Agostino Iacobucci è alla ricerca della tranquillità e la trasmette ai suoi affezionati golosi clienti con tappe gastronomiche fuori dal grande traffico, fuori dai rumori eccessivi. A Castel Maggiore, in via Ronco 1, la sua squisita lussuosa meta gastronomica è nel verde (suntuoso come la sala) della storica Villa Zarri. Ora, la sua nuova più recente meta gastronomica è, anche qui, a poco meno di 7 chilometri dal centro della Ghiotta ma sarete in un angolo appartato (anche se non periferico) dove, soprattutto, anche qui, potrete parcheggiare in tutta tranquillità.
Certo, a Castel Maggiore avrete il gran lusso; qui, in città, non lontano dai padiglioni di FICO, un posto dai prezzi più abbordabili, anzi, proprio abbordabili, proprio come annuncia l’insegna, la paroletta francese BISTROT. Questa novità, questo Bistrot Iacobucci, è all’interno di un grande grosso albergo a quattro stelle, convenzionale ma accogliente e comodo e con una sala confortevole e lucente, spesso presa d’assalto anche da pulmann di turisti stranieri in visita a questa città sempre più da scoprire.
L’arredo, della sala ed attorno ai tavoli, è essenziale: poltroncine di plastica di vari colori, tovagliette all’americana e tovaglioli di carta, il tocco elegante degli spatifillum, la musica un po’ alta ed un servizio corretto e buono da parte di personale che si alterna anche con la lussuosa Villa Zarri e che sa il fatto suo. Il menu non è sterminato ma esauriente, con 8/9 piatti per ogni servizio (e per ogni gusto). Accanto a vari piatti il disegno di una fogliolina verde indica che in quelle ricette tutte le verdure e gli ortaggi presenti provengono dall’orto di proprietà “coltivato con cura e passione da contadini locali”.
Potreste aprire con il polpo grigliato accompagnato dalla schiacciata di patate o con la tartare di fassona di Razza Bovina Piemontese che gli arriva da Martini (di Boves, Cuneo); al primo si va dai magistrali tortellini in crema di Parmigiano Reggiano al tortello di ricotta di bufala; al secondo, tonno rosso del Mediterraneo (purtroppo arrivato in tavola freddino) con caponatina in agrodolce e riduzione di Sangiovese o il fondente di maiale. Al dessert il cannolo ripieno in casa di ricotta e pistacchio o il suntuoso babà. Carta dei vini minima ma con cinque tipi serviti anche ad un solo bicchiere. Pranzo medio completo di quattro piatti con 55-60 euro.
BISTROT IACOBUCCI - HOTEL COSMOPOLITAN
Bologna, via del Commercio Associato 9
Chiuso nei mezzogiorno di sabato e domenica
VOTO ALLA CUCINA: 14/20
POSIZIONE 1 su 5
AMBIENTE 2 su 5
SERVIZIO 1 su 5
CANTINA 1 su 5