L’iniziativa

Gusto napoletano e stile americano: Gino Sorbillo apre il “fast food della pizza”

Gusto napoletano e stile americano: Gino Sorbillo apre il “fast food della pizza”

Il pizzaiolo sta per inaugurare a Milano (e un secondo locale in Campania) “POP – People of Pizza”, un format che strizza l’occhio alle catene di ristorazione veloce. E ci sarà anche la versione della tonda con l’ananas

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Una pizzeria napoletana impostata con stile ed estetica da fast-food. Chi poteva avere una tale idea se non Gino Sorbillo, il più vulcanico dei pizzaioli partenopei? Oramai habitué delle idee provocatorie tanto quanto dei social network di cui è una star assoluta, Gino Sorbillo ha lanciato la sua ultima creatura: People of Pizza. Oppure POP. Nei fatti un fast food, dove la pizza però non è quella di Domino’s,m bensì artigianale. Anche se, rullo di tamburi, non necessariamente è napoletana. Prima apertura nel cuore di Milano, la seconda al Centro Commerciale Campania, tra Napoli e Caserta.

In una carriera imprenditoriale già piuttosto vivace, la fast pizza si accaparra sicuramente il posizionamento come più audace. POP - People Of Pizza per come è stata pensata e disegnata, soprattutto esteticamente e come offerta economica, va contro tutti i diktat di purezza tradizionali. La pizzeria non più come luogo di condivisione poetica, lontana dall’estetica nostalgica di alcuni tanto quanto da quella post-moderna di altri. Ma un fast food alla maniera americana. Totem per ordinare in velocità se non si vuole fare la fila - tra i primi in Italia a utilizzarli alcuni anni fa furono i Mc Donald’s -, grafiche dalla linea morbida e confortevole con colori accesi, urlati, che guardano un po’ al design anni ’60. Menu a partire da 9,90 euro. Se ci fosse anche il caffè in bricco, sembrerebbe quasi un diner in Montana e non un locale a pochi passi da Piazza Duomo, a Milano.

La pizzeria aprirà a breve, un giorno dopo la fine del Carnevale, ma sui social network - Instagram soprattutto - stanno già girando molte immagini. Si può entrare così un po’ più nei dettagli. Le tipologie di pizza saranno due: la napoletana e l’americana. Comprensibile, non solo perché chiaro collegamento con l’ispirazione della tipologia stessa di locale, quanto perché dai tempi della pizza con l’ananas lanciata dalla casa madre di Via dei Tribunali, Gino Sorbillo non è nuovo alle provocazioni. E soprattutto ha mostrato di non essere spaventato dalle contaminazioni con tradizioni e modi di mangiare la pizza originari di altri Paesi.

E per chi volesse provarla, la tanto chiacchierata pizza all’ananas, sprezzante del giudizio di 3/4 di Italia e di una probabile scomunica, sarà disponibile nella metà americana del menu di POP - People of Pizza. Dall’altra parte della barricata, una pizza napoletana classica, sebbene più contenuta nelle dimensioni, in modo che possa meglio adattarsi alla velocità di consumo, che in un fast food è conditio sine qua non. Il tutto accompagnato da fritti, dolci - sembra pochi - e bibite alla spina (gruppo Pepsi come si può intuire dal reel di presentazione che ha fatto lo stesso Sorbillo).

A ben guardare e a voler essere un pizzico provocatori, questa ennesima impresa di Gino Sorbillo non è così contraria all’anima originale della pizza. Anzi. Tutto iniziò qualcosa più di 100 anni fa con delle pizze piegate in quattro e mangiate per fame, per necessità economica e fisica, spesso in mezzo alla strada. Alle volte, per non sporcarsi e non bruciarsi , ci si doveva anche produrre in pose non proprio plastiche, un po’ come nella limonata a cosce aperte. Oggi siamo arrivati a realtà totalmente opposte a quell’anima originaria della pizza: luoghi a volte lussuosi, dove si beve champagne e si prenota anche con settimane di anticipo per potersi sedere. Premettendo che il mondo è talmente ampio da contenere moltitudini, non ci sentiamo, insomma, di criticare chi ha riportato, pur con un’ottica così contemporanea nella proposta commerciale, la pizza alla velocità di un tempo.

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