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Narrare il vino: il Brunello Biondi Santi diventa un audiolibro

Narrare il vino: il Brunello Biondi Santi diventa un audiolibro

La quinta edizione de La Voce affronta il tema delle Generazioni, intrecciando letteratura, memoria e grandi annate della Tenuta Greppo, dalla Riserva 2019 alla Storica 1983

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Non solo degustazioni, vendemmie e schede tecniche. Anche un vino storico può scegliere una strada diversa per raccontare la propria identità: quella delle parole. È la strada scelta dall’azienda vinicola Biondi-Santi di Montalcino con La Voce di Biondi-Santi, il progetto culturale nato nel 2022 che arriva alla quinta edizione trasformando la storia della Tenuta Greppo in un racconto fatto di parole, voci e letteratura. Un’ispirazione forse alla rivista di Giuseppe Prezzolini o al quotidiano di Montanelli, di sicuro un modo diverso per fare comunicazione.

Per il 2026 la parola chiave scelta dall’azienda è “Generazioni”, un termine che racchiude il senso più profondo dell’identità Biondi-Santi, azienda di proprietà del gruppo francese EPI dal 2016. La parola rappresenta il passaggio di conoscenze, sensibilità e valori attraverso il tempo. Un concetto che non riguarda soltanto la storia della famiglia e del Brunello di Montalcino, ma anche il rapporto tra passato e futuro, tra memoria e nuove forme di comunicazione.

“Il progetto La Voce di Biondi-Santi sta creando un nuovo linguaggio, spiega il CEO Giampiero Bertolini. L’informazione, necessaria al vino, si fonde qui con la magia della letteratura, mentre lo strumento digitale porta il nostro messaggio ovunque in modo diretto”. È proprio questa la particolarità dell’iniziativa: accanto al podcast, in cui Bertolini e il direttore tecnico Federico Radi raccontano il mondo della tenuta, ogni edizione affida a scrittori italiani e internazionali il compito di interpretare attraverso un’opera originale la parola scelta. Un percorso che negli anni ha attraversato concetti come Equilibrio, Meraviglia, Rispetto ed Eleganza, fino ad arrivare oggi alle Generazioni.

Franco Biondisanti e la Riserva del 1888
Franco Biondisanti e la Riserva del 1888 

Per questa quinta edizione Biondi-Santi ha scelto di coinvolgere cinque giovani autori della Scuola Holden di Torino, invitandoli a vivere direttamente l’esperienza del Greppo: camminare tra i vigneti, conoscere la storia della tenuta, incontrare chi ogni giorno lavora alla costruzione dei vini, per poi assaggiarli e interpretarli a piacimento. Da questa immersione sono nati cinque racconti raccolti nell’audiolibro I giovani Holden, disponibili attraverso i canali digitali del progetto.

Un incontro tra un luogo storico e nuove sensibilità narrative, che trova nella parola “Generazioni” il proprio punto di equilibrio. “Per Biondi-Santi le generazioni sono fondamentali” sottolinea Bertolini. “Queste generazioni hanno costruito e tramandato valori inalterabili, che oggi ci consentono di guardare al futuro forti delle radici profonde della nostra storia e pronti a trovare nuove strade per raccontarla”. La scelta della parola non è casuale. La storia di Biondi-Santi è infatti legata a una lunga trasmissione di conoscenze: da Clemente Santi, a cui si deve una delle prime affermazioni del sangiovese di Montalcino, fino a Ferruccio Biondi-Santi, considerato il padre del Brunello moderno. Per poi arrivare alle generazioni successive che hanno consolidato una precisa idea di vino fondata su longevità, eleganza e capacità di evoluzione.

Lo stesso principio si ritrova nelle annate presentate dall’azienda, dove la continuità stilistica convive con l’unicità di ogni vendemmia. Il Rosso di Montalcino 2023 rappresenta l’ingresso nel mondo Biondi-Santi: un sangiovese giovane ma già capace di esprimere identità e raffinatezza, grazie a profumi fruttati ben definiti ed una beva lineare e gustosa. Il Brunello di Montalcino 2020 nasce da un’annata considerata particolarmente equilibrata e luminosa, con un profilo improntato alla classicità, quindi aromi che raccontano anche di sentori di terra e di cuoio, ed una struttura ricca e ben articolata. Il Brunello di Montalcino Riserva 2019, 44ª edizione della Riserva, viene invece ricordato dal direttore tecnico Federico Radi come una delle vendemmie più significative della sua carriera, grazie a condizioni climatiche favorevoli e a uve di grande qualità. Risultato da apprezzare ancora di più nel corso dei prossimi anni, vista la incredibile longevità che lo aspetta.

A completare il quadro c’è il ritorno de La Storica, la selezione annuale di una Riserva custodita nel caveau della tenuta e proposta in quantità limitate. Per il 2026, la scelta è caduta sulla Riserva 1983, un vino che rappresenta il legame più diretto con la memoria di Biondi-Santi e con la capacità del Brunello di attraversare decenni mantenendo equilibrio e profondità. E risultare ancora perfetta dopo più di 40 anni è una caratteristica che capita a pochi vini

In fondo, il filo che unisce il vino e il progetto culturale è lo stesso: il tempo. Quello necessario a una vigna per esprimersi, a un vino per maturare e a una storia per essere tramandata. Con La Voce di Biondi-Santi, il Greppo sceglie di raccontare proprio questo passaggio: non soltanto ciò che il vino è oggi, ma ciò che continua a diventare attraverso le generazioni.

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