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Salone del Vermouth, i dieci da assaggiare

Ecco una selezione di calici che hanno debuttato nell’ultimo anno, dal sorso trevigiano più “territoriale” all’essenza d’Abruzzo fino al Vermouth di Torino Superiore con Barbaresco 2021

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A Torino è scattata di nuovo l'ora del vermouth. Lo dimostra la terza edizione del Salone del Vermouth, in scena al Museo del Risorgimento fino a lunedì 23 febbraio, che celebra i 240 anni dalla nascita del vino aromatizzato sabaudo. Lo fa con un tutto esaurito registrato da giorni in prevendita web, tanto da spingere l'organizzazione a varare un ingresso speciale per lunedì 23, dalle 11 alle 17, in parallelo alla sessione B2B riservata agli operatori di settore.

L'onda lunga della manifestazione attraversa la città con un Fuorisalone capillare, che unisce i caffè storici, chiamati a rilanciare il binomio identitario con il tramezzino, alle partnership con Cioccolatò, fino ai cocktail bar e l'alta ristorazione. Ma la vivacità del comparto si misura soprattutto ai banchi d'assaggio, dove si contano 32 aziende espositrici.

Ecco una selezione di 10 calici assaggiati al Salone, al debutto nell'ultimo anno.

Vermouth di Torino Rosso “Dell'Antiquario” Fanè

Nasce dal recupero di un ricettario farmaceutico del 1832, scovato da Maurizio Bray nel suo negozio di antichità in via Gaudenzio Ferrari, a Torino. A rileggere l'antica formula, con poche e mirate modifiche, è intervenuto l'esperto Fulvio Piccinino. Il lotto inaugurale conta appena 296 bottiglie. Il sorso è classico, centrato sull'artemisia e la china, con l'amaro netto dell'assenzio romano, per poi distendersi in un passaggio agrumato di arancio dolce e camomilla. Allo zenzero il compito di allungare la persistenza.

Sito web: www.fanedecorations.com

Vermouth Rosso Bonaventura

«Volevamo un vermouth territoriale» spiegano dall'azienda trevigiana, nota per la grappa Prime Uve. Il nuovo nato poggia su vino glera portato in surmaturazione. Non concede sconti: è un prodotto per palati allenati, con il finale di gran lunga più amaro tra quelli in degustazione al Salone, trainato da china calisaia e salvia sclarea. Nel sorso emergono macis, coriandolo e sentori di maggiorana e sambuco. Si sposa perfettamente con il loro bitter, altra novità recuperata da una ricetta degli anni Cinquanta, per un Americano da concedersi nei giorni di festa. D'impatto l'etichetta: il ponte di Rialto in un cielo di murine, a disegnare la notte del Redentore illuminata dai fuochi d'artificio.

Sito web: www.primeuve.com

Vermouth Rosso 1865 Fermenthinks

Julian Biondi è un personaggio estroverso ed eclettico del bartending. Insieme a un gruppo di «spirit cowboys» – così definisce se stesso e i soci – ha creato una microdistilleria nel cuore di Firenze, un laboratorio di idee al servizio della miscelazione. Questo vermouth guarda apertamente alla Toscana: base di trebbiano e sangiovese, ripassata in caratelli da vin santo. Concepito per l'aperitivo all'italiana, si apre con una speziatura calda e dolce di cannella, macis e vaniglia, per poi virare su una chiusura piacevolmente amara. La versione in bag in box da 3 litri ha spirito iconoclasta, ma è soprattutto comoda per i bartender.

Sito web: www.fermenthinks.it

Aprutium - Vermouth Superiore d'Abruzzo Extra Dry “Aternum”

Questa giovane realtà applica il rigore del disciplinare torinese alle eccellenze dell'Abruzzo. Il progetto di Antonello Palermo impiega trebbiano in purezza, dolcificando esclusivamente con raro miele di stregonia, presidio Slow Food. La territorialità spicca in etichetta, tra il profilo di un trabocco e un pastore abruzzese. Nel calice è un prodotto verticale: lo zafferano di Navelli si impone senza esitazioni all'olfatto e al palato, supportato da artemisia e mandarino. La chiusura amara cede infine il passo a un persistente retrogusto di liquirizia. Ottima anche la versione rossa “Aprutium”, a base di Trebbiano e Montepulciano d'Abruzzo, con l'infusione di 20 erbe aromatiche.

Sito web: www.aprutiumbyna.com

Vermouth bianco al tartufo bianco – Zoppi Distillery

Dennis Zoppi è un nome noto del bartending italiano, ma da anni si dedica sopratutto alla sua microdistilleria a Torino, dove lavora microlotti sartoriali. Questo vermouth bianco, debuttato a fine 2024 su base cortese, celebra il tartufo bianco d'Alba in Limited Edition da 200 bottiglie a lotto. Versi il vermouth nel bicchiere, e l'aroma del fungo ipogeo più celebre al mondo invade la stanza. In bocca l'impronta retrocede, lasciando il palato alle botaniche classiche come genziana e rabarbaro. Il finale è nuovamente terroso, di sottobosco: torna il tartufo, lunghissimo, ma c'è anche il porcino. Da provare in un Martini cocktail d'eccellenza, o in un twist sovversivo sul Negroni.

Sito web: www.zoppidistillery.com

Vermouth Rosso Rivoldrink “Somaro”

Prodotto negli storici alambicchi della Magnoberta di Casale Monferrato, “Somaro” è un vermouth speziato, audace soprattutto nella nota di cannella che si prende la scena dall'ingresso in bocca fino al retrogusto. Una speziatura calda e penetrante che trova la sponda necessaria nelle note più acide e terrose dell'arancia amara, del rabarbaro e del cacao.

Sito web: https://www.somaro.red

Elena Vermouth di Torino Superiore Rosso BB21 “Elena Spirits”

Elena Penna e Luca Currado Vietti da anni si sono fatti ammaliare dal mondo del vermouth. Questa versione del Vermouth di Torino Superiore impiega in particolare il Barbaresco 2021, accompagnato da una quota di Roero Arneis. Il naso è intensamente vinoso, teso tra l'arancia amara e la genziana. In bocca la spina dorsale del Barbaresco si avverte in una trama tannica inequivocabile. Un sorso lungo, strutturato, guidato da una speziatura calibrata che accompagna il palato verso una risoluzione dolce e persistente.

Sito web: www.elenaspirits.com

Vermouth di Torino Rosso Mazzetti d'Altavilla

Distillatori a Montemagno dal 1846, i Mazzetti hanno atteso 179 anni per lanciare il loro primo vermouth. Un tributo al Monferrato: al Cortese viene infatti affiancata la rara Malvasia di Casorzo a bacca rossa. L'olfatto è governato dall'impronta floreale di rosa, innescata proprio dalla Malvasia. Il palato, di contro, si regge su una fitta impalcatura di artemisia, noce moscata, chiodi di garofano e liquirizia. Diciotto gradi alcolici per un calice rotondo e fruttato.

Sito web: www.mazzetti.it

Vermouth del Citto

Un calice che parla apertamente toscano. Davide Micheli, Simone Fantoni, Giacomo Lodovici e Ugo Venturini portano l'anima di Siena nel bicchiere, appoggiandosi a Fermenthinks per la produzione. Un ibrido tra la base vinosa locale (sangiovese al 60% e trebbiano a saldo) e la rigorosa dottrina botanica piemontese. L'impronta del sangiovese piazza solide radici a centro bocca. Il sorso parte morbido, tondo, ma chiude ribaltando le aspettative con un colpo di coda pungente, segnato dal pepe nero.

Sito web: www.ilvermouthdelcitto.it

Vermouth di Torino Bianco “E Bon”

Nata nel 2023, la giovane azienda torinese ha raddoppiato l'offerta affiancando questo bianco al rosso d'esordio. Poggia sull'Arneis del produttore Teo Costa, una base capace di garantire struttura e freschezza. Il profilo aromatico spinge con decisione sui toni balsamici dell'eucalipto e della salvia sclarea, pungolati dalla galanga e dal lemongrass. In bocca l'ingresso è agrumato, ma l'assenzio romano interviene presto ad asciugare il palato, rendendolo teso e pulito. Da provare in miscelazione, per esempio nel Soul Mate, dove trova la compagnia di uno sciroppo alla yerba mate, limone e Peychaud's Bitters.

Sito web: www.ebonvermouth.it