Cara zeppola di San Giuseppe, ma quanto mi costi?
di Luisa MoselloDa 3 a 7 euro lungo la penisola, tra polemiche social e alta pasticceria: il dolce simbolo della festa del papà divide per prezzi, ma continua a conquistare tutti
Cara zeppola di San Giuseppe, ma quanto mi costi? Nella giornata dedicata alla festa del papà impossibile per ogni goloso che si rispetti non farsi questa domanda e resistere al richiamo di questo concentrato di dolcezza. Perché se è vero che alla gola non si comanda, il portafoglio può aver qualche protesta da fare.
Passando in rassegna alcune pasticcerie della penisola, emerge che i prezzi variano dai 3 ai 7 euro, in base a location e materia prima. Una forbice ampia che in alcuni casi ha suscitato qualche malumore.
Così come è accaduto a Bologna dove è scoppiata una polemica social per il prezzo del dolce farcito di crema e amarene che nella pasticceria Gamberini arriva a costare 7 euro. Il post è apparso nella community di "Sei a Bologna se..". Con la foto dello scontrino e della zeppola servita al tavolo. Contattata da Il Gusto la pasticceria bolognese ha confermato: "Sì, quello è il prezzo sia al bancone che al tavolo - ha risposto un'addetta alle vendite -. Le nostre zeppole sono grandi. E a quanto ne so, qui a Bologna c'è chi le vende anche a 11 euro".
A Torino il prezzo è esposto in bella vista nella vetrina della Panetteria Trombetta e indica 5 euro. Stesso prezzo come nel bar-croissanterie Caffé Duca in corso Sommelier. Mentre in altre pasticcerie della stessa via (con una dimensione leggermente maggiore) arrivano anche a 6 euro.
A Milano si va dalle 3.50 euro di Cova alle 5 di Martesana in Porta Romana. Sempre 5 euro per quella classica al forno, crema e amarena (50 centesimi in più se si vuole fritta) a Malia Milano, pasticceria napoletana sotto la Madonnina. Per quelle special (ricotta e pistacchio, chantilly e fragoline) si arriva a 6 euro. Da Scaringi si scende a 4 euro.
In Veneto, a Venezia da Tonolo e Rizzardini il prezzo è di 3 euro mentre nel Padovano, nel bar gelateria Da Manfio a Piazzola sul Brenta, le delizie dei papà si possono gustare a 3,50 euro. Con 50 centesimi in meno, eccole anche in Friuli Venezia Giulia alla pasticceria Cortello di Udine.
Scendendo verso il centro Italia, a Roma si pagano 4.50 euro da Napoleoni e 50 centesimi in meno da Walter Musco come nella Pasticceria delle rose.
In Abruzzo, nella storica pasticceria Rauco nel centro storico dell'Aquila, il dolcetto farcito sta 3,50 euro.
E al Sud? In Campania il maestro Sal de Riso propone sulla costiera amalfitana il dolce di san Giuseppe con pasta bigné sia fritta che al forno con crema e tre amarene a 5 euro. E non mancano le versioni speciali e decorate alla cheesecake, alla Foresta Nera, al cappuccino o al pistacchio a 6 euro. In questo caso dietro a quelle piccole creazioni da gustare c'è un lavoro di altissima pasticceria con materie prima di primissima qualità.
Così come accade nel lavoro del pastry chef Matteo Cutolo, presidente della Federazione Internazionale Pasticceria, Gelateria e Cioccolateria, che nella sua pasticceria a Ercolano le propone a 3,50 euro.
A Napoli invece da Gambrinus e da Augustus si gustano pagando 4,50 euro. Da Scaturchio 3 euro.
Alla fine, tra rincari, polemiche e vetrine che fanno brillare gli occhi, una certezza resta: la zeppola non è un dolce qualsiasi, ma un rito. E come tutti i riti, ha un prezzo che va oltre lo scontrino. Perché tra un morso di crema e un’amarena, il conto si dimentica in fretta. E almeno per un giorno, anche il portafoglio – un po’ a malincuore – è costretto ad arrendersi alla dolcezza.