Il nome non promette nulla di buono, anche se una leggenda narra che quest’erba, una volta masticata e posizionata sulla ferita di una vipera, risultò miracolosa nel guarire il malcapitato dal pericoloso veleno. In diverse zone dello stivale viene anche chiamata volgarmente Borragin, Buglossa, Burassina, Dente di cane, Erba d'a Madonna, Erba da rogna, ma è con il nome di erba viperina che è maggiormente conosciuta.
Il suo nome scientifico è Echium vulgare, e appartiene alla famiglia Boraginacee. A differenza del nome, non propriamente ammaliante, la bellezza del colore dei suoi fiori e la bontà degli stessi utilizzati in cucina, invece, la elevano agli alti ranghi delle meravigliose piante spontanee che ricoprono il nostro territorio.
Dove cresce
L’erba viperina trova il suo habitat sui suoli asciutti e luminosi, dalla pianura fino alle prime alture della montagna. Fiorisce da aprile a settembre e produce steli florali alti fino a ottanta centimetri e oltre. Una particolarità distintiva dei fiori, oltre a quella di assomigliare vagamente alla testa della vipera (ma qui ci vuole un buon esercizio di immaginazione) è quella riguardante il loro colore, che prima di sbocciare si presenta con una tonalità rosacea per poi divenire, una volta aperti, di un bel blu-violaceo molto intenso.
Tra infusi e insalate, la gentilezza del caccialepre
Sia le foglie che i gambi sono ricoperti da una peluria ispida e resistente, che alle prime luci del giorno, vestendosi di goccioline di rugiada, sembrano brillare enfatizzando la bellezza dei fiori a spiga che si ergono sopra a tutto. È praticamente impossibile non notarla!
Anche le api non rimangono indifferenti dal fascino di questa pianta e dei suoi fiori. Sia per la qualità del polline e del nettare, e grazie alla fioritura che si protrae da primavera a fine estate, le api ci regalano un miele che è una vera delizia.
L’utilizzo in cucina
E veniamo all’utilizzo in cucina. La si può usare sia cotta che cruda, quando le giovani foglie sono ancora senza peluria ispida, mentre i fiori si possono degustare crudi nelle insalate e come decorazione. Ricorda vagamente il sapore del cetriolo. Ricca di ferro è ottima in frullati estivi utilizzando la parte verde e tenera, ma è assai squisita anche in frittate, flan, e risotti. Le giovani foglie tritate sono ottime anche per aromatizzare i formaggi freschi.
Tra poco inizierà a vegetare. Andiamo a cercarla nei campi incolti lontano dalle strade e dalle automobili, e regaliamoci un duplice piacere: uno per gli occhi e per l’anima nell’osservare la bellezza blu diffusa dai fiori, e l’altro per il palato, nel gustarla come più vi piace.
Infine, un ultimo buon motivo per consumare l’erba viperina: un detto divenuto popolare e probabilmente creato da antichi erboristi, dice che l’infuso di semi dell’erba viperina sia in grado di scacciare la malinconia. Non posso ovviamente darlo per certo, in fondo un detto è solo un detto, ma tant’è, basta volerci credere, e così sarà.