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Ecco quali sono le migliori colombe vendute nei supermercati secondo Altroconsumo

Un giornalista ha partecipato per la prima volta ai test dei dolci pasquali per spiegarne il funzionamento. Riconosciute la qualità dei prodotti di Giovanni Cova & C. e di Tre Marie

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Decidere qual è la colomba più amata dai consumatori non è un gioco da ragazzi. Per due sere, in zona Bicocca a Milano, si sono date appuntamento quasi 200 persone, cento a sera, ogni sera per testare sei colombe pasquali classiche che si trovano in vendita nel canale della grande distribuzione. Età varia, ma per lo più di fascia alta (il campione va detto, varia tra i 18 e gli 80 anni). Tanti avevano già fatto da esperti. Questa volta mi sono intrufolata nel gruppo pure io, per entrambe le sere. Per vedere come funziona, per capire come ci si sente a far parte di questo rito collettivo. Nessuno viene pagato per farlo, e tutti vengono convocati più o meno quindici giorni prima dell’appuntamento con una mail. Oltre i due assaggi a cui ho partecipato io, ne è stato fatto uno anche uno nella sede dell’Istituto alberghiero De Gennaro a Vico Equense.

L'aula dove si svolgono i test di assaggio 

L’organizzazione

Ad organizzare tutto è Altroconsumo che ha “arruolato” i suoi tester grazie alla piattaforma Qualify. La prima sera avevo a fianco un manager che aveva già fatto da esperto per il test delle lavatrici. Aveva ovviamente fatto tutto da casa. Io mi immaginavo borse di bucato che viaggiavano da una lavatrice all’altra, tutti in un grande stanzone per una giornata intera, in mezzo all’odore del detersivo. Invece no. Di fronte a me una signora che avrebbe voluto fare il test delle creme spalmabili al cioccolato. Ma non lo fanno da un po’ di anni. Per le colombe è stata la prima volta in assoluto per tutti. E si è seguito il copione del test dei panettoni e dei pandori che si fa ovviamente a fine anno ed è uno dei più attesi. Nel caso delle colombe solo pubblico, non tecnici come accade invece per il test del caffè o degli oli extra vergine dove le prove vengono fatte in laboratorio.

La logistica

La seconda sera ho dovuto cambiare tavolo. La persona accanto a me si è detta infastidita dal mio profumo. Ero certa di non indossarlo dovendo effettuare anche io il test. Ma al secondo tavolo mi sono divertita. Perché tra un assaggio e l’altro ci si racconta con pudore. Stile milanese. Nessuno chiede che lavoro fai. Ma si parte sempre informandosi se si è già stati tester. Al tavolo c’è chi ha assaggiato le marmellate, e chi i pandori. Ci si confronta per capire dove e quando. Poi si parla di altro. Il mio vicino di banco è contento: è appena stato in Messico, ha voglia di mangiare qualcosa di dolce finalmente. Parlare di vacanze è sempre un bel modo di entrare in sintonia. Arrivano le colombe: sei assaggi a sera. Ovviamente alla cieca. Non sappiamo il marchio o la scatola da cui proviene. Ci arriva la fetta su un piatto di carta con un numero. Si devono dare diversi voti, da uno a nove. Prima un giudizio generale, nulla di tecnico. Piace l’aspetto? L’odore? Ci sono abbastanza canditi? E poi un nuovo assaggio dopo aver spulciato le varie categorie. Ci sono fette che già si presentano male: si vede che sono asciutte, che non hanno molti canditi, che non profumano per nulla.

Acqua e crackers

Sul tavolo ci sono acqua e cracker per “pulire” il palato tra un assaggio e l’altro. “In questo caso non viene richiesta particolare esperienza nell’assaggio – spiega Alessandro Sessa, direttore delle pubblicazioni di Altroconsumo – perché quello che stiamo valutando è il prodotto che piace di più ai consumatori, non quello tecnicamente perfetto. Ogni sera le persone effettuano il loro test e poi si mettono insieme tutti i risultati per le 12 colombe che vengono testate. Gli altri test invece prevedono una parte in laboratorio e una con un panel di degustatori professionisti”. Con le colombe si fa tutto col cellulare, con un qr code che permette di accedere ad una pagine dove si trova il test. C’è chi dice che non è capace di fare col telefono e si fa consegnare una copia cartacea. A fine serata poi verranno svelati i nomi. Ad ogni piatto numerato viene ricondotto brand di appartenenza. E in un attimo tutti i “giudici” sono tutti fuori. Con un pacchetto in mano, perché nulla va sprecato e quello che avanza dalle fette di colomba si può portare a casa per la colazione. Ed è quello il vero assaggio di Pasqua.

Il risultato dei test

Chiacchiere a parte, i voti contano e dicono che due sono i prodotti che hanno incontrato il favore dei consumatori chiamati ad assaggiarle: la Colomba classica con canditi Giovanni Cova & C. e la Colomba tradizionale Tre Marie. Sono quindi due i prodotti che conquistano il titolo di Scelto dai Consumatori. Come sempre, l’assaggio si è svolto in maniera anonima: la giuria ha assaggiato i prodotti senza conoscerne il marchio. Tutte le colombe erano nella loro versione classica: con canditi nell’impasto e con una glassa zuccherina decorata con granella di zucchero e mandorle intere. I campioni di colomba sono stati acquistati tra fine febbraio e inizio marzo e poi sono stati inviati nelle città in cui è stata effettuata la prova di assaggio. Ai tester è stato chiesto innanzitutto di esprimere un giudizio di gradimento complessivo su ciascun prodotto assaggiato. Dopo aver espresso il gradimento complessivo, per ogni prodotto ciascun tester ha espresso la propria valutazione in merito all’aspetto, all’odore, al gusto e alla consistenza del dolce.