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Parte il campionato per celebrare la pasta fatta a mano

Gli organizzatori: “Oggi l’attenzione è concentrata sul mondo pizza, ma la pasta fresca non deve restare ai margini”. Prima tappa a Torino, vince Fatima Laouichi, cuoca cresciuta in Sardegna

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Dici pasta fatta a mano e assapori all'istante il gusto, la tradizione, il saper fare che si mescola alla perfezione con il sapore di quel patrimonio universale che è la cucina italiana. Senza nessun confine. Un trionfo in tavola (mondiale) che non poteva non avere un Campionato interamente dedicato agli artigiani della pasta fresca che ha inaugurato l'edizione 2026 del tour nazionale in Piemonte. Con una competizione negli spazi di Eataly Torino Lingotto che ha visto sfidarsi a (buonissimi) colpi di mano tanti pastai provenienti da diversi Paesi. "A oggi è un format unico al mondo nel suo genere – racconta al Gusto Luca Fresolone, cofondatore del Campionato della pasta fatta a mano –. È un progetto giovane, siamo solo alla terza edizione, ma già guardiamo lontano. In questi anni abbiamo incontrato professionisti da Spagna, Francia, Polonia, Germania, Irlanda e Svizzera, e ogni volta ci siamo resi conto che la pasta fatta a mano parla davvero a tutti. Oggi stiamo lavorando anche oltre i confini europei, con un interesse concreto dagli Stati Uniti, per immaginare tappe future".

L’obiettivo è chiaro: "Restituire centralità alla figura dell’artigiano, trasformando un sapere antico in una piattaforma culturale contemporanea. In Italia e nel mondo esistono competizioni di ogni tipo, alcune di grande valore, altre meno. Ma mancava qualcosa di evidente: non esisteva nulla dedicato alla pasta fatta a mano. Oggi l’attenzione mediatica è fortemente concentrata sul mondo pizza, e giustamente. Ma ci è sembrato assurdo che un elemento centrale come la pasta fatta a mano fosse rimasto ai margini, quasi dato per scontato. A dircelo sono stati anche i professionisti, i concorrenti stessi, che sentivano questa mancanza e per questo ci hanno ringraziato".

I vincitori

Al primo posto si è classificata Fatima Laouichi, di origine marocchina e residente a Roquebrune-Cap-Martin in Francia. Proprio a testimonianza dell'amore senza frontiere per quello che si può definire un concentrato impastato di sapienza e passione nel piatto (fondo). La pastaia arrivata in cima alla classifica è cresciuta in Sardegna e attualmente gestisce un pastificio artigianale in terra francese. La sua passione per il grano nasce in Marocco grazie al nonno che produceva farine per uso familiare.

Giunta in Italia a dodici anni, ha vissuto nella località sarda di Thiesi, a pochi chilometri da Sassari, nota per i suoi mulini, pastifici e caseifici. Ha iniziato a lavorare come lavapiatti nei ristoranti a sedici anni, fino a diventare cuoca. È stata chef a Mentone prima di aprire nel 2023, insieme alla sorella l'attuale pastificio che ha un nome "Fregola" che è tutto un programma, e una promessa di gusto squisitamente isolano. La giuria è stata conquistata dai suoi Malloreddus alla Campidanese. Vengono preparati con un ragù di salsiccia profumata all’anice, un soffritto di cipolla, olio extravergine d’oliva e pomodoro. Come vuole la tradizione vanno conditi con pecorino sardo. "Nel piatto di Fatima Laouichi -ci spiega Fresolone- la giuria ha potuto apprezzare la crema di pecorino da lei scelta. Per quanto riguarda la pasta, ci sono due approcci tradizionali: inserire lo zafferano nell’impasto dei malloreddus o nel ragù. Fatima ha scelto di metterlo direttamente nella pasta, per conferirle colore e aroma".

Al secondo posto Mario Furlanello, cuoco italiano del Ristorante Bornheimer Ratsiceller a Francoforte che si è cimentato con "Cavolfiori", una pasta ripiena a forma di fiore. Al terzo gradino del podio la pastaia freelance torinese Stefania Manzi che ha presentato un Tortello “Pane, burro e acciughe” in omaggio alla tradizione piemontese.

Le tappe

Tutti e tre i premiati accederanno direttamente alla finalissima nazionale, in programma il prossimo 12 giugno alla Stazione marittima Napoli, nell’ambito della quinta edizione del Salone della Dieta Mediterranea. Dopo l’avvio nella città sabauda, farà tappa a Bologna, a Firenze, a Milano e a Roma. Quindi arriverà al sud a Pontecagnano Faiano (Salerno) all'interno di "In Cibum" e a Bari in occasione di "Ad Horeca". Per poi approdare a giugno a Napoli per la finalissima che incoronerà il vincitore mondiale.

"La pasta fatta a mano è un linguaggio universale – ribadiscono gli organizzatori – . È uno dei simboli più forti dell’italianità nel mondo, ma allo stesso tempo è capace di raccontare altre culture. Basta pensare all’Oriente, dove acqua e farina diventano gesti millenari, o al Sud America, dove la manualità sulla pasta è profondamente radicata nella tradizione. Partendo dagli stessi presupposti, acqua e farina, riesce a raccontare territori, identità, storie diverse. Esiste da sempre, è vero. Ma oggi ha ancora moltissimo da dire e da far vedere".