoca, tratte che non vedono nella velocità il pregio maggiore, paesi e borghi che non sono solo destinazioni ma luoghi da scoprire. Così Fondazione Fs e Fs Treni Turistici Italiani riportano sui binari locomotive e carrozze del passato, dopo un accurato restauro che ha mantenuto estetica e spirito. Ciò che dai tempi originari non è cambiato sono trazione, carrozze e velocità, o per meglio dire lentezza rispetto a quella cui siamo abituati oggi.
Ferrovia dei Parchi -Transiberiana d’Abruzzo
Un’antichissima tradizione lega Sulmona alla dolcezza dello zucchero che ricopre le mandorle, i confetti la cui storia è documentata sin dal XV secolo. Nella cittadina medievale al cospetto della Maiella l’imbarazzo è nella scelta tra gli storici confettifici, Pelino, Di Carlo o Rapone. Non solo dolci delle feste, a Sulmona da dove parte il treno anche detto ‘Transiberiana d’Abruzzo’ l’aglio rosso è una particolarità locale, dalla Valle Peligna: pelle rosso vinoso a proteggere gli spicchi di aglio profumato e pungente. All’arrivo, cazzarielli e fagioli sono il piatto tipico di Castel di Sangro, pasta di origine contadina, ma la tappa per gli appassionati gourmet non può che essere il Reale, ristorante con relais dove la cucina di Niko Romito ha portato a brillare tre stelle Michelin.
Treno natura – da Siena ad Asciano (Toscana)
Si parte da Siena, cuore del Medio Evo toscano, per immergersi nelle campagne ricamate dai vigneti fin verso i paesaggi collinari e argillosi delle Crete senesi. Si sale in carrozza con il sapore della scottiglia, tradizionale stufato di carne, la ricchezza gustativa del panforte a base di miele, spezie, mandorle e frutta candita, o con la dolcezza dei ricciarelli, a base di mandorle, albumi e zucchero. Si viaggia nei panorami della Val d’Orcia che a Montalcino hanno reso celebre il Brunello, lasciando che il paesaggio fatto di storia intessuta sulle morbide colline scorra nel finestrino. E si arriva ad Asciano, tra calanchi e biancane, dove in stagione i carciofi di Chiusure, i salumi di cinta senese e il pecorino delle Crete colmano il palato, insieme al pregiato tartufo bianco delle Crete Senesi.
Treno dei limoni – da Milano a Monterosso (Lombardia e Liguria)
Dalla metropoli meneghina all’aria cristallina delle Cinque Terre, da Milano a Monterosso al mare. Ma non una semplice gita verso la costa ligure, ma una celebrazione in occasione della festa dei limoni. A bordo di carrozze storiche di fine anni ‘50 e inizio ‘60 ci si lascia alle spalle la città verso il profumo del mare e dei succosi agrumi. Scorza ruvida ricca di oli essenziale, forma tondeggiante irregolare, e intenso profumo, i limoni di Monterosso hanno ispirato anche la poesia di Eugenio Montale, nella raccolta ‘Ossi di seppia’: “...le viuzze che seguono i ciglioni / discendono tra i ciuffi delle canne /e mettono negli orti, tra gli alberi dei limoni”. Un invito a camminare tra i muretti a secco pieni di alberi di limoni e riflettere sulla felicità che arriva dalla natura contrapposta alle incertezze della vita.
Ferrovia delle Langhe, Roero e Monferrato (Piemonte)
Castelli, torrioni panoramici, borghi e colline ricamate dall’incessante ritmo dei filari di vigna che si intrecciano tra pendenze e poderi. Il paesaggio vitivinicolo delle Langhe-Roero e Monferrato è stato riconosciuto nel 2014 come Patrimonio Mondiale dell’Umanità per “equilibrio unico tra sapere agricolo, memoria storica e bellezza quotidiana”. Ed è in questo paesaggio che si snodano i binari del treno storico che attraversa il territorio che profuma di vino e tartufo bianco, soprattutto ad Alba. Bagna caôda , agnolotti del plin, salsiccia di Bra, carne cruda di Fassona, eccellenze casearie come il Murazzano dop o la Robiola di Roccaverano sono i sapori che accompagnano perfettamente i noti vini del territorio. Prima di partire un boccone, o più, degli storici amaretti di Mombaruzzo.
Slow Sud Italian Rail Tour – da Roma a Salerno, Matera e Napoli (Lazio, Basilicata e Campania)
Partirà a settembre, per poi tornare a sferragliare nell’estate ‘27, il treno che in quattro giorni di viaggio porterà ad apprezzare con lentezza una parte del Sud Italia. Lasciata Roma si fa volta verso Napoli dove il profumo della tazzulella di caffè, il sapore delle sfogliatelle e il gusto della pizza napoletana sono solo alcuni dei motivi culinari per assaporare la città ai piedi del Vesuvio. Di nuovo in carrozza dopo due giorni e via verso Matera, verso la città dei sassi patrimonio Unesco, attraverso i paesaggi rurali di Campania e Lucania. Il pane di Matera è famoso per la forma, pezzatura e bontà, non da meno i peperoni cruschi, le carni di mucche podoliche e i formaggi che si lavorano dal loro latte e ancora i tradizionali dolci materani, gli sporcamuso pieni di crema e le strazzate, rustici e croccanti dolci con mandorle che evocano i famosi sassi cittadini.
Espresso Cuore d’Italia - da Roma a Perugia
Dalla Capitale al cuore verde d’Italia, un viaggio verso l’Umbria a bordo del treno che nel mese di novembre conduce verso i sapori più tipici della regione e ne celebra il legame con l’olivicoltura. Terni, Assisi e Perugia le fermate, tre stazioni in cui la storia e la cultura si innestano tra spiritualità, architettura e natura. Grechetto e Sagrantino i vitigni con i quali la regione si racconta nel calice, salumi della tradizione norcina, legumi che danno vita a zuppe corroboranti e il prezioso cioccolato che a Perugia è diventato un emblema apprezzato da grandi e bambini. A unire tutto il fil rouge dell’olio extravergine di oliva, oro liquido della regione apprezzato su tutte le tavole italiane. Tante le ragioni, intellettuali ed enogastronomiche, per salire a bordo di questo treno autunnale.
Treno del Confine – da Gorizia a Palmonova
Un vero viaggio nella storia, tra le tappe che hanno segnato il Friuli Venezia Giulia dal XVI secolo al Novecento. Ma senza scalfire l’importanza della storia, il territorio di confine è anche un crocevia di sapori e tradizioni che si riflettono nella cultura enogastronomica. Di antiche origini il presniz, o gubana goriziana, dolce in cui la sottile sfoglia racchiude frutta secca, canditi, miele, burro e spezie; cucina di frontiera, ingredienti figli della storia e della dominazione austroungarica, come il cotechino con i crauti. Ma è prima della partenza da Gorizia che vale la pena deviare per una tappa enogastronomica a Cormòns, sia per il suo famoso prosciutto che per ‘La Subida’, dove ristorante stellato, osteria e cantina Sirk sono capaci di raccontare nei bocconi il valore di vivere sul confine.