Quando mi chiedono qual è il cibo più buono che io abbia mangiato durante l’avventura di Va’ Sentiero comincio a rovistare nei ricordi alla ricerca di quel momento unico. Un’impresa impossibile! Ogni momento si lega immediatamente col precedente e non mi resta che cominciare a raccontare una storia. Anzi più storie, quasi un sommario: dietro ogni piatto e ogni prodotto ci sono un territorio, una tradizione e soprattutto le persone che abbiamo incontrato e che ci hanno donato tempo, ospitalità e passione. Percorrere le montagne italiane a piedi ti dà la possibilità di poter gustare le sfumature e le varietà che rendono unica ogni vallata.
Dopo aver attraversato il Collio, famoso per i suoi vini e le sue eccellenze gastronomiche, siamo entrati nella Benacia, o Slavia Friulana. Un territorio selvaggio dove la cucina slovena è l’assoluta protagonista. Troviamo, infatti, le rape bianche e viola di Oblizza, che hanno la forma allungata e vengono usate per fare la brovada (composta da rape fermentate con la vinaccia); la zucca a pasta bianca, invece, è l’ingrediente principe della zuppa malanova. A fine pasto non può mancare la gubana, il dolce tipico delle Valli del Natisone. Si tratta di un impasto disposto a spirale e farcito con uvetta e frutta secca che viene poi bagnato con la grappa - che qui si chiama slivovica (la “c” si legge come la “z”) -: Francesco Chiabai, un giovane del posto molto attivo nella valorizzazione del territorio, ci assicura essere la migliore di tutto il Nord Italia.
Entriamo in Trentino-Alto Adige tra gli splendidi campanili del Latemar è i riflessi colorati del lago di Carezza; attraversiamo la Val di Fiemme (dove si produce il celebre Puzzone di Moena) per arrivare così nella Val d’Adige. A Salorno, cittadina al confine fra Trentino e Alto Adige, incontriamo Felice Cason (felice di nome e di fatto), erede della tradizione del maso chiuso - diritto che prevede il passaggio di una proprietà agricola ad unico erede. La Val d’Adige è un territorio ad alta propensione vitivinicola, rimaniamo colpiti da due vitigni autoctoni: la Schiava e il Lagrein, un rosso che sin dall’alto Medioevo è stato apprezzato alla tavola dei potenti locali.
In Lombardia veniamo battezzati con i pizzoccheri, piatto originario della Valtellina e ormai simbolo regionale. Scopriamo i segreti di questo piatto a Teglio grazie a Francesco Pettina, giovane cuoco e socio dell’Accademia del pizzocchero, che nella sua baita sopra il paese ci dà dimostrazione della sua maestria. Il pizzocchero è una sorta di tagliatella spezzata fatta di grano saraceno (prodotto prezioso dell’agricoltura di montagna), patate, verza e bitto (formaggio a pasta semidura tipico della Valtellina); il tutto condito con un burro fuso all’aglio.
Da Alagna, con le sue meravigliose case Walser traboccanti di gerani, svalichiamo verso la Valle d’Aosta e subito ci assale un’insaziabile voglia di formaggi; così, appena finita la tappa, assaggiamo la Toma di Gressoney. Sorvegliati dai quattromila affrontiamo tappe di straordinaria bellezza, ma anche molto dure. Per fortuna a ricaricarci c’è spesso un’abbondante porzione di zuppa valdostana fatta con pane raffermo, cipolle, brodo di carne... e l’immancabile fontina, la regina dei formaggi valdostani! In Valpelline visitiamo le antiche miniere di rame che oggi ospitano la stagionatura di migliaia di forme di fontina. A Courmayeur, ospiti del giornalista e amico Stefano Brambilla, ci avventuriamo in una degustazione di varie stagionature di fontina e suggelliamo l’incontro con il curioso caffè alla valdostana: un mix di caffè, grappa, zucchero, scorze di arance e di limone, che beviamo nella grolla, o coppa dell’amicizia. Si tratta di una coppa di legno intagliato con diversi beccucci da cui i presenti bevono, passandosela in senso antiorario.
Negli scatti di Sara Furlanetto, che fa parte della squadra di Va' Sentiero, le specialità enogastronomiche delle Alpi, dal Friuli Venezia Giulia al PiemonteCosa si mangia in osmize, baite e malghe
In quella stessa area assistiamo, più che in ogni altra parte delle Alpi, a un fermento di rigenerazione della montagna, spesso legato al ritorno dei giovani e al mondo del cibo. A Bardonecchia, ad esempio, incontriamo i ragazzi di Bardorti, che hanno deciso di strappare i terreni di amici e parenti all’incoltura. Con loro abbiamo partecipato all’annuale raccolta di patate - prodotto chiave di tutta la cucina alpina. In Val Maira invece abbiamo incontrato Daniele Landra, dell’Agriturismo Al Chersogno, che ci ha mostrato i suoi splendidi orti e raccontato come i Percorsi Occitani abbiano contribuito fortemente alla rinascita delle valli. Ancora, in Val Varaita abbiamo incontrato gli Antagonisti: un progetto imprenditoriale avviato da Enrico Ponza e Fabio Ferrua, due amici che nel 2012 hanno deciso di rientrare nel piccolo paesino di Melle attraverso un brew-firm. Dapprima hanno aperto un piccolo chioschetto dove vendevano la loro birra e, in poco tempo e gran tenacia, hanno inaugurato il ristorante, l’Officina Antagonisti, e una gelateria, Fioca. Ma non sono le uniche realtà virtuose locali: ci sono anche l’azienda di tisane biologiche Valverbe, il ristorante Reis di Yuri Chiotti e il progetto agricolo Cresco. Oggi la Val Varaita sembra proprio un laboratorio a cielo aperto. Un esercito di persone che tornano alla montagna attraverso il cibo, riprendendo e rinnovando le tradizioni locali. All’Officina Antagonisti abbiamo assaggiato patate, tomino e aiolì (divenuto un vero e proprio slogan gastronomico), ma anche le tradizionali ravioles, gnocchetti di patate dalla forma cilindrica conditi con burro nocciolato e panna.
Le Alpi non sono soltanto uno dei confini naturali del nostro Paese; si sono rivelate, fin da subito, un ponte verso le culture dell’altro versante. I gusti ci hanno raccontato le storie di popoli antichi, ma anche le storie di persone che in montagna continuano a spendere le loro vite. Ci troviamo ora ad un punto di svolta, l’Appennino chiama. Cosa avrà in serbo per noi?
Per informazioni: Va' Sentiero e Francesco Sabatini
Seguiranno altri due articoli: uno sul Centro e l'altro sul Sud Italia