A.A.A. Cercasi nonne per insegnare i segreti della cucina
L’iniziativa ideata da Rosario Di Donna a Cerignola che apre il proprio ristorante per recuperare ricette, gesti e saperi domestici
A Cerignola si cercano nonne disposte a condividere i propri segreti in cucina e a raccontare, una volta per tutte, perché le ricette della nonna sono sempre le più buone.
È nato infatti “Nonne in Cucina”, il progetto ideato da Rosario Di Donna, patron del ristorante U’ Vulèsce di Cerignola e membro dell’associazione Chef del Mediterraneo. Di Donna ha scelto di aprire la sua cucina alle nonne italiane, affidando a loro il ruolo di maestre. L’obiettivo è recuperare ricette, gesti e saperi domestici che rischiano di perdersi nel passaggio tra una generazione e l’altra. “L’idea è quella di difendere a tutti i costi le tradizioni – spiega Di Donna - Per me è importante questo: vedere queste signore che fanno chilometri per raggiungerci è commovente. Nelle ultime tre settimane sono venute da noi alcune nonne lucane e campane”.
Il sapere
Il progetto è semplice ma concreto. Le nonne vengono invitate in cucina, lavorano accanto alla brigata, gli chef osservano, supportano, prendono parte alla preparazione. Il sapere, però, arriva da chi quei piatti li ha cucinati per una vita. Ma come funziona in pratica? “Stiamo ragionando su come gestire al meglio la logistica: mandiamo un transfer a prenderle, le ospitiamo e poi le riaccompagniamo a casa. In cambio, loro ci trasmettono segreti, gesti e tradizioni”.
Le prime nonne a mettersi a disposizione sono state lucane e campane, arrivate per condividere ricette di casa. Di Donna racconta: “La settimana scorsa, mi hanno preparato un ragù usando i finocchi con i fagioli. Io non ci avevo mai pensato. Oppure mi hanno mostrato un modo per utilizzare il pane raffermo, come si fa in varie regioni del Sud: con acqua, prezzemolo, aglio, pomodoro, olio buono e una spolverata di formaggio. Per me tutto questo ha un valore enorme, e voglio difenderlo”.
“Nonne in Cucina” vuole quindi salvare i trucchi, i segreti, le accortezze e le buone pratiche delle nonne per formare un archivio vivo della cucina italiana. In modo che tutto questo sapere non vada perso, perché sono cose che non si trovano nei manuali di ricette ma si imparano solo se qualcuno (una nonna) te li mostra e te li spiega, avendoli imparata a sua volta da osservando qualcun altro (un’altra nonna).
Le ricette
“Oggi, per esempio, preparavano una pasta di acqua e farina che si chiama frizzuli. La parola deriva dal fatto che, quando sulla spianatoia passano lo strumento per formare la pasta, si sente un rumore che “frizza”. È singolare pensare che con uno strumento semplicissimo, magari ricavato dal ferretto di un ombrello rotto, riescano a creare dei capolavori. Sono sapori e tradizioni che bisogna mantenere vivi”, racconta Di Donna.
Ora “Nonne in Cucina” guarda oltre il Sud e lancia un invito alle nonne di tutta Italia. Di Donna vorrebbe accogliere donne provenienti da ogni regione: “Il mio è un invito aperto alle nonne italiane. Mi piacerebbe che arrivasse una nonna piemontese o lombarda, magari dalle valli, da ospitare qui da noi per farci raccontare piatti, tecniche e piccoli segreti che oggi rischiano di perdersi perché non sono stati tramandati”. E lancia il suo appello alle nonne fornendo un identikit preciso: “Nonne tra i 70 e i 90 anni, in buona salute, con spirito allegro, fondamentaliste della cucina tradizionale regionale italiana e disponibili a trascorrere qualche giorno qui con noi”.
Il progetto di Di Donna intercetta anche una tendenza recente tra la generazione Zeta che all’estero chiamano nonnamaxxing e di cui hanno scritto diverse riviste internazionali, ossia la moda della nonna italiana come stile di vita. In cucina significa fare la pasta a mano e stare ore ai fornelli per preparare deliziosi manicaretti da condividere la domenica. Perché dunque le ricette della nonna sono sempre le più buone? Forse perché dentro non ci sono solo tecniche e ingredienti ma ci sono il tempo, la pazienza, l’abitudine a non sprecare nulla, e la capacità di fare della cucina uno stile di vita.