A piedi o per un pic nic, alla scoperta di olio e olive: protagonisti d'Italia

A piedi o per un pic nic, alla scoperta di olio e olive: protagonisti d'Italia
In ritardo rispetto al movimento del vino, il turismo enogastronomico si sta aprendo anche agli oliveti e alla (ri)scoperta dell'oro verde
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Per alcuni un'oliva continua a essere “una pallina senza importanza in fondo a un Martini”, come ha scritto ironicamente Mort Rosenblum nell'incipit di “Storie delle olive”. “Ma a uno sguardo più attento, si rivela un ritratto in miniatura delle zone più ricche del nostro mondo” continua il giornalista americano. E sempre più persone stanno acquisendo questa consapevolezza. Almeno in Italia, dove l'olivo, al pari della vite, è protagonista della geografia del paesaggio, da nord a sud, prima di esserlo anche a tavola, nella dieta mediterranea. Ma se il vino, da almeno vent'anni, è motore di un turismo che entra in cantina e passeggia tra le vigne – il Movimento Turismo del Vino, nato nel 1993, oggi annovera più di 1000 cantine – per il turismo dell'olio la strada è appena iniziata.


Se la passeggiata tra gli ulivi è un classico, il picnic ne è una naturale evoluzione. A Montorio, frazione di Verona all'imboccatura della Val Squaranto, Villa San Carlo ne propone una versione romantica, anche per due persone. “Predisponiamo dei pallet con tovaglia nell'uliveto, le persone passano dal centro degustazioni, ritirano il cestino in vimini che abbiamo realizzato appositamente, e poi le accompagniamo nella zona dedicata, lasciandoli liberi e soli. La durata media? Quattro ore, vuol dire che ci stanno proprio bene” spiega con un sorriso Antonia Pavesi, titolare dell'azienda. Sempre in provincia di Verona, l'azienda agricola Pernigo sta costruendo un vero e proprio catalogo di attività. “Le chiamiamo escperience, crasi delle parole escape (fuga) ed experience – spiega Francesco Passarella, responsabile di queste attività in azienda -. Noi siamo coltivatori di essenze naturali e abbiamo 10.000 piante di olivo. Le nostre attività sposano entrambe, raccontando e assaggiando tanto gli oli delle varie cultivar - grignano, leccino, favarola e frantoio le principali – quanto immergendo i visitatori nel mondo delle piante officinali e della nutraceutica”.

Ma c'è anche chi nell'uliveto fa provare l'esperienza del glamping. Anna Barberini nel 2015 ha introdotto otto tende nel suo uliveto, a Scarlino, in provincia di Grosseto. “Cinque guardano il mare, tre il borgo medievale di Scarlino. Sono tende su palafitte, di oltre 50 metri quadri, arredate con pezzi unici recuperati dalla casa di famiglia, con le terrazze all'altezza della chioma degli olivi, in mezzo a un oliveto storico, da cui produciamo anche un extravergine bio, con le cultivar leccino, moraiolo, frantoio e scarlinese”. Risultato? Sempre pieni, da primavera ad inizio ottobre. Tanti stranieri, ma anche italiani. Coppie – l'esperienza è solo per adulti - dai 35 ai 65 anni - entusiaste di vivere un'esperienza in mezzo agli olivi.

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