Viaggiare e mangiare nelle Asturie, dove la "mare&monti" è la regola gastronomica
Maurizio Amedeo Uliano
Dalle vette innevate alle spiagge in pochi chilometri: la cucina di questa regione della Spagna è permeata da questa dicotomia. Seguici anche su Facebook
Aggiornato alle 2 minuti di lettura
Nelle Asturie il paesaggio montano e quello marino finiscono per confondersi. Da una parte i Picos de Europa, con le loro vette che superano i 2500 metri; dall’altra l’Oceano del Mar Cantabrico. A separarli è davvero pochissimo, meno di 15 chilometri nel punto più stretto. Panorami mozzafiato che possono godersi dalle vette, ovviamente, ma a volte anche l’autostrada regala scenari suggestivi.
Fabada, il tipico piatto asturiano La gastronomia risente fortemente di questa dicotomia, e così le specialità locali si dividono equamente tra i prodotti dell’area montana (legumi, funghi, salumi di cacciagione) e quelli di provenienza ittica, con particolare attenzione ai crostacei e ai molluschi, ostriche comprese.
Il piatto simbolo è la fabada, una zuppa di fagioli (i bianchi di Spagna, grandi e carnosi) arricchita da pezzi di carne e salsiccia assortiti in maniera variabile, visto che la ricetta varia di paese in paese. La versione proposta da Casa Gerardo, a Prendes, è molto buona ma, se siete nelle Asturie, è più probabile che passiate da Colunga, piccolo paese che ospita lo Jura, museo del giurassico. Proprio in questa cittadina trovate il Las Vegas, locale dal nome e dall’aspetto improbabile che ha proprio nella fabada la sua arma vincente. Una volta qui fate un giro sugli scogli della playa de la Griega, dove trovate le impronte lasciate dai dinosauri.
Proseguendo lungo la costa si arriva a Lastres, borgo marinaro dove potrete mangiare ottimi crostacei, come nel caso del arroz con bogavante (riso e astice) che preparano da El Malaco.
Riso e astice
A metà strada tra Colunga e Cangas de Onis, ottima base di partenza per visitare il Parco Nazionale dei Picos de Europa, troviamo uno dei migliori ristoranti del Principato: Casa Marcial. Lo chef Nacho Manzano propone un’interpretazione moderna dei piatti della tradizione asturiana (a partire proprio dalla fabada) oltra a creazioni maggiormente innovative che, però, partono sempre da prodotti locali. Due menu, ciascuno disponibile anche in una versione ridotta. Qualche suggerimento: lingua di baccalà, kimchi, aglio nero; caballa (una particolare varietà di sgombro), orecchio di maiale, brodo chiarificato; cioccolato, menta, frutto della passione.
Un piatto di baccalà alristorante Casa Marcial
Tornando sulla costa si arriva a Gijon, uno dei principali centri urbani delle Asturie. Anche qui non manca qualche buona tavola come Auga, locale dotato di una bella terrazza che affaccia sul porto turistico. Si può cominciare con le tapas (ottima l’ostrica con alghe, peperoncino e bergamotto) e poi proseguire con il baccalà al pil-pil o, se preferite la carne, con il solomillo di manzo con patate e funghi.
La sala del ristorante Auga Il capoluogo asturiano è Oviedo, dove chi si diverte a leggere le strisce di Quino non può fare a meno di una visita al Parco San Francesco per una fotografia accanto alla statua di Mafalda. A cena, invece, può essere una buona opzione quella di spostarsi di qualche kilometro e raggiungere La Corriquera per provare una cucina semplice, ben fatta e dall’ottimo rapporto qualità prezzo.
Continuando verso Ovest si avvicina il confine con la Galizia. Prima di superarlo, però, non dimenticate di passare dalla Playa del Silencio. Bisogna conquistarsela con una lunga passeggiata a piedi, faticosa soprattutto al ritorno, quando dalla spiaggia si risale sul costone roccioso. Ne vale la pena e, una volta montati in macchina, potrete compensare la vostra fatica arrivando nel piccolo villaggio marinaro di Puerto de Vega. Il ristorante Regueiro, dove potrete passare anche la notte, propone piatti ben realizzati, con menzione particolare per lo splendido merluzzo e per i ravioli di calamari con aglio nero e peperoncino.
Casa Gerardo
Carrettera - Prendes
+34.985.887797
Prezzo 60€