Piemonte sul podio insieme all'Emilia Romagna per il maggior numero di Bib Gourmand, i ristoranti con il giusto rapporto qualità-prezzo segnalati dalla Guida Michelin. Nell'edizione 2026 toccano la cifra dei 34 locali. Con quattro nuove entrate che celebrano la cucina regionale con tocchi di creatività, sempre in linea con il rigore sabaudo. In questa prima parte raccontiamo in pillole i ristoranti del Piemonte del nord con l'offerta più conveniente. Delle 4 new entry una, quella del "Condividere Bistrot" si trova ad Arona in provincia di Novara. Le altre tre nella parte sud della regione.
Condividere Bistrot, Arona (Novara)
Nuovo Bib Gourmand 2026 sulla sponda piemontese del lago Maggiore. La sua filosofia ruota intorno al nome del locale: "Pensiamo che il cliente uscendo a pranzo o a cena non esaudisca solo il fabbisogno primario di nutrirsi. Crediamo nella condivisione di quel momento". Menu territorio (con 3 portate a 48 euro) e a mano libera (con due piatti in più a 65 euro).
Consorzio, Torino
Piatti piemontesi con gustose influenze di altre regioni serviti in un locale semplice e senza fronzoli. In menu da provare ci sono i "ravioles con tumin del mel" quelli di finanziera e gli agnolotti gobbi con la carne. Oltre al quinto quarto e alla trippa.
Contesto alimentare, Torino
Si definisce "trattoria di campagna, trasportata in città, dove le ricette di Langa e Monferrato si incontrano con le ricette delle culture che popolano Torino". Da provare il panino di carne cruda di fassona macelleria Braida con la focaccia della casa e i Tajarin al ragù rosso di vitello con cannella noce moscata e chiodi di garofano.
Fratelli Bruzzone, Torino
Trattoria che propone cucina tradizionale piemontese con ingredienti del territorio. Da provare gli Agnolotti Fratelli Bruzzone realizzati seguendo la ricetta secolare di famiglia con carni piemontesi arrostite per tre ore. E serviti in tre sughi diversi: alla salsiccia, al burro e salvia, e alla piemontese serviti con un piccolo calice di Barbera.
L’Acino, Torino
Ristorante piemontese tipico all'interno del quadrilatero romano della città sabauda. Con piatti di carne in primo piano, e non solo. Il menu propone una carrellata di bontà regionali: dallo stracotto alla battuta di fassona, dal vitello tonnato alla cipolla ripiena fino alla torta di nocciola.
Magazzino 52, Torino
Proposte nel piatto e nel bicchiere in questo ristorante nato dalla passione per il vino e il buon cibo di tre amici. Che così lo descrivono: "Attorno alle bottiglie si definisce la nostra sala dove gli spazi sono intimi e raccolti". Il menu prevede anche la formula 2 o 3 piatti più assaggio formaggio o dolce a 39 o 51 euro.
Scannabue Caffè Restaurant, Torino
Al centro della proposta culinaria ci sono la carne di razza esclusivamente piemontese e il pesce del mar ligure. "Ma – aggiungono i titolari – con gli anni ci siamo appassionati anche alle verdure degli orti e alle erbe facendone le protagoniste di molti piatti". In menu: cappelletti di cappone in brodo, scaloppa di foie d’anatra su pan brioche, zingara di fassona e purè di mele.
Antiche Sere, Torino
Osteria con specialità piemontesi "d'ordinanza" (di gusto) in una zona non centrale di Torino, il quartiere popolare di Cenisia. Da provare i simboli della cucina regionale come i tajarin, gli agnolotti al sugo, il vitello tonnato, il bonet. E poi le acciughe al verde, il tomino elettrico, accanto allo stinco, piatto rappresentativo del locale.
Rosselli 77, Cuorgnè (Torino)
Ristorante d'atmosfera familiare in una villa dalle sale eleganti con pezzi di antiquariato. Propone piatti della tradizione canavesana con qualche rivisitazione creativa.
In menu da gustare l'insalata di bollito, le lumache e la crema di castagne e funghi.
Il Ciabot, Roletto (Torino)
Qui i piatti sono un omaggio alla grande cucina piemontese tradizionale a tuttosapore. In menu non possono mancare le specialità regionali come il bollito misto in salsa verde o il cosciotto di fassona in crosta. E per dessert la mousse al gianduiotto.
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Le Miniere, Traversella (Torino)
Ristorante all'interno dell'omonimo albergo immerso nel paesaggio valchiusellese. La cucina è semplice e gustosa, con ingredienti legati strettamente al territorio. Da provare il menu Re Porcino dedicato ai funghi.
Osteria San Giulio, Badia di Dulzago (Novara)
Atmosfera fuori dal tempo in questa osteria di campagna con i sapori regionali tipici, incastonata in una Badia medievale fondata nel XII secolo. Da provare il menu dell'Oste a meno di 40 euro, molto conveniente per il suo ottimo rapporto qualità prezzo.
Castagneto, Montrigiasco (Novara)
Ristorante aperto nel 1969 immerso nel verde sulla collina di Arona. La presentazione: "Da oltre 50 anni, mamma Franca, Franco e Antonella portano avanti una tradizione fatta di accoglienza familiare, qualità e amore per la buona cucina". Nel menu i peperoni spellati alla Bagna Cauda, gli gnocchi alla fonduta di Toma e le carni accanto ai filetti di pesce del lago Maggiore.
Impero, Sizzano (Novara)
Qui la cucina piemontese esalta gli ingredienti e la ricchezza dei sapori del territorio. Da gustare, oltre agli antipasti, la gallina disossata ripiena di salsa verde con aglio e pomodoro leggermente piccante e mostarda con senape e in finale zabaione e savoiardi.
Edelweiss, Viceno (Verbania)
Ristorante che si trova all'interno dell'omonimo albergo nel borgo alpino, frazione di Crodo. I menu proposti da quello tipico alla degustazione selvaggina vanno da 30 a 45 euro. Da provare gli antipasti del Patron, il carpaccio di cervo con sedano e noci, le pappardelle al sugo di selvaggina.
Italia, Quarona (Vercelli)
Ristorante a gestione familiare nell' hotel Grand Italia aperto nel 1971. Da provare nel menu il capunet del cavolo, insalata di puntarelle e bagna cauda, le battute di fassone con bagnet, salsa tonnata e maionese alle nocciole, i tajarin con ragù bianco di cappone e cavolo nero, le lumache della tradizione in guscio.