A CasaOz si coltiva l’inclusione: zucchine, pomodori e ortoterapia per bambini fragili
a cura della redazione del GustoA Torino i piccoli così imparano a seminare, mettere a dimora le piantine e raccoglierne i frutti seguendo i cicli naturali. La fondatrice Enrica Baricco: “Questo è un luogo dove costruire relazioni”
Zucchine, pomodori, insalate, erbe aromatiche, fragole e alberi da frutto: a CasaOz il cibo comincia dalla terra. Nel nuovo orto terapeutico inaugurato a Torino (in corso Moncalieri 262), affacciato sul Po, bambini e ragazzi con disabilità, malattie o fragilità potranno seguire il ciclo completo degli alimenti: dalla semina alla cura delle piante, fino alla raccolta.
Lo spazio, oltre 800 metri quadrati, nasce come luogo di ortoterapia, educazione ambientale e inclusione. Un’area verde, ma anche e soprattutto un laboratorio vivo in cui il rapporto con il cibo diventa esperienza concreta: toccare la terra, riconoscere le piante, osservare la crescita degli ortaggi, capire da dove arrivano gli ingredienti che finiscono nel piatto.
Le prime coltivazioni sono già state avviate. Nell’orto crescono insalate, zucchine, pomodori, cipolle, rape, cavoli, erbe aromatiche, fragole e alberi da frutto. I bambini impareranno a seminare, mettere a dimora le piantine, curarle giorno dopo giorno e raccoglierne i frutti. Accanto al lavoro nell’orto sono previsti laboratori sugli insetti utili e dannosi, osservazioni al microscopio e attività dedicate ai cicli naturali.
Il progetto rappresenta l’evoluzione di un’esperienza nata oltre dieci anni fa, quando CasaOz disponeva di un piccolo orto di circa 40 metri quadrati. Oggi quello spazio è diventato un vero orto strutturato, diviso in tre aree: didattica, coltivata e frutteto. I percorsi sono accessibili anche a persone con disabilità motoria e i cassoni rialzati a 80 centimetri permettono di lavorare la terra anche a chi usa la carrozzina o ha difficoltà nei movimenti.
Ogni giorno l’orto entrerà nelle attività di CasaOz, frequentata quotidianamente da circa 40 ospiti tra i 6 e i 18 anni, all’interno di una rete che coinvolge complessivamente circa 200 bambini e ragazzi. Qui il cibo diventa anche strumento di relazione e autonomia: prendersi cura di una pianta, aspettare che cresca, raccoglierla e riconoscerne il valore significa imparare tempi, gesti e responsabilità.
“Questo orto rappresenta per noi molto più di uno spazio verde – ha spiegato Enrica Baricco, presidente e fondatrice di FondazioneOz – È un luogo da coltivare ogni giorno, nel senso concreto del prendersi cura delle piante ma anche del costruire relazioni e creare occasioni di quotidianità”.
Grande attenzione è stata dedicata alla sostenibilità. L’orto è stato progettato con esperti di agronomia e architettura del paesaggio per integrarsi con l’ecosistema circostante. I cassoni sono in legno di castagno, l’irrigazione è a goccia per ridurre il consumo d’acqua e sono state privilegiate varietà locali e piante utili alla biodiversità.
Lo spazio sarà aperto anche al territorio, con iniziative del sabato dedicate alla cittadinanza: laboratori, educazione ambientale e momenti condivisi per avvicinare bambini, famiglie e cittadini al valore del cibo coltivato.
Quella di CasaOz è una storia che parte da lontano: il nuovo orto si inserisce infatti un percorso partito nel 2005 per sostenere famiglie con bambini con difficoltà. In oltre vent’anni l’associazione ha accolto più di 2.700 bambini e ragazzi, coinvolgendo più di 2.400 famiglie e oltre 6mila tra genitori e caregiver. Nata a Torino, l’associazione nel 2007 ha trovato la sua prima sede presso il Villaggio Olimpico. Dal 2010 si è spostata in una grande struttura rossa immersa nel verde, tra le sponde del Po e corso Moncalieri. Il suo fabbisogno energetico è coperto quasi interamente da fonti rinnovabili.