Il posto delle fragole. Quello dei profumi, dei colori, dei sapori che esplodono fra maggio e giugno in piccoli scrigni di natura che diventa gusto in punta di palato. E che spesso non ti aspetti di trovare in tanti angoli d'Italia da scoprire e esplorare in un percorso alla ricerca della fragola più buona ma anche più inedita o meno nota. Può essere uno spunto per un itinerario a portata di cestino nei frutteti che in genere sono privati come le serre e i vivai ma spesso danno la possibilità di fare una piccola raccolta personale.
Nel Lazio
Iniziamo dalla fragolina di bosco più celebre che si che si distingue dalle fragole coltivate principalmente per le dimensioni (è molto più piccola, circa un centimetro), più profumata, aromatica, intensa. Nome ufficiale Fragaria vesca, la più famosa è nel Lazio a Nemi, località dei Castelli Romani a cui deve il nome. Varietà fra le più antiche, presenti fin dai tempi dell'Antica Roma sono favorite dal microclima del lago vulcanico. Riconosciute come Pat, Prodotto Agroalimentare Tradizionale, leggenda vuole che siano nate dalle lacrime di Venere per la morte del dio Adone. La sagra si svolge la prima domenica di giugno con le "fragolare" le donne del paese che in costume tipico le distribuiscono in piazza. Da provare il liquore "Fragolino di Nemi". Un po' più a sud, in provincia di Latina degna di nota, e di assaggio, è anche la fragola di Terracina.
In Basilicata
Dal Lazio ci si sposta in Basilicata, regione con la maggior produzione di fragole in Italia. È qui che si trovano le prime ad aver conquistato l'Igp: quelle di Candonga. Coltivate da oltre 70 anni nel Metapontino vicino a Policoro sono come dei rubino da assaggiare con quel colore rosso brillante, di consistenza croccante e molto dolce. Un "healthy superfood" di appena 27 calorie ogni 100 grammi. Sempre in terra lucana è stata selezionata vent'anni fa a Scanzano Jonico (Matera), la varietà detta Pircinque, con frutti molto grandi e una polpa soda che consente una lunga conservazione.
In Calabria e in Sicilia
Si chiama fragola di Acconia di Curinga. Prende il nome del territorio in cui viene prodotta, in provincia di Catanzaro, in una zona pianeggiante ideale per la coltivazione del frutto che viene molto usato per i gelati, le granite, le confetture. In Calabria c'è anche varietàRossetta presente anche in Basilicata.
Si attraversa lo Stretto e si arriva in Sicilia per gustare le fragoledi Maletto (Catania) anche queste Igp, sul terreno vulcanico dell'Etna: rosso fuoco, come i lapilli, e profumo intensissimo. Non a caso il comune più alto (960 metri) sul vulcano siciliano si chiama "Città della fragola". Da non perdere la Sagra dedicata dal 9 all'11 giugno in cui si prepara una gigantesca torta di fragole da assaggiare insieme alle specialità realizzate con l'eccellenza locale come il risotto, il liquore e tanti dolci.
Dal Veneto all'Emilia Romagna dalla Sardegna al "caso Piemonte"
Perlustrazioni con il cestino delle fragole anche nel veronese, in Emilia Romagna per esempio a Gambettola, in provincia di Forlì-Cesena dove a giugno si svolge una sagra ad hoc. E anche in Sardegna nella zona del Terralbese dove si trovano le varietà Naiad a forma di cuore. Poi c'è il caso Piemonte, regione dove sono diversi i comuni che rivendicano il titolo di "Città delle fragole" per le storiche coltivazioni che hanno secoli alle spalle Da San Mauro Torinese e Castiglione Torinese (Torino) a Peveragno e Sommariva Perno nel Roero (questi ultimi due in provincia di Cuneo), a Tortona (Alessandria).
All'estero: in Giappone le più lussuose
Chi vuol oltrepassare i confini alla ricerca del suo posto delle fragole all'estero, può restare in Europa e andare in Francia per assaggiare le varietà d'origine Mara de Bois e Annabelle. Oppure nei Paesi Bassi per gustare le Ostara. Ma è in Giappone che si deve organizzare quello che lì chiamano Ichigo-gari ovvero la raccolta, da gennaio a maggio, e il consumo direttamente nelle serre di fragole come la famosa Amaou di Fukuoka grande e molto saporita. Giapponese è anche la fragola più lussuosa e costosa del mondo: Bijin-hime. Nota come la "Bella Principessa" è perfetta in ogni dettaglio e può superare anche trecento euro per un singolo frutto.