Dai locali più familiari a quelli stellati, New York conta un panorama gastronomico pressoché sconfinato: per la precisione ci sono circa 23 mila ristoranti, e ci vorrebbero 22,7 anni per provarli tutti. Come ogni anno, il New York Times ha stilato la sua lista dei 100 migliori, e per la prima volta un terzetto di critici – Priya Krishna, Melissa Clark e Brian Gallagher – sostituisce Pete Wells. E siccome la Grande Mela rimane una delle mete turistiche più amate anche per le vacanze estive, abbiamo individuato alcuni luoghi iconici della metropoli e i ristoranti scelti dal quotidiano in quella zona.
Central Park
Il polmone verde della Grande Mela in estate oltre a passeggiate o pic-nic offre l’occasione di assistere a una delle più belle manifestazioni all’aperto della città, ossia Shakespeare in the Park, una rassegna teatrale gratuita delle opere di William Shakespeare organizzata gratuitamente in un teatro all’aperto all’interno del parco.
Tatiana by Kwame Onwuachi, 10 Lincoln Center Plaza Upper West Side, Manhattan.
Lo chef dipinge un vivace ritratto della diaspora culinaria afro-caraibica aggiungendo tocchi sorprendenti ispirati alla sua educazione nel Bronx. Ambientato all'interno di una delle più grandi istituzioni culturali di New York, il Lincoln Center.
Jean-Georges, 1 Central Park West Upper West Side, Manhattan.
Questa elegante sala da pranzo con vista su Central Park di Jean-Georges Vongerichten offre un menu degustazione con sfumature brillanti e i sapori decisi.
Cocina Consuelo, 130 Hamilton Place Harlem, Manhattan.
Vale la pena spostarsi un po’ a nord del parco per provare un locale dove l'atmosfera accogliente è bilanciata dal cibo (quesadillas all'ibisco, midollo osseo ricoperto di birria) ispirato all'infanzia del comproprietario Lalo Rodriguez a Puebla e Oaxaca, e rivisitato da sua moglie e chef Karina Garcia.
Dumbo/Brooklyn Bridge, Williamsburg
Tra le zone di Brooklyn da non perdere c’è sicuramente Dumbo, con una vista mozzafiato sulla città, dove si arriva percorrendo il ponte di Brooklyn. E poi Williamsburg, quartiere di tendenza che attira giovani e amanti della moda grazie a boutique chic, caffè trendy e ristoranti affollati.
Gage & Tollner, 372 Fulton Street Downtown Brooklyn.
Questo storico ristorante ha vissuto molte vite dalla sua apertura nel 1892. Originariamente costruito come un sontuoso palazzo dedicato ai frutti di mare nella Gilded Age è stato rivitalizzato dallo chef del sud Edna Lewis negli anni Ottanta. Ma l'attuale versione dei comproprietari St. John Frizell, Ben Schneider e Sohui Kim (che è anche lo chef) potrebbe essere la migliore di sempre.
Lilia, 567 Union Avenue Williamsburg, Brooklyn.
L'ambiente informale di Williamsburg è la tela perfetta per l'abilità con cui la chef Missy Robbins cucina i suoi agnolotti ripieni di ricotta di pecora e feta ricoperti di burro allo zafferano sfumato di miele e cosparsi di pomodori secchi.
Aska, 47 South Fifth Street, Williamsburg, Brooklyn.
La cucina neo-nordica creativa di Fredrik Berselius sovverte i cliché, con un vivace menu degustazione che riesce a essere giocoso, pieno di sentimento e assolutamente originale.
High line/Little Island
La passeggiata sopraelevata sui binari di una vecchia ferrovia va dal quartiere di Hudson Yard sino al Meatpacking District. Procedendo si arriva anche a Little Island, il ‘parco galleggiante’ aperto nel 2021 dove si trovano specie rare di fiori e piante e un anfiteatro per spettacoli all’aperto, il tutto con una vista meravigliosa sulla città.
Shukette, 230 Ninth Avenue Chelsea, Manhattan.
La selezione di piatti mediorientali di Shukette esplode con aglio, limone, spezie e peperoncini.
Jeju Noodle Bar, 679 Greenwich Street West Village, Manhattan.
L’impeccabile pesce fresco è solo l'inizio di questo intimo noodle bar coreano dello chef Douglas Kim, che trasforma capesante, tonno e ricciola in un elegante gioco di sapori.
Txikito, 240 Ninth Avenue Chelsea, Manhattan.
Questo vivace ristorante basco, che ha iniziato a servire un mix di pintxos creativi e tradizionali nel 2008, ha interrotto l'attività durante la pandemia, ma ha riaperto con un nuovo look e una nuova inventiva nel 2023. Dalla piccola cucina di Alex Raij ed Eder Montero escono piccoli piatti, da tapas più familiari a delizie più particolari.
Cinema all’aperto
I film gratuiti all’aperto sono disponibili per tutta l’estate nei cinque distretti della metropoli, ma il luogo davvero imperdibile è Bryant Park, a due passi da Grand Central Station.
Sushi Sho, 3 East 41st Street Midtown, Manhattan.
In questo ristorante omakase nascosto, il rinomato chef Keiji Nakazawa mostra il potere trasformativo dei suoi ingredienti.
Le Bernardin, 155 West 51st Street Midtown, Manhattan.
Sono passati 30 anni da quando Eric Ripert ottenne la sua prima recensione a quattro stelle sul New York Times a Le Bernardin, e da allora non ha mai smesso di stupire. Il menu del ristorante francese, ambizioso e in continua evoluzione, incentrato sui frutti di mare, dimostra che lo chef non si riposa sugli allori.
Borgo, 124 East 27th Street Midtown, Manhattan.
Il debutto a Manhattan del ristoratore Andrew Tarlow offre un menu in stile trattoria, frutto della collaborazione con lo chef Jordan Frosolone, che cambia mensilmente, e riesce a bilanciare piatti apprezzati da tutti – come la focaccia ripiena di formaggio – con proposte più complesse come il coniglio fritto con scalogno.
Met Museum
Il Metropolitan Museum of Art, nell’Upper East Side, non è solo un tesoro di opere d'arte al suo interno, ma anche sulla sua terrazza. Questa sarà l'ultima commissione di un giardino pensile per almeno cinque anni, poiché il museo inizierà presto la costruzione della sua nuova ala.
Sushi Noz, 181 East 78th Street Upper East Side, Manhattan.
A New York chi vuole godersi una cena a base di sushi omakase ha una lunga lista di ottime opzioni. Da Sushi Noz lo chef Nozomu Abe presiede con garbo una raffinata sfilata di piatti stagionali in una sala silenziosa ma accogliente, rivestita in legno di hinoki.
Daniel, 60 East 65th Street Upper East Side, Manhattan.
Il locale dello chef Daniel Boloud si è reinventato più volte, ma il suo fascino rimane lo stesso: un classico ristorante francese dove il cibo è sempre curato, e il servizio è pensato per incantare.
Le Veau d’Or, 129 East 60th Street Upper East Side, Manhattan.
New entry in lista, il trionfale ritorno di questo antico bistrot francese ha conservato gran parte del fascino dell’originale. L'anno scorso la città ha assistito a una rinascita della cucina francese classica, e Le Veau d'Or è il più entusiasmante del gruppo.
Chinatown
Il vivace quartiere ricco di storia e cultura attira buongustai e turisti per esplorare i suoi vicoli stretti come la famosa Doyers Street, fare shopping in negozi particolari e assaporare l'autentica cucina cinese, tra le altre esperienze.
Bridges, 9 Chatham Square Chinatown, Manhattan.
Elegante locale alla moda di Chinatown dove lo chef Sam Lawrence (ex di Estela), presenta la sua cucina con austera grazia, ispirandosi a tradizioni globali e alla sua fervida immaginazione.
Golden Diner, 123 Madison Street Chinatown, Manhattan.
Quando Sam Yoo, ex allievo di Momofuku, ha aperto il Golden Diner nel 2019. Nascosto sotto il Manhattan Bridge, il ristorante serve a tutte le ore deliziose colazioni, come i pancake al miele e burro, diventati virali. Per pranzo il classico tonno fuso, servito insieme a riso e fagioli asiatici.
Kono, 46 Bowery Chinatown, Manhattan.
Atsushi Kono stupisce ancora prima di arrivare al piatto forte. La cena a base di yakitori omakase può iniziare con una crostata di caviale e igname di montagna verde, adagiata su una crosta di pelle di pollo al forno. Poi arrivano gli spiedini, con tutte le parti del pollo, dal cuore alla coda, grigliate sulla brace fino a diventare croccanti.
One Observatory e National September 11 Memorial & Museum
L’osservatorio dal 100esimo al 102esimo piano del One World Trade Center offre una vista mozzafiato sulla città, e il museo e memoriale in ricordo degli attentati dell’11 settembre 2001, nel luogo dove sorgevano le Torri Gemelle, è il simbolo dell’orgoglio americano contro il terrorismo.
Crown Shy, 70 Pine Street Financial District, Manhattan.
Un menu con tocchi brillanti e inaspettati, e il pollo arrosto è imperdibile. Ideato dallo chef James Kent, scomparso l'anno scorso, e ora realizzato dallo chef Jassimran Singh, è un mezzo pollo marinato in agrumi e peperoncini, sepolto sotto verdure croccanti e servito con una salsa piccante.
Jungsik, 2 Harrison Street Tribeca, Manhattan.
Ogni portata del menu degustazione è coreana in tutto e per tutto, come il kimbap con alghe croccanti e fettine di pesce adagiate non all'interno, ma sopra, così da poterne apprezzare appieno la qualità.
Frenchette, 241 West Broadway Tribeca, Manhattan.
Nel bistrot francese tradizionale e intramontabile la cucina di Lee Hanson e Riad Nasr è migliore che mai e il servizio contribuisce a una sensazione di profondo benessere, dal beignet di trota affumicata calda all'ultimo boccone di tarte au chocolat.
Tramonto su un rooftop
Nelle sere d’estate non si può non ammirare almeno una volta il sole che scende in mezzo ai grattacieli e la città che si trasforma in uno spettacolo di luci. Le opzioni sono tantissime, ma se si sta in zona Soho, una delle terrazze più amate dai newyorkesi è quella del Public Hotel.
Hamburger America, 51 MacDougal Street SoHo, Manhattan.
Il ristorante sembra tornato indietro nel tempo con le sue piastrelle in vinile, gli sgabelli giallo sole e le foto in bianco e nero di famose hamburgerie americane che rivestono le pareti. Il piatto forte dello chef George Motz è il ‘fried onion burger’, hamburger con una montagna di cipolle, alcune crude, altre caramellate e altre fritte.
Torrisi, 275 Mulberry Street, NoLita, Manhattan.
Un profondo amore per la storia culinaria di New York aleggia nei piatti di Torrisi. I cetrioli alla newyorkese dello chef Rich Torrisi evocano le migliori gastronomie della città, mentre piatti come i cavatelli con ragù di manzo giamaicano sono un omaggio alle numerose comunità di immigrati della metropoli.
Le Coucou, 138 Lafayette Street, SoHo, Manhattan.
Parigi stringe la mano a New York da Le Coucou, ristorante francese dello chef Daniel Rose, americano che in passato ha cucinato nel Secondo Arrondissement. Il suo punto di partenza sono i classici, ma riesce a fondere perfettamente le tradizioni galliche con la città.
NoMad
Quartiere di tendenza a nord di Madison Square Park, è sede di numerosi monumenti famosi, tra cui il Flatiron Building, il grattacielo a forma triangolare (o ferro da stiro), vicino a Korea Town e al Flower District.
Lola’s, 2 West 28th Street NoMad, Manhattan.
La chef Suzanne Cupps ha reinterpretato la cucina raffinata che l'ha resa famosa all'Untitled del Whitney. Il menu è sobrio ma ispirato, ricco di piatti appetitosi, serviti in una sala da pranzo semplice e conviviale.
Atomix, 104 East 30th Street NoMad, Manhattan.
Dopo sei anni, quello di Atomix sembra ancora il menu degustazione del futuro. Con i suoi sapori decisi e distintamente coreani, il servizio sobrio e uno sguardo al resto del mondo nella presentazione e nella tecnica, i ristoratori Junghyun ed Ellia Park fondono perfettamente tradizione e modernità.
Atoboy, 43 East 28th Street NoMad, Manhattan.
Sembra un laboratorio di grandi idee, tutte dal sapore coreano. La sala da pranzo brutalista fa da sfondo a un dinamico menu fisso, al prezzo di 75 dollari, e vale la pena spendere 28 dollari in più per aggiungere uno dei polli fritti più croccanti della città.
Washington Square Park e il Village
Chi visita New York non può non dedicare almeno qualche ora ad una passeggiata partendo da uno dei più conosciuti parchi pubblici di New York, noto luogo di incontro e centro di attività culturali, per poi attraversare il Village, Nolita e il Lower East Side.
Semma, 60 Greenwich Avenue Greenwich Village, Manhattan.
New York pullula di ristoranti indiani, eppure prima di Semma, un omaggio personale alla formazione dello chef Vijay Kumar nello stato del Tamil Nadu, nella parte meridionale del paese, non si erano mai provati piatti con sapori persistenti e intensi, ma al contempo sobri.
Una Pizza Napoletana, 175 Orchard Street Lower East Side, Manhattan.
Per chiunque adori la pizza napoletana il locale di Anthony Mangieri è una tappa obbligata. Prenotare è difficile, ma Mangieri tiene sempre da parte un po' di impasto per chi si mette in coda (e attende almeno un’ora).
Via Carota, 51 Grove Street West Village, Manhattan.
Dal 2014, la qualità di Via Carota continua a giustificare la lunga attesa per un tavolo. Tra i piatti più gettonati la pasta, il coniglio cotto in padella fino a una doratura perfetta, e il finocchio lessato all’arancia.