L’abbinamento

Vermouth e cioccolato, le eccellenze di Torino alla prova del pairing

Vermouth e cioccolato, le eccellenze di Torino alla prova del pairing

Cocchi e Gobino un campo per stupire il pubblico di Cioccolatò a Torino. Il cioccolatiere: “Vorrei che questo festival diventasse un punto di riferimento europeo”

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Torino è da sempre una città di storie, gusti e incroci di tradizioni: dal cioccolato artigianale alle botaniche dei vermouth che nei secoli hanno trasformato il modo di pensare l’aperitivo. Quest’anno, a Cioccolatò — il festival del cioccolato artigianale torinese - questo dialogo tra due eccellenze locali è stato celebrato in modo esplicito, con un pairing che ha messo insieme alcune delle migliori creazioni di Roberto Bava di Cocchi e Guido Gobino dell’omonima cioccolateria artigianale, per un percorso sensoriale per parlare di storia, territorio e gusto.

Bava e Gobino con la cioccolatiera svizzera di Garçoa
Bava e Gobino con la cioccolatiera svizzera di Garçoa 

Qui, tra i portici e gli stand che affollano piazza Vittorio nel cuore di Torino, il profumo delle erbe del vermouth si intreccia a quello del cioccolato, raccontando tre secoli di artigianalità, sperimentazione e cultura del bere e del mangiare all’insegna dell’artigianalità. Un mix che ha messo alla prova il palato dei golosi nella scelta del paring migliore.

Al confronto ha preso parte anche l’azienda Cioccolato Garçoa di Zurigo, tra gli ospiti internazionali dell’evento. “Vorrei che Cioccolatò divenisse un punto di riferimento per i produttori di tutta l’Europa – dice Gobino – per scambiarsi idee e stili”.

E a proposito di scambi, ecco i quattro abbinamenti proposti dai due produttori top.

Primo abbinamento

— Cocchi Americano Rosa + Fondente 63% con lampone

Roberto Bava apre il percorso con un proprio classico: il Vermouth Rosa, un vino aromatizzato dove il colore seduttivo si unisce a profumi intensi e una versatilità nell’abbinamento che stimola chef e maitre chocolatier. “La botanica principale qui è la genziana – racconta Bava - Il colore viene invece dal vino, un blend di uve Brachetto e Malvasia”.

Degustato “liscio”, il Cocchi Rosa rivela note di petalo di rosa, ginger, vaniglia, rabarbaro e genziana. Un profilo aromatico che si sposa perfettamente con il cioccolato fondente al 63% ripieno di lampone proposto da Gobino: l’acidità e il frutto del lampone richiamano le note rosate del vermouth, mentre il cacao fondente bilancia la dolcezza naturale.

Secondo abbinamento

— Vermouth di Torino + Gianduiotto alla nocciola (tourinot) e con pralina al vermouth

La tradizione piemontese domina il secondo pairing: il Vermouth di Torino, qui più dolce rispetto alle versioni secche di Chambéry, come ricorda Bava, ma con una spinta agrumata particolare. “Il nostro è agrumato, non ha vaniglia”, spiega il produttore, sottolineando la pulizia del profilo aromatico.

Gobino rilancia con un gianduiotto alla nocciola (40%), un classico del cioccolato torinese: il tourinot. Il Vermouth di Torino regge bene il confronto con questo cioccolatino più “piacione”, pronto a coccolare il palato con la sua nocciola autentica e ben riconoscibile. Qui l’abbinamento esplode in un equilibrio di dolcezza, tostatura e freschezza agrumata. Un’armonia tutta piemontese.

Terzo abbinamento

— DopoTeatro + Scorza di limone al cioccolato e con pralina alla liquirizia

Con il terzo assaggio si cambia registro: si passa a un vermouth da sera, pensato nel passato per chiudere la serata o accompagnare momenti più meditativi. “È un vermouth da sera — spiega Bava — con doppio della china e del rabarbaro, amarezza elegante, scorza di limone e pepe”.

L’abbinamento proposto da Gobino accentua la dimensione agrumata e persistente: scorza di limone di Sicilia ricoperta di cioccolato fondente 75% (blend Venezuela–Ecuador), una realizzazione che porta la firma anche del maestro Corrado Assenza, in cui spicca la persistenza incredibile di limone. Come secondo abbinamento, con lo stesso vermouth, arriva la pralina alla liquirizia Amarelli in polvere – adorata dal pubblico presente alla degustazione – “che resta sulla lingua dopo che il cioccolato è sparito”, come sottolinea Gobino. È un abbinamento che gioca sulle texture, sugli opposti amari e sugli aromi lunghi, una vera esperienza sensoriale che invita a “restare a tavola” con degustazioni più lente e profonde.

Quarto abbinamento

- Barolo Chinato + Pralina al Barolo Chinato

Come atto conclusivo, il Barolo Chinato — leggenda storica di casa Cocchi — mette insieme storia, medicina e gusto. “Era nato grazie a Cappellano, il farmacista, e Giulio Cocchi, il liquorista, che lo mandava ad Asmara per curare la malaria e altre malattie”, racconta Bava con un sorriso. L’esperienza storica del Barolo Chinato è quella di un vino fortificato, tannico e profondo, che però ha saputo conquistare il pubblico ben oltre il consumo medicinale.

La proposta di Gobino è una pralina in ri-edizione del Barolo Chinato, che richiama la delicatezza e la potenza aromatica di questa eccellenza. Il tannino e la profondità del vino si ritrovano nel cioccolato, creando un giro finale che chiude il cerchio: terra, storia, età e complessità. Tutto in una piccola sfera di gusto.

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