Il suo pane senza crosta e leggerissimo come una piuma ha contribuito a far la fortuna dell'amatissimo tramezzino. Lui, Adriano Anzanello, scomparso all'età di 82 anni, lo aveva creato nel 2010 inventando il brand "PanPiuma" (a cui son seguiti i marchi PanPiumino e Tramezzino Venezia) dopo aver fondato l'azienda Arte Bianca nel 1968, con sede prima a Mestre e poi a Marghera.
Il pane nuvola
Senza quella soffice trama, privata dei contorni esterni più duri come una nuvola da assaggiare, il triangolino più famoso e addentato nel mondo non avrebbe sicuramente avuto il successo che continua ad avere. Anche oggi, a distanza di tanti anni, da quando un secolo fa arrivò al Caffé Mulassano di Torino nel 1926, anniversario che viene celebrato anche in questi giorni. Quello amato e omaggiato da Anzanello, però, era il tramezzino veneziano, anzi mestrino. La sua attività, ora guidata dal figlio Massimiliano, era partita da un piccolo stabilimento a Mestre, in via Torino, per l'esattezza, quasi a voler indicare la vicinanza-rivalità con la città sabauda per quanto riguarda i natali di questo piccolo grande esempio di street food dal gusto tutto italiano.
Il festival e il premio a Mestre
Un prodotto che continua ad essere simbolo della tradizione di Mestre dove un anno fa ha avuto luogo la prima edizione del Festival del Tramezzino all'interno del quale è statoistituito il Premio Adriano Anzanello dedicato all'imprenditore, nato a Treviso ma cresciuto a Mestre, che aveva iniziato a coltivare la passione per la panificazione fin da piccolo, nel forno di famiglia.
Fra Veneto e Piemonte
Da sempre lui come tutti i veneti aveva attribuito alla sua terra non tanto, o non solo, la nascita del tramezzino (rivendicata appunto dallo storico Caffè Mulassano torinese) quanto il merito della sua diffusione nel mondo. Con una "farcitura" di paternità e maternità assai dibattute anche nello stesso territorio, con i mestrini che hanno sempre sottolineato quanto la tradizione delle due fette imbottite sia partita da loro. E solo dopo sia arrivata nella Serenissima celebrata tra bacari e cicchetti. Una tradizione che Anzanello ha portato alta, e soffice come una piuma tutta da gustare, fino all'ultimo.