Sono il piatto emblema del brunch e la loro nascita evoca le lunghe colazioni tra ozio e lusso dell’alta società newyorkese durante l’età dell’oro: le uova alla Benedict (pane tostato e imburrato, bacon croccante, uova in camicia e salsa olandese) sono diventate una ricetta conosciuta, replicata e modificata in tutto il mondo e ormai un classico delle colazioni internazionali in hotel. Ma da chi prendono il nome? Anzi, il cognome? L’origine di questo piatto ha due versioni che parlano di diverse paternità ma comune è la geografia e il momento: siamo a New York, alla fine dell’Ottocento.
In uno spassoso articolo firmato da Thomas Doremus e Russell Maloney e pubblicato sul New Yorker del 12 dicembre 1942, si riportano i ricordi e le vicende di tal pensionato di Wall Street a cui si deve l’invenzione delle eggs Benedict. “Per quanto ne sappiamo – scrivono gli autori - il signor Benedict, che ora vive in placido ritiro nel Connecticut, scrivendo articoli politici per il giornale locale e dilettandosi con la cucina amatoriale, è l’unico buongustaio ancora in vita tra quelli che hanno dato il proprio nome a grandi ricette”. Difatti, raccontano la storia di come quarantotto anni prima, precisamente nel 1894, un giovane damerino di nome Lemuel Benedict entrò nella sala da pranzo dell’hotel Waldorf Astoria per una colazione tardiva. Aveva i postumi di una sbornia e ordinò del pane tostato imburrato, pancetta, due uova in camicia e salsa olandese, e lì per lì senza rendersene conto mise insieme il piatto che da allora porta il suo nome.
In realtà, decisivo nella consacrazione del piatto fu però il contributo del celeberrimo maître Oscar del Waldorf, al secolo Oscar Tschirky (inventore anche dell’insalata Waldorf), che sostituì la pancetta con il bacon canadese e soprattutto battezzò il piatto con quel nome e lo inserì nel menu.
Figura simbolo dell’alta ristorazione newyorkese dell’epoca, come ricorda anche il suo necrologio che uscì l’8 novembre 1950 sul New York Times, era talmente popolare da essere conosciuto solo come “Oscar”, anfitrione adorato da generazioni di clienti illustri, facile pensare che un piatto consigliato da lui potesse fare il giro del mondo e diventare una moda.
Un'altra versione sulle origini del piatto è invece ambientata al ristorante Delmonico's, anche questo indirizzo di culto di quegli anni, dove peraltro il giovane Tschirky aveva mosso i suoi primi passi.
Nel libro di cucina The Epicurean, pubblicato nel 1894 dallo chef del ristorante, Charles Ranhofer, si trova già la ricetta delle "Uova alla Benedick" che prevede l'utilizzo di un muffin inglese, prosciutto, uova in camicia e salsa olandese ed era il piatto preparato per una coppia di ospiti abituali da Delmonico’s: il signore e la signora LeGrand Benedict.
Fu un articolo della rivista Bon Appètit del 1978 sulle “Uova alla Benedict perfette” a raccontare pubblicamente per la prima volta questa versione della storia che attribuiva la paternità a Delmonico’s e che fece infuriare Jack Benedict, pronipote di Lemuel e appassionato difensore della storia di famiglia e delle ricette che portano il loro nome. Da quel momento si appassionò alla ricetta e iniziò a rivendicarne e difenderne la paternità da parte del suo avo. Aprì il ristorante LC Benedict a Winter Park, in Colorado, dove serviva le uova in due versioni: alla maniera di Lemuel, con pane tostato e prosciutto, e alla maniera di Oscar, con pane muffin inglese e bacon affumicato.
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Oggi si possono ancora trovare le “Original eggs benedict” nel menu di Delmonico’s e le “Classic eggs benedict” nel ristorante del Waldorf per il brunch o la colazione. Ma nel mondo esistono innumerevoli interpretazioni di un piatto che offre svariate opportunità di abbinare sapori e ingredienti. Le più diffuse sono quelle in cui si sostituisce il bacon con il salmone oppure con l’avocado, ma la cosa che non cambia è lo spirito di abbinare uova a proteine e una lussuriosa e saporita salsa, da mangiare con pane abbrustolito, rigorosamente dopo le 10 di mattina.
La ricetta per una versione tradizionale
Ingredienti per 2 persone: 4 fette di pane in cassetta, 4 uova, 8 fette di pancetta o bacon, burro. Per la salsa olandese: 2 tuorli, 125 g di burro, 10 ml di acqua, 10 ml di succo di limone, sale.
Procedimento: preparate la salsa olandese montando i tuorli con sale, acqua e succo di limone. Cuocete a bagnomaria, mescolando, finché la salsa comincia ad addensarsi, poi incorporate il burro fuso poco alla volta. Una volta pronta la salsa, cuocete le uova in camicia. Intanto tostate il pane, imburratelo leggermente e fate rosolare la pancetta. Imburrate il pane, sistemate su ogni fetta di pane la pancetta, poi l’uovo in camicia e completate con la salsa olandese. Servite subito.