Tra haggis e black pudding c’è una Scozia da prendere a morsi
di Eleonora PaolercioIngredienti simbolo anche nell’alta cucina contemporanea: Glasgow e Edimburgo riscrivono la scena gastronomica del Paese fra ricette robuste, street food, mercati e ristoranti d’autore
La Scozia è una nazione che, dal punto di vista gastronomico, sta iniziando a farsi notare sulla scena internazionale, nonostante la forte concorrenza dei “cugini” inglesi. La sua cucina si distingue per piatti robusti e calorici, pensati per sostenere chi lavorava all’aperto in un clima rigido e piovoso. L’abbondanza di allevamenti e un’agricoltura centrata su tuberi e ortaggi a radice hanno modellato una tradizione semplice ma sostanziosa.
I simboli
Tra i piatti simbolo spicca l’Haggis, neeps and tatties: interiora di pecora mescolate con avena e spezie, servite con rape e patate. Un’altra icona è il full Scottish breakfast, con uova, bacon, salsiccia, black pudding (simile al sanguinaccio) e tattie scone, focaccina di patate, spesso accompagnati da funghi, pomodori e fagioli, ingredienti condivisi con la più nota English breakfast.
Merita menzione anche la Scotch pie, guscio di pasta brisée ripieno di carne di montone macinata e aromatizzata con cipolle e spezie: un classico nato come cibo da strada, pratico e facilmente trasportabile. Popolarissimi anche i roll and sausage: salsicce rettangolari senza budello, fatte con carne di manzo e maiale, pangrattato e spezie. Grigliate e servite in panini schiacciati e ben imburrati, si trovano ovunque, dalle friggitorie di fish & chips ai bar della città.
Glasgow
Glasgow, città vibrante ed energica, negli ultimi anni ha vissuto una profonda trasformazione gastronomica. Accanto alle cucine internazionali — brasiliana, caraibica, messicana, malese — si è sviluppata una ristorazione d’autore che ha beneficiato di questo fermento.
Tra le tappe imperdibili a Glasgow c’è Cail Bruich, nel West End, guidato dalla chef Lorna McNee: il nome significa “mangiare bene” in gaelico scozzese e il ristorante propone piatti che celebrano stagionalità e tradizione. Da scoprire anche Unalome by Graeme Cheevers, a Finnieston: grande attenzione agli ingredienti locali, lavorati con tecniche moderne.
Per un indirizzo più informale, GaGa Kitchen + Bar mescola sapori del Sud-est asiatico con influenze malesi, indonesiane e taiwanesi. Da provare il prawn bao – bao al gambero con maionese al coriandolo – e il nasi goreng, riso fritto indonesiano con verdure e uovo: gustosissimo, forse non ideale per un primo appuntamento.
Edimburgo
A Edimburgo, piccolo gioiello gastronomico, il Farmers’ Market di Castle Terrace offre una splendida vista sulla città e prodotti locali di eccellenza: cheddar artigianale, insaccati di cervo, pane, dolci, birre artigianali e street food, come il sausage roll caldo ripieno di haggis.
Tra i protagonisti della scena locale spicca lo chef Stuart Ralston, che con l’apertura di Aizle nel 2014 ha dato nuova visibilità alla città grazie a menu degustazione basati su prodotti locali e stagionali. La sua cucina, pulita e innovativa, con influenze asiatiche, ha trovato piena maturità con Lyla, ristorante iconico che ha contribuito a inserire Edimburgo tra le migliori destinazioni gastronomiche del Regno Unito.
Sulla costa
Spostandosi verso la costa, nel Nord, il pesce diventa protagonista. Tra i piatti più caratteristici c’è il Cullen skink, una zuppa a base di pesce affumicato con porri, patate, cipolle e panna: uno dei grandi classici delle Highlands.
Una cucina essenziale, nata dalla terra e dal mare, che oggi trova nuova voce tra tradizione e creatività contemporanea: la Scozia non è più solo whisky e brughiere, ma una meta gastronomica da scoprire.