Naviga

“Quell’impianto fotovoltaico è follia, deturpa il paesaggio del Ruchè in Monferrato: va fermato”

La denuncia del produttore Luca Ferraris sui lavori tra Altavilla Monferrato e Viarigi: “Invito tutti i sindaci del territorio a unirsi”. Il primo cittadino del paese: “Tutto regolare, non fermo il cantiere, è rischioso”

3 minuti di lettura

“Una follia paesaggistica” realizzare “un maxi-impianto fotovoltaico destinato a deturpare in modo irreversibile una delle aree più iconiche e identitarie del Monferrato”. È un appello accorato e indignato quello di Luca Ferraris, titolare dell’azienda agricola omonina a Castagnole Monferrato (Asti). Il progetto si riferisce a realizzazione di un maxi-impianto fotovoltaico tra Altavilla Monferrato e Montemagno Monferrato, nel territorio del comune di Altavilla ma in posizione adiacente al confine con Viarigi.

I lavori sono iniziati un mese e mezzo fa e sono quasi finiti: l’area interessata è di circa 10mila metri quadri e si trova al confine fra le province di Alessandria ed Asti.

“In questi giorni ho appreso con grande preoccupazione del progetto – dice Ferraris – Un progetto che definirei senza esitazione una follia paesaggistica, destinata a deturpare in modo irreversibile una delle aree più iconiche e identitarie del Monferrato. Dopo decenni di “campionati di Serie B”, oggi il nostro territorio sta finalmente vivendo una nuova stagione di orgoglio e riconoscimento. Il Monferrato è diventato una delle mete più amate dal turismo nazionale e internazionale: un paesaggio che molti definiscono la “Toscana del Nord”, dove colline dolci, vigneti, campi coltivati, girasoli, boschi e pioppeti convivono in una biodiversità unica”.

“Un equilibrio da salvaguardare”

Ferraris scende in campo: “Questo equilibrio, frutto di secoli di lavoro agricolo e di cultura contadina, non può e non deve essere compromesso da uno scempio come quello che si intende autorizzare nella buffer zone del Patrimonio Unesco – scrive Ferraris in una lettera aperta – Leggere, poi, che sotto i pannelli “si potrà fare agricoltura” è un insulto all’intelligenza e alla dignità di chi vive e lavora la terra ogni giorno. L’agricoltura non può essere un contorno decorativo per giustificare operazioni speculative: chi sostiene queste tesi ridicolizza un mestiere nobile e fondamentale per l’economia e l’identità del Monferrato”.

“Mi chiedo: quando migliaia di visitatori saliranno sulla Torre di Viarigi per ammirare il paesaggio del Ruchè, che immagine si troveranno davanti? Non più colline armoniose, ma un mare di pannelli, simbolo di una visione cieca. Non scrivo queste righe per partito preso, né per spirito di contrapposizione. Chi mi conosce sa bene che non sono il “solito signor No”, rivendica Ferraris.

“Sono un imprenditore, un innovatore, da sempre favorevole a tutto ciò che porta lavoro, sostenibilità ed economia al territorio. Ma i progetti vanno collocati dove hanno senso: in aree artigianali o industriali, ben definite e integrate, non nel cuore del paesaggio rurale che ci rende unici nel mondo – continua la lettera – Scrivo perché tanti amici, cittadini e colleghi produttori mi hanno chiesto di farmi portavoce di questa indignazione. E lo faccio col cuore, chiedendo che questa protesta non resti isolata”.

“Sindaci, unitevi”

Quindi l’appello al territorio: “Invito tutti i sindaci del territorio del Ruchè, da Viarigi a Montemagno, da Castagnole Monferrato a tutti i comuni che condividono questo straordinario paesaggio, a unirsi in una posizione comune, coraggiosa e lungimirante. È il momento di superare la miopia campanilistica e ragionare come un territorio unito, capace di difendere insieme ciò che rappresenta il nostro futuro: la bellezza, la cultura e l’identità del Monferrato”.

L’obiettivo è fermare il progetto: “Mi auguro che questa follia venga immediatamente fermata e che il buon senso torni a guidare le scelte istituzionali e imprenditoriali”.

La replica del sindaco di Altavilla

“Si tratta di un impianto agrivoltaico, i lavori sono quasi finiti. Io sono contrario agli impianti fotovoltaici a terra, ma si fanno usando un criterio valido che può andare bene per il territorio allora si possono fare, il mondo deve andare avanti – spiega a Il Gusto il primo cittadino di Altavilla, Massimo Arrobbio – I cittadini che abitano in zona vedono i pali (alti 1,70 metri) ma in realtà è una cosa piccola. Ora ci sono molte polemiche: c’è chi dice che l’impianto rovina il paesaggio e chi si lamenta che la terra sottostante non si possa usare, ma in realtà non è così. Nel nostro territorio c’è già un impianto verso Molignano costruito un paio di anni fa. All’inizio ci furono tante polemiche, ma poi tutti si sono resi conto che in realtà non c’era niente da temere e per cui protestare”.

Il sindaco ha preso in considerazione la possibilità di fermare i lavori, ma non lo farà e a Il Gusto spiega i motivi: “Io potrei fermare i lavori anche domani mattina, ma se il cantiere resta fermo per uno o due anni, la ditta Ossola che sta operando può chiedermi i danni. E poi il Comune deve pagare, dunque io non me la sento di fare un passo del genere. La gente si lamenta, ma poi la corrente la usiamo tutti. Se posso scegliere fra bruciare il petrolio e sfruttare il sole, sfrutto il sole”.

La polemica riguarda anche l’autorizzazione dei lavori. Su questo punto, il sindaco di Altavilla spiega che “il decreto è passato in commissione paesaggistica, noi non ci siamo potuti opporre. Non abbiamo rilasciato alcuna licenza, la ditta che ha l’appalto ha comunicato al Comune il decreto regionale, con tutte le verifiche e le carte in regola, e noi abbiamo protocollato”.

Arrobbio riflette infine sul fatto che “entro il 2027 gli impianti fotovoltaici in Italia triplicheranno. Noi in Piemonte, come regione, siamo a un quarto del previsto. Ma il nostro paese con questi due impianti è a posto”.