Ristoranti di tutta New York in un unico posto: ecco Market 57

Ristoranti di tutta New York in un unico posto: ecco Market 57
La nuova food hall, nei pressi del Chelsea Market, è una creatura della James Beard Foundation. I vari stand propongono cucina indiana, tailandese, caraibica, messicana, giapponese, cinese, cajun e italiana
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New York - C’è una nuova arrivata nel mondo delle food court newyorkesi: dopo il Tin Building di Jean Georges Vongerichten nella zona di Seaport (Financial District), e l’Harry’s Table targato Cipriani nell’Upper West Side, che punta ad accompagnare i clienti in un viaggio attraverso i sapori dell’Italia, la James Beard Foundation (nota per i suoi prestigiosi premi per chef e ristoranti) ha curato la realizzazione di Market 57. La food court - di proprietà della società immobiliare Jamestown, la stessa dietro il vicino centro commerciale Chelsea Market - occupa l'intera larghezza dello storico Pier 57 (che ospita anche il nuovo maxi-spazio di Google nella Grande Mela), e termina in un atrio che conduce al parco sul tetto, dove rilassarsi e consumare i piatti acquistati nell’area ristorazione con la vista di Little Island e dell’Hudson River. Market 57 si inserisce come ultimo tassello del puzzle nella zona che ruota intorno alle High Line (il parco sopraelevato costruito sui binari di una vecchia ferrovia divenuto uno dei luoghi iconici della città), e include il Meatpacking District, il Whitney Museum, l'Hudson River Park, il Chelsea Market e il nuovissimo quartiere di Hudson Yards.

I vari stand riuniscono ristoranti di tutta New York, oltre ad un’area che funge da spazio incubatore a rotazione per gli chef del programma Beard House Fellows, un'iniziativa di tutoraggio gestita dalla fondazione. Gran parte dello scopo della food hall, secondo Kris Moon, presidente della James Beard Foundation, è quello di “esporre al mondo il lavoro degli chef che stanno davvero guidando il settore”. La missione senza dubbio si è concretizzata in alcuni stand più che in altri, soprattutto se la promessa di Market 57 è quella di introdurre il concetto di ristoranti all’avanguardia. Ma come spiega Mashama Bailey, nata nel Bronx, diventata executive chef e co-fondatrice di The Grey a Savannah (Georgia), oltre che vincitrice nel 2022 di un James Beard Award come Outstanding Chef, “la piattaforma rappresenta un palcoscenico per chef come me – chef di colore, donne, e che rappresentano la diversità delle nostre città e del nostro paese – per riunirsi e avere un palcoscenico in cui cucinare cibi che ci sono davvero vicini e cari”.

 

Inoltre, se i newyorkesi hanno la possibilità di esplorare tutti e cinque i distretti della metropoli in ogni momento per scovare i migliori ristoranti di quartiere, questo difficilmente vale per la maggior parte dei visitatori, ed è qui che il Market 57 rivela il suo valore aggiunto, ossia quello di portare offerte interessanti in un unico spazio che può servire sia turisti che residenti. Gli stand propongono cucina indiana, tailandese, caraibica, messicana, giapponese, cinese, cajun e italiana con prezzi alla pari ad altri locali analoghi, ma in molti casi di qualità superiore. Come LoLo's on the Water, costola di LoLo's, ristorante casual di pesce ad Harlem, dove provare gli involtini primavera con gamberi al cocco, o Bessou, che serve una cucina casalinga nipponica rivisitata utilizzando ingredienti naturali di provenienza locale. E’ conosciuto per il pollo fritto Karaage, ossia in stile giapponese, ma è da provare pure il riso croccante con toast di gamberi. Ancora, tra le proposte migliori, il masala dosa (piatto tipico del sud dell’India) di Ammi: simile ad una crepe sottile preparata al momento sul tawa, una piastra rotonda, viene poi farcita con una miscela di patate masala e foglie di curry, semi di senape nera e altre spezie, accompagnata da due chutney (salse) di pomodoro e cocco.

 

E poi il Larb di anatra di Zaab Zaab, ossia un’insalata di carne tritata con una gustosa pelle croccante, carne macinata e una lunga lista di erbe tailandesi, considerata da molti uno dei migliori piatti di tutte le food court della Grande Mela. Per gli amanti delle ostriche sono notevoli quelle di Mother Shuckers, sgusciate al momento davanti ai clienti: si può scegliere tra East Coast o West Coast, con uno dei tre condimenti (classico, sushi e mela candita). Sul fronte del cibo messicano, invece, da segnalare i tacos di Mijo: quello con la carnitas di funghi, ad esempio, è ricoperto da una crosta di formaggio ben rosolato, che aggiunge un’ottima consistenza notevole. Per chi cerca l’Italia, infine, la direzione è quella di Due Madri by The Butcher Girls, amanti della cucina tricolore a base di carne, il cui menù si concentra su sandwich, taglieri e cicchetti.

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