Cioccolato, passione e una storia afrodisiaca
di Nicoletta MoncaleroIl cacao e gli effetti sull’amore al centro di un dibattito tra letteratura e assaggi in occasione di CioccolaTò, a Torino
Cioccolato e passione stanno insieme da sempre e non solo a San Valentino. Che il cioccolato abbia degli effetti sull’amore d’altra parte è tema gastronomico non da poco tempo. “Il primo ricettario afrodisiaco risale al 1800” ha raccontato Alberto Capatti storico della gastronomia, primo Rettore dell'Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo nell’ambito degli incontri previsti da Cioccolatò a Torino. “Cioccolato strumento d’amore” è il tema affrontato insieme alla direttrice de Il Gusto Eleonora Cozzella, a Gabriella Morini, chimica, docente universitaria, ricercatrice all'Università di Pollenzo e Lorenzo Palmeri, designer musicista, che ha disegnato il negozio di Ernst Knam e la pralina dell’Expo nel 2015.
Il primo ricettario afrodisiaco
“Il Manuel culinaire aphrodisiaque è stato scritto in Francia da un nobile, sir de Baudricourt – ha spiegato Capatti – e contiene ricette di ogni tipo. Ma un intero capitolo è dedicato al cioccolato. Qui per la prima volta si parla degli effetti stimolanti che l’ingrediente ha sul corpo e sulla mente. Il fatto che poi sia stato scritto in Francia non deve stupire: i francesi sono noti sia per la cucina che per l’amore”. In Italia viene tradotto solo un secolo dopo, e gli aneddoti non si esauriscono. “Il titolo del libro originario, quello francese, è stato tradotto in Manuale afrodisiaco per gli adulti dei due sessi e il nome dell’autore è stato inventato dall’editore che voleva qualcosa di accattivante è così ha scelto di affibbiarlo a Omero Rompini”.
Biscotti e salame di cioccolato
Nel capitolo dedicato al cioccolato le prime cinque ricette che gli italiani cominciano ad associare all’effetto afrodisiaco sono facilmente replicabili nelle cucine casalinghe. Ci sono i biscotti, la spuma al cioccolato, il budino, il salame di cioccolato e mandorle, e una torta al cioccolato pralinata. Ma attenzione, non è così semplice, come ha detto la ricercatrice, Morini. “Che i cibi afrodisiaci possano avere un effetto immediato, è un pochino difficile. Indubbiamente però il cioccolato come anche altri alimenti, come per esempio il peperoncino, si legano ad alcuni sensori del piacere che abbiamo nel cervello. Indubbiamente è un alimento che può avere tanti effetti positivi sulla salute”.
Anche la forma conta
Non solo la sostanza, anche il contenitore ha la sua importanza. Palmeri ha ricordato quando è nata la prima scatola a forma di cuore. Una svolta. “A fine Ottocento è nata la scatola a forma di cuore, la prima è stata quella dei cioccolatini Cadbury. Ed è l’esempio perfetto di quello che fa il designer: facilita la vita delle persone. Anche la forma del cioccolatino è molto importante, che abbiano tutti una forma tondeggiante non è un caso. Ci sono molti studi che riguardano la multisensorialità. Pensiamo anche al Magnum al piacere che si prova quando si sente quel crack al primo morso”.
Nei ricettari più recenti
È negli anni Duemila, che si moltiplicano i ricettari con piatti che inneggiano l’amore. “Il Tacuinum de' dolci. Ricette golose italiane nella storia è un libro di Alex Revelli Sorini e di nuovo il cioccolato è chiamato in causa per il suo potere sulla passione – ha raccontato Capatti –. Ci sono i bocconcini di cioccolato e cocco, le girelle e una insospettabile torta di carote cosparsa di scaglie di cioccolato. Poi ovviamente ci sono anche altri ingredienti che hanno a sempre a che fare con l’amore: tartufi, ostriche e caviale”.