Mantova maestosa per gli occhi e per il palato

Il fascino di Mantova (@Museo Palazzo Ducale)
Il fascino di Mantova (@Museo Palazzo Ducale) 
Dai dolci tipici alle carni per arrivare ai vini prodotti nel rispetto della biodiversità: una provincia tutta da scoprire, tra cibo, palazzi e mostre
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Mantova si manifesta in tutta la sua eleganza e bellezza, in autunno e non solo. Al centro della Pianura Padana, la città d’acqua, costruita intorno ai tre laghi alimentati dal fiume Mincio, è una meraviglia d’arte ed architettura che stupisce in ogni stagione. Ed è bello perdersi a piedi, nelle sue strade, respirare l’atmosfera natalizia, con i mercatini in piazza Virgiliana inaugurati appena qualche giorno fa. Ma poi vale sempre la pena guardarsi intorno: tra Palazzo Ducale, maestoso nei suoi 35mila metri quadrati di polo museale, la Corte, il nucleo più antico del complesso fino al Castello di San Giorgio che ospita la più importante opera d’arte di Mantova, la camera picta (conosciuta anche come Camera degli Sposi) dipinta dal Mantegna. Mantova è storia, cultura ed arte. Fino al 7 gennaio c’è “Rubens a Palazzo Te: pittura, trasformazione e libertà”, 52 opere in mostra, divise in dodici sezioni, grazie ai prestiti da 22 musei nazionali e internazionali. Un itinerario che ripercorre la grande influenza che la città ha avuto sull’illustre pittore fiammingo.

La sbrisolona di Bottoli
La sbrisolona di Bottoli 

Mantova è anche destinazione ideale per i gourmand. Botteghe storiche, fornai, pasticcerie  e locali affascinanti come il caffè letterario Bar Venezia, sotto i portici di piazza Marconi. Mantova è ristoranti e trattorie dai sapori autentici, dove non mancano i tortelli di zucca, i ravioli all’anatra e i bigoli al torchio. Per gli appassionati di storia e di dolci, c’è la torta Elvezia, che i pasticceri svizzeri Putscher avevano ideato nei loro negozi a Mantova alla fine del 1700. La torta sbrisolona, o la torta dei tre bicchieri come veniva chiamata un tempo, è dolce simbolo per la città, e Bottoli Pasticceria dal 1959, brand Cleca, la prepara secondo la tradizione e la distribuisce in tutta Italia. Nel periodo natalizio non si può non assaggiare l’Anello di Monaco, dolce dalle origini antiche ma incerte. C’è chi sostiene che la preparazione del lievitato fosse nata tra le mura dell’Abbazia dei monaci di San Benedetto in Polirone. 

La lavorazione dei formaggi al Caseificio Frizza
La lavorazione dei formaggi al Caseificio Frizza 

A breve distanza da Mantova, proprio San Benedetto Po è un’importante destinazione gastronomica, soprattutto se amate i souvenir saporiti. Per quanto riguarda il vino, qui si può scoprire, ad esempio, un’inedita versione di lambrusco. Giuseppe e Raffaella, che a Bugno Martino coltivano la biodiversità, hanno piantato da soli tutte le loro vigne con la varietà autoctona della zona, il Lambrusco, appunto. Nell’Oltrepò mantovano, la coltivazione di questo vitigno ha origini antichissime: i primi cloni vennero selezionati dai monaci benedettini dell’Abbazia del Polirone (gli stessi dell’Anello di Monaco). Per chi fosse interessato, è possibile visitare l’azienda agricola e la cantina. Si cammina lungo filari dove si scopre come si produce il Lambrusco Mantovano Biologico: 70 ettari di natura con il laghetto per la pesca sportiva e la riserva agrifaunistica con lepri, fagiani e anatre. In cantina degustazioni di Maso, Rosso Matilde, Ciamballà (che era tra l’altro il soprannome della figlia Greta quando era piccola) ed Essentia. Ad accompagnare i calici, il salame mantovano prodotto dalla Macelleria Lucchini di San Benedetto Po, il Parmigiano Reggiano del Caseificio Frizza, premiato al World Cheese Awards 2019, e la famosa mostarda mantovana. La macelleria Lucchini è un’altra imperdibile tappa a San Benedetto Po: dal 1964 sono custodi della tradizione. Non solo macelleria, con carni e salumi conosciuti in tutto il Nord Italia e all’estero (Francia, Germania e America), ma anche gastronomia, con prodotti come gli agnolini, i cappelletti da fare in brodo e i tortelli preparati secondo tradizione. Sergio Lucchini, il fondatore, aveva deciso di lavorare solo la carne di manzo, con arrosti, arrotolati e pasta ripiena, poi nel tempo si sono aggiunti salsicce e salami di produzione propria.

I salumi della Macelleria Lucchini
I salumi della Macelleria Lucchini 

Tradizione da riscoprire quella della mostarda mantovana che ha origini antichissime, tanto da farla risalire ai tempi degli antichi romani. A Natale, la mostarda mantovana è di zucca, di mele campanine o cotogne, di pere, di anguria bianca, di fichi, di mandarini, di castagne, da abbinare a insaccati e formaggi più o meno stagionati. L’azienda agricola Loghino Sei Piane, è un’azienda tutta al femminile della Bassa Mantovana, un autentico laboratorio artigianale con un’impronta sociale. A portare avanti l’attività è il Loghino delle Donne che segue fedelmente il tradizionale metodo mantovano per produrre le mostarde, utilizzando ingredienti semplici come frutta, zucchero e olio di senape. Poi marmellate, confetture, sott’oli e passate. Sempre rispettando i ritmi della natura, senza utilizzare alcun prodotto chimico. 


Sempre a proposito di aziende virtuose, poco lontano da Mantova, c’è La Cantina Sociale di Quistello, nata nel 1928 e costituita da un gruppo di soci che lavorano con impegno e dedizione per raggiungere un obiettivo comune: quello di garantire sempre la genuinità del Lambrusco Mantovano Dop. Tra le bottiglie da provare anche il Gran Bianco di Quistello.

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