Tra ristoranti, cocktail e omakase, la ricerca del gusto nel regno della Ferrari

Tra ristoranti, cocktail e omakase, la ricerca del gusto nel regno della Ferrari
L'Executive Spa Hotel di Fiorano Modenese, a 3 chilometri dallo stabilimento di Maranello. Aperto dagli anni Ottanta, si è ora reinventato, anche dal punto di vista gastronomico
2 minuti di lettura

Due ristoranti menzionati nella Guida Michelin, un rooftop bar e collaborazioni prestigiose. Si presenta cosi' l'Executive Spa Hotel di Fiorano Modenese, il più storico albergo del comprensorio ceramico e della Motor Valley (a 3 km dallo stabilimento Ferrari di Maranello), che si reinventa per guardare al futuro in ottica plastic free e nel segno del made in ltaly. “Da quest’anno siamo orgogliosi di poter vantare due ristoranti menzionati della guida Michelin 2024”, dice Francesco Corradi, general manager della struttura. Dopo Alto, che già compariva tra i locali segnalati dalla guida, anche l'Exe Restaurant è stato citato nell'ultima edizione, rafforzando il lavoro di eccellenza fatto dall'albergo, che esiste dagli anni Ottanta ma che da un paio d’anni si è trasformato radicalmente anche sulla proposta enogastronomica. A partire dalla realizzazione di una doppia terrazza che accoglie da un lato il cocktail bar Aria, dove oltre a degustare i drink preparati dal bartender Dario Allegretti, si può partecipare ad esclusivi appuntamenti come il pop up ARIA x Omakase, che nasce dall'incontro con il Seta Sushi Restaurant di Bologna, e unisce la tradizione giapponese all'esperienza Omakase.

Sino (per ora) al 31 dicembre per tre giorni a settimana (il martedì, mercoledì e venerdì) e un numero limitato di persone, lo chef Byron Verano lavora davanti agli ospiti le migliori selezioni di pesci, crostacei e carni a partire dal taglio, mostrando tecniche, preparazioni e composizioni. “E nonostante lo sguardo sia rivolto a Oriente - racconta Corradi - nemmeno Omakase dimentica la tradizione emiliana, con la rivisitazione di un grande classico modenese in chiave giapponese: il tortellino ripieno di wagyu”. Dall’altro lato del rooftop si trova il ristorante Alto, dove lo chef Mattia Trabetti punta sulle eccellenze del territorio, ma portando avanti la sua filosofia di fine dining per una cucina all'avanguardia basata sull’esaltazione del gusto attraverso ricerca costante e gesto creativo. Quella immaginata da Trabetti è una cucina sostenibile con un’identità ben definita e dalla forte impronta vegetale, in grado di proporre un percorso totale, soprattutto tramite i menu degustazione.

“L’avanguardia e la ricerca, espresse nel massimo rispetto della materia prima - spiega - sono figlie di un’idea personale che interiorizza la tradizione per poi stravolgerla”. Tre sono i percorsi del menu autunnale, dove il  territorio è il punto di partenza di una pratica in costante dialogo con i produttori locali. Atto Vegetale, con 5 portate vegetariane, punta ad esplorare in lungo e in largo l’autunno, ad esempio con il risotto, topinambur, olive ossidate, elicriso e bergamotto. Con Emilia, sempre 5 portate, ci si addentra nei sapori del bosco, alla scoperta dell'Appennino emiliano. E infine, ci sono le otto portate di A mente aperta, nel segno del pensiero in continua evoluzione dello chef “per raccontare il territorio che ci circonda attraverso le suggestioni e gli insegnamenti appresi in giro per il mondo”, passando dall'Assoluto di zucca al Broccolo, midollo e rafano, dalla Lingua di vitello, kimchi e caffè, alle Cicerchie, dragoncello ed estratto di gamberi rosa. Nella lista à la carte, invece, c'è la possibilità di selezionare diverse portate dai menù degustazione. 

ALTO Ristorante è stato valutato recentemente con due cappelli e il punteggio di 16,5/20 dalla Guida de L’Espresso, posizionandosi quindi come secondo miglior ristorante della provincia di Modena (dopo l’Osteria Francescana che ha ottenuto 19/20) ma è tra i migliori anche della regione. Infine nella struttura c'è Exé Restaurant, locale storico dell'hotel dal 1985 guidato dallo chef Paolo Balboni, che nasce da un'idea di alta ristorazione legata alla cucina tradizionale e alla sua passione per la brace. Lo chef punta su piatti che rielaborano la tradizione emiliana e italiana con ingredienti di primissima scelta, rispetto delle materie prime e l'utilizzo dei migliori fornitori a km zero. Un'altra novità è rappresentata dall'angolo barbecue nel dehors, con carni selezionate tra le migliori del territorio e del mondo, dal maiale nero dell'Appennino al Wagyu Giapponese, oltre a pesce fresco e verdure di stagione. E per un massimo di sei persone è possibile mangiare “a banco” come in uno Chef Table, scegliendo direttamente i tagli grazie alla cella di frollatura a vista.

Scegli su quale testata vuoi vedere questo contenuto