L’itinerario

Il Giro d’Italia del Gusto: i sapori forti delle Dolomiti bellunesi

Il Giro d’Italia del Gusto: i sapori forti delle Dolomiti bellunesi

La tappa numero 19 si snoda in montagna per 151 chilometri di saliscendi e paesaggi mozzafiato. In un territorio ricco di prodotti tipici da scoprire

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La tappa 19 del Giro d’Italia 2026 va da Feltre ad Alleghe fino ai Piani di Pezzè: 151 chilometri nel cuore delle Dolomiti bellunesi. Montagna vera, sia nelle salite che a tavola, una tappa quindi per gambe forti e stomaci allenati. Ma a mozzare il fiato, oltre alla fatica, ci sarà la bellezza di punti come il passo Duran, Giau, Falzarego. Anche per quanto riguarda i sapori da incontrare lungo la tappa, si entra in un paniere tipico della montagna. In questa stagione, la montagna bellunese si prepara alla ripartenza con l’apertura dei pascoli in altura, le malghe aprono all’alpeggio, quindi formaggi freschi, erbe spontanee e funghi. Mai provato il pastin? Questa potrebbe essere la volta buona. Si tratta di una preparazione tipica delle Dolomiti bellunesi: carne tritata di maiale e manzo, lavorata a mano e condita con un mixi di aromi e spezie, vino bianco e aglio. Si mangia crudo sul pane, alla griglia con polenta gialla o nel panino con formaggio alla piastra, soprattutto nelle sagre e nelle feste popolari.

Dove mangiare e cosa comprare

Nel feltrino si può fare scorta di fagiolo Gialét della Val Belluna, mais sponcio e farine da polenta. Sul fronte caseario si assaggia il Piave Dop, insieme a schiz, tosella, busche, cesio e, entrando nel bellunese, il formaggio Agordino di malga, Presidio Slow Food. A Feltre vale la pena fermarsi per farine e prodotti da dispensa. Ci si può fermare quindi al Molino Stien (a Feltre) per farine da polenta e cereali del territorio. Per il miele, Azienda Agricola Apistica La Riva si trova nel Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi e produce mieli di acacia, millefiori, melata di abete, tiglio, tarassaco, acero e alta montagna.

Per formaggi e prodotti agordini, la Cooperativa Agordino Latteria di Vallata. Per chi ha più tempo, le maglie rosa della cucina lungo o vicino alla tappa sono Panevin (Feltre), Alle Codole (Canale d’Agordo), La Cambra (Alleghe) e La Grande Guerra (Alleghe). In particolare, per il pastin, l’indirizzo per fermarsi a tavola è Al Borgo (Belluno) dove è piatto-bandiera. Più vicino alla partenza, l’Azienda Agricola Rosa Maria è il posto giusto per comprarlo e portarlo via, insieme a salame bellunese e ossocollo.

Cosa bere

Siamo nella zona di birre, come nel caso della storica birreria Pedavena, nata nel 1897, o del Birrificio di Quero, a Quero Vas, realtà artigianale. Per le grappe, la Distilleria Le Crode (a Caorera di Quero Vas). In chiusura, nei rifugi e nelle tavole di montagna, anche genziana, liquori alle erbe e distillati da dopo-tappa. Infine, il bicchiere della staffa non può che essere un Barancino, liquore tipico di questa montagna a base di grappa, pino mugo, ginepro e zucchero, da cercare nelle botteghe, nei rifugi lungo la salita verso Alleghe.

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