Una moka diventa nera come una giacca tecnica, una tazzina racconta Firenze con i colori di un foulard, un pacco di pasta si trasforma in invito di sfilata. La moda, negli ultimi anni, ha smesso di guardare al food come a un semplice terreno di merchandising e ha iniziato a trattarlo come un laboratorio progettuale, dove materia, processo e memoria d’archivio contano quanto un tessuto o una collezione.
L’esempio più recente arriva dalla Design Week 2026, dove Alessi e C.P. Company hanno presentato “Blend: The Kinetic Pulse of Italian Industrial Mastery”. Più che un matrimonio bizzarro, una convergenza metodologica tra due aziende che hanno costruito la propria identità sul rapporto con la materia: da un lato la moka 9090 di Richard Sapper rivisitata in finitura Pvd nera, dall’altro la overshirt B di C.P. Company tinta in cromie instabili che richiamano le uniformi Alessi disegnate da Ettore Sottsass.
Non è la prima volta che Alessi sperimenta incursioni fuori dal proprio perimetro: nel 2022, per il centenario, aveva affidato a Virgil Abloh un set di posate presentato postumo durante la Design Week.
Illy ha scelto di rinnovare il dialogo con la moda attraverso Emilio Pucci: le nuove tazzine della Art Collection, disponibili nei formati espresso, cappuccino e mug, hanno sei stampe Cities of the World disegnate a mano, tra cui la storica Battistero creata dal Marchese nel 1957, dedicate a Firenze, Roma, Milano, New York, Londra e Parigi.Persino la pasta dialoga con la moda: nel 2020 Fendi scelse Pasta Rummo per gli inviti della sfilata Primavera/Estate 2021, con un formato inedito - la “Effe N°1925” – disegnato per riprodurre la doppia F del logo, completato da una ricetta di famiglia firmata da Silvia Venturini Fendi. Un gesto che ha trasformato un pacco di pasta in un manifesto del Made in Italy.
Ancora pasta, ma di Gragnano, è quella che dialoga con Pastificio Di Martino, nella ormai collaudata collaborazione con Dolce&Gabbana. Tra moda e pasticceria artigianale, Etro e Aimo e Nadia Milano proseguono dal 2023 una collaborazione che ha conquistato le feste: agli storici Panettone e Pandoro, firmati dagli chef Alessandro Negrini e Fabio Pisani del ristorante stellato “Il Luogo Aimo e Nadia”, si sono aggiunte negli anni la Colomba e la variante Zafferano e Cioccolato, distribuite nelle boutique Etro di tutto il mondo. Anche il cioccolato ha il suo capitolo fashion: Armani/Dolci, nato nel 2002, dal 2019 viene prodotto dal maestro torinese Guido Gobino, che lavora nocciole Piemonte Igp, pistacchi di Bronte e zafferano di Sardegna per tradurre l’eleganza Armani in praline e tavolette. Le collaborazioni moda di Ginori 1735 – la storica manifattura di porcellane di proprietà del gruppo Kering - fondono l’artigianato fiorentino con il design contemporaneo. Tra le partnership più iconiche quelle con Etro e Off_White (una linea di tableware in edizione limitata nata dall’incontro tra lo street style di Virgil Abloh e l’iconica forma “Antico Doccia”).
Capitolo design e fine dining: la lunga amicizia tra Famiglia Rana e Antonio Marras ha generato un doppio progetto. Al Fuorisalone, quest’anno si è arrivati all’ottava edizione del Temporary Bistrot & Restaurant negli spazi NonostanteMarras: firmato dallo chef Francesco Sodano — due Stelle Michelin 2026 — il progetto fa dialogare cucina e installazioni artistiche. Sul lago di Garda, invece, alla Riviera Terrace di Rana, i tavolini in ceramica realizzati a mano in Puglia e gli arredi outdoor con Nodo Italia, nei toni bordeaux, crema e blu cari allo stilista, intrecciano il richiamo alle reti dei pescatori in un’isola salotto pensata per l’aperitivo al tramonto. Marras firma anche le divise della Brigata del Ristorante stellato Famiglia Rana, nel veronese. Dalla moka alla pasta, dalla tazzina al panettone: la moda ha imparato che anche la tavola può raccontarsi con lo stesso rigore di una collezione.