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Brownies, storia (incerta) e leggenda del dolce al cioccolato più amato d’America

Nati tra mito e realtà tra Boston e Chicago, sono diventati un simbolo della pasticceria americana grazie alla loro semplicità e irresistibile consistenza. Dalle prime ricette di Fannie Farmer alle versioni leggendarie del Palmer House, fino alla preparazione moderna

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È curioso che i dolcetti al cioccolato più famosi d’America non abbiano un’origine, definita ma la loro nascita sia avvolta dalla leggenda. Forse è anche per il nome che portano, brownies, che richiama gli spiritelli dispettosi del folklore britannico, entrati nella cultura popolare americana di fine Ottocento grazie ai personaggi delle vignette illustrate da Palmer Cox.

I brownies sono dolci al cioccolato cotti in teglia e tagliati a quadri o rettangoli, hanno la praticità di un biscotto e la consistenza di una torta. Si preparano con pochi ingredienti di base (cioccolato o cacao, burro, zucchero, uova e farina, spesso con l’aggiunta di noci) e devono gran parte della loro enorme fortuna al fatto che sono molto facili da fare, piacciono a tutti e rappresentano un comfort food della tradizione dolciaria americana.

Esistono varie ipotesi su chi abbia inventato la ricetta dei brownies. Una di queste, la più accreditata, è ambientata a Boston. È qui infatti che nel 1896 la celeberrima food writer Fannie Farmer pubblica la prima edizione del suo libro Boston Cooking-School Cook Book che ancora oggi considerato un pilastro della storia gastronomica americana perché introdusse un concetto universale di misurazione: con Farmer la cucina smise di andare “a occhio” perché insegnò che tazze e cucchiai si misuravano rasi, livellati, e diventavano per la prima volta un sistema affidabile e condiviso. Tra queste ricette si legge per la prima volta il nome “brownie” per dei biscottini a base di melassa e frutta secca. Ancora senza cioccolato, però. Perché occorrerà attendere la revisione pubblicata nel 1906 per poter leggere la prima vera ricetta di brownies al cioccolato firmata Farmer. Ricetta che negli anni seguenti fu perfezionata nei libri e nelle cucine dei suoi numerosi allievi.

A complicare la faccenda però c’è un libro del 1904, il Cook Book del Service Club di Chicago, che contiene la ricetta dei Bangor Brownies, e questo alimenta la versione di chi attribuisce l’origine dei brownies a una casalinga di Bangor, nel Maine, che stava preparando una torta al cioccolato ma si dimenticò di aggiungere il lievito così la torta collassò; invece di buttarla, la tagliò in barrette e la servì ai suoi ospiti riscuotendo parecchio successo. Anche se questa storia sembra quasi certamente apocrifa, il fatto che sia ambientata a Chicago ci porta a un’altra ulteriore versione sull’origine dei brownies: quella che li vedrebbe nascere nelle cucine dell’hotel Palmer House.

ll Palmer House fu il dono di nozze del magnate Potter Palmer alla giovane moglie Bertha Honoré Palmer, figura di primo piano dell’alta società di Chicago, e a quanto pare anche legata alla nascita del brownies. Secondo la ricostruzione storica dell’hotel, nel 1893 Bertha fu nominata presidente del Board of Lady Managers della World’s Columbian Exposition, una gigantesca fiera internazionale organizzata per i quattrocento anni dallo sbarco di Colombo e pensata per mostrare al mondo la modernità, la ricchezza e le ambizioni degli Stati Uniti. Per quell’occasione Bertha chiese a Joseph Sehl, pastry chef dell’hotel, di creare per le visitatrici dell’esposizione (sottoposte a diverse ore di cammino per ammirare le varie attrazioni) un dolce simile a una torta, ma più pratico da trasportare. Ne sarebbe nato così un dolce al cioccolato denso e ricco, rifinito con una copertura di noci e albicocca, che il Palmer House rivendica come il primo vero brownie e ancora oggi ne porta avanti la ricetta. Da allora, e per tutto il Novecento fino a oggi, le ricette dei brownies si sono moltiplicate all’infinito, entrando stabilmente nella cucina domestica e nell’immaginario prima americano e poi del resto del mondo.

La ricetta originale dei brownies di Fannie Farmer

(rivisitata per la cucina di oggi)

Ingredienti

200 g di zucchero

115 g di burro

115 g di cioccolato fondente al 70%

95 g di farina 00

80 g di noci spezzettate

2 uova

1 cucchiaino di estratto di vaniglia

1 pizzico di sale

Procedimento

Sciogliete il burro con il cioccolato a bagnomaria e lasciate intiepidire. In una ciotola mescolate le uova con lo zucchero senza montarle troppo, poi unite la vaniglia e il composto di burro e cioccolato. Aggiungete la farina e il sale, mescolando delicatamente per amalgamare tutto, quindi aggiungete le noci. Versate l’impasto in una teglia quadrata di circa 20 cm, rivestita di carta da forno, livellatelo bene e cuocete in forno statico preriscaldato a 170 °C per 22-28 minuti. Fate attenzione al centro che dovrà restare leggermente umido. Lasciate raffreddare completamente prima di tagliare in quadrotti.