La manifestazione

I pasticcieri cinesi sono i migliori al mondo

I pasticcieri cinesi sono i migliori al mondo

A Roma, alla The World Trophy, arriva il trionfo dei maestri asiatici che superano Marocco e Argentina. Italiani premiati per la pralina più buona

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È la Cina il Paese Campione del mondo di pasticceria 2025. Al secondo posto il Marocco e Argentina al terzo. Delusione per l'Italia che non è sul podio nel The World Trophy of Pastry della Fipgc, la federazione internazionale pasticceria, gelateria e cioccolateria presieduta da Matteo Cutolo che ha organizzato la competizione biennale a Roma sabato 8 e domenica 9 novembre.

Si era già capito nella prima giornata di gara che la squadra cinese fosse fra le favorite fra le 11 partecipanti provenienti da ogni angolo del pianeta (oltre ai tre classificati e all'Italia, il Perù, il Messico, la Colombia, l'Argentina, il Senegal, la Germania e il Giappone, vincitore del campionato del tiramisù). Quando ha conquistato il presidente d'onore della giuria Iginio Massari che ha lodato soprattutto il lavoro della "piece artistica" del team, due monumentali sculture dolci con una miriade di dettagli realizzate alla perfezione nei tempi giusti (7 ore e mezzo in tutto) e presentate ai giurati. Una in cioccolato raffigurante un panda gigante su una zattera di bambù che solca le acque, e una in zucchero che rappresenta un leopardo cinese, simbolo della maestosità delle montagne e dei fiumi.

L’arte

Il Maestro pasticcere bresciano li ha portati come esempio sottolineando in particolare il loro modo di lavorare "come se facessero quelle sculture ogni giorno". Non era mancata qualche bacchettata agli italiani per non aver completato e curato in ogni dettaglio la loro creazione dal titolo “Tra il cielo e la foresta" che seguiva il tema di questa edizione del mondiale, ovvero "La natura: le bellezze della mia nazione".

La mancata vittoria era stata "prevista" scherzosamente dalla squadra italiana vincente dell'unica edizione del campionato, quella del 2017, con i tre maestri pasticceri medaglia d'oro Matteo Cutolo, Giuseppe Russi e Enrico Casarano. "Dobbiamo restare noi i campioni" avevano detto a Il Gusto con un sorriso, il giorno prima della premiazione. Ma la nazionale 2025, composta dai maestri pasticcieri Nicolas Vella di Val della Torre (Torino), Marco Andronico, originario di Sannicola (Lecce), e Fabio Cascio di Cento (Ferrara) non è andata a casa a bocca asciutta: ha avuto il premio per la Migliore Pralina ispirata ai frutti del bosco come funghi e ghiande, con lamponi, quinoa, nocciole, mandorle e caffè.

Le creazioni

Tutti i partecipanti hanno realizzato due tipologie di praline, una monoporzione di gelato, una torta moderna, due sculture artistiche una in cioccolato e una in zucchero. Il Marocco secondo classificato ha proposto "Escursione Botanica", con sculture in cioccolato e zucchero che riproducono le cicogne, simbolo di fertilità e buona fortuna, e nei dolci ha utilizzato mandorle, sesamo, albicocche, cocco, ananas e menta. L'Argentina, medaglia di bronzo, con un team tutto al femminile ga realizzato come sculture dolci un puma e un tucano. E ha utilizzato mango, vaniglia, cacao, pistacchio e melograno.

Tutti felici e contenti, dunque? Non proprio. Perché durante la due giorni organizzata in un hotel capitolino sull'Aurelia il colpo d'occhio è stato sì tutto da gustare. Anzi da ingolosire. Ma solo con lo sguardo. Perché alle competizioni che premiano le dolcezze a tavola si può guardare e ascoltare, ma senza distrarre i concorrenti. E non si può assaggiare nulla di quello che realizzano. Una sofferenza non da poco per il pubblico di golosi presente che quelle creazioni avrebbero voluto esplorarle con il palato. Dal primo all'ultimissimo boccone. Ma le hanno solo potute immaginare. E mangiare con gli occhi.

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