La rinascita

Paolo Cevoli rilancia Italy&Italy. Il comico: “Lo spirito è lo stesso degli anni ‘80”

Paolo Cevoli rilancia Italy&Italy. Il comico: “Lo spirito è lo stesso degli anni ‘80”

A Rimini riprende vita il primo fast food all’italiana, aperto nel 1983 e poi chiuso e che lo vide giovanissimo cameriere: tra le specialità torna il mitico pizzotto. Il progetto per sostenere persone in difficoltà

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Era il 1983 e sul lungomare di Rimini apriva Italy & Italy, il primo fast food all’italiana. McDonald’s sarebbe arrivato in Italia solo due anni più tardi. Tra quei tavoli lavorava un giovanissimo Paolo Cevoli, manager del fast food, molto prima di diventare famoso come attore e comico.

Oggi, a distanza di quarant’anni, lo stesso Cevoli insieme ai suoi ex colleghi di allora riapre il locale: inaugura l’8 dicembre, presso il centro commerciale Le Befane di Rimini, il nuovo Italy & Italy. Stesso format, stesso pizzotto – uno dei prodotti di punta del menu originario – e in più un progetto sociale che impiega persone svantaggiate.

Spirito anni ‘80

Sarà tutto come negli anni Ottanta? “Non siamo negli stessi locali, però abbiamo lo stesso marchio e, soprattutto, la cosa più incredibile è che abbiamo lo stesso spirito, nonostante siano passati quarant’anni – sorride Cevoli – Oggi siamo pensionati, ma allora eravamo giovani e c’erano entusiasmo e energia incredibili di fare una cosa così bella e nuova per l’epoca. Oggi abbiamo lo stesso entusiasmo ma in più vogliamo restituire quello che abbiamo ricevuto dalla vita e pensare a chi purtroppo ha più bisogno di noi”.

L’obiettivo benefit

La riapertura dello storico format infatti non è solo un’operazione nostalgica, ma dichiara fin dall’inizio una finalità sociale. I fondatori hanno scelto di usare il progetto per sostenere persone in difficoltà. Sono state quindi avviate collaborazioni con la Comunità Papa Giovanni XXIII di Don Benzi, attiva nell’accoglienza dei più fragili (dalla disabilità al carcere), e con Cuore 21 di Riccione, che lavora per dare opportunità lavorative e dignità alle persone con disabilità intellettiva. E alcuni di questi ragazzi sono stai impiegati direttamente come parte attiva del team.

Italy & Italy era la risposta italiana al fast food americano e fu un’insegna di successo negli anni Ottanta: locali dal design moderno, atmosfera giovane, forte identità italiana, attenzione alla qualità. E, in poco tempo, il locale di Rimini diventò una catena presente nelle principali città italiane. Dietro c’erano la visione dell’architetto e designer Massimo Simonetti e l’intuito dell’imprenditore Marco Arpesella del Grand Hotel di Rimini.

“Io avevo 25 anni e non sapevo cosa fossero i fast food – racconta Cevoli – mi mandarono a studiare a Miami per capire come funzionavano, perché qua in Italia non c’era niente di simile”.

Lontani i tempi di Zelig dove debutterà a 44 anni, Cevoli sviluppa la sua carriera nel mondo della ristorazione insieme a Italy & Italy che lascerà quando il marchio sarà ceduto prima al Gruppo Cremonini e per essere poi acquisito da McDonald’s.

“McDonalds di fatto non ha sviluppato il marchio e l’ha scartato. Perciò abbiamo inserito nel menu un prodotto che si chiama Gli Scartini e sono chips ottenute dai ritagli della pizza. Gli Scartini raccontano proprio questa nostra storia: anche con progetti scartati o con persone scartate si possono fare grandi cose”.

E torna il pizzotto

Ci sarà naturalmente anche il prodotto che fu l’emblema di Italy & Italy negli anni Ottanta, il pizzotto, un calzone farcito, anche in versione dolce.

Un locale piccolo, 30 metri quadrati, lavorazioni semplici e alla portata di tutti in ottica di scalabilità che fa intuire la voglia di ragione in termini di catena: “Bisogna chiedere all’amministratore Giuliano Gaiba, io sono il ragazzo immagine – scherza Cevoli – Siamo venti soci, tutti ex dipendenti, abbiamo il desiderio che questa cosa arrivi dappertutto. La ministra Alessandra Locatelli organizzerà il prossimo giugno gli Stati Generali della Disabilità a Rimini e ci ha chiesto di andare a raccontare questa storia perché può essere esempio virtuoso per altre realtà”.

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