Salone del Vino di Torino: 500 cantine e un Piemonte da scoprire
di Rocco MoliterniDal 28 febbraio al 2 marzo alle Ogr torna la kermesse in tre giorni di degustazioni dalla Val di Susa a Gavi, 50 masterclass gratuite e un mese di eventi diffusi. Territori storici, nuove generazioni e trend emergenti, dai vini low alcohol al vermouth
“Abbiano scelto come tema della nostra manifestazione ‘Degustare è scoprire’ perché ogni nuovo vino apre un orizzonte, impone di scegliere un nuovo punto di vista , modifica la propria mappa del gusto”: così Patrizio Anisio, direttore del Salone del Vino di Torino ha presentato al Circolo dei Lettori la quarta edizione della kermesse in programma alle Ogr, Offine grandi riparazioni, dal 28 febbraio al 2 marzo. In vetrina ci saranno 500 cantine nell’arco di tre giorni: i primi due per il grande pubblico, l’ultimo per gli operatori del settore. Si svolgeranno 50 masterclass gratuite accompagnate da un ricco programma di talk, i cui protagonisti saranno annunciati nei prossimi giorni (unico spoilerato Giuseppe Calabrese, conduttore di Linea Verde su Raiuno).
Ampliare i confini
Ad anticipare il Salone un fitto palinsesto di eventi per tutto il mese di febbraio, con oltre 50 appuntamenti tra cene, degustazioni e incontri a Torino e in Piemonte. “La nostra ambizione – dice ancora Anisio - è di rafforzare il nostro ruolo estendendo il percorso culturale del salone lungo tutto l’arco dell’anno superando i confini della città per coinvolgere l’intero territorio piemontese”.
La missione del salone vuole essere infatti il racconto del patrimonio vitivinicolo del Piemonte in tutte le sue specificità coinvolgendo territori, cantine, consorzi. “Una narrazione – dice ancora il direttore - che mette in dialogo le grandi tradizioni, il futuro e i nuovi trend, valorizzando il vino come espressione culturale, economica e sociale. Il Piemonte verrà raccontato come sistema culturale del vino, fatto di paesaggi, persone, lavoro, storie, ricerca e innovazione, cercando di comprendere le trasformazioni in atto e valorizzando le nuove generazioni in cantina e i giovani consumatori”.
Quali le novità dell’edizione 2026?
Un focus speciale sarà dedicato alle cantine di First Generation anche fuori Piemonte. “Sono – dice Anisio - giovani realtà che stanno riscrivendo il racconto del vino, portando con sé nuove visioni di viticoltura e sostenibilità”. Accanto al vino, cresce anche il dialogo con il cibo, grazie ad una nuova area food realizzata in collaborazione con i Maestri del Gusto, con una selezione di realtà scelte dalla Camera di Commercio per valorizzare le eccellenze gastronomiche del territorio. In collaborazione con Dissapore ci sarà anche un palcoscenico per analizzare le nuove tendenze aperto anche a narratori e creator digitali. La manifestazione si arricchisce anche di un nuovo look con la veste grafica curata da Jacopo Rosati, già collaboratore di importanti testate internazionali come The Wall Street Journal e The Washington Post e in Italia de il Gusto e del Sole 24 ore.
Dalla Val di Susa all’Ovadese
Fra le molte realtà vitivinicole portate alla ribalta dal Salone si può accennare un itinerario. “Possiamo iniziare – sottolinea Anisio - dal Nord della regione con le eleganti espressioni del nebbiolo, grazie all’Enoteca di Gattinara e dell’Alto Piemonte e con i vini del canavese”. Non mancano i territori alpini e prealpini, del pinerolese e della Val Susa dove il salone valorizza anche il lavoro di tutela e riscoperta dei vitigni autoctoni. Presenti le realtà della collina torinese, del monferrato casalese e i vini dell’astigiano. Ampio spazio alle terre vocate dell'Asti DOCG e del Brachetto d’Acqui, con un’attenzione al progetto dei Sori Eroici che valorizza le vigne più difficili e spettacolari di questi luoghi, dove troviamo anche Barbera d’Alba, Dolcetto d’Alba e Langhe Nebbiolo. Protagoniste saranno ovviamente le terre de Roero e le Langhe con aziende di Barolo, La Morra, Serralunga, Novello ma anche le colline del dolcetto senza dimenticare le cantine di Barbaresco, Neive e Mango. Non mancano l’Ovadese e le realtà dinamiche come Gavi Giovani. Il crescente impegno dei territori piemontesi verso pratiche sostenibili viene rappresentato dall’Associazione Produttori vino biologico. Infine uno spazio sarà dedicato da un lato al Vermouth e dall’altro alle eccellenze della distillazione piemontese. Sarà affrontato anche il tema delle nuove tendenze come i vini dealcolati. “Mi sembra - dice Anisio - che in Piemonte sia un tendenza già superata a vantaggio del vino low alcohol”.
La notte della Barbera
Fra gli appuntamenti in attesa del Salone, il 13 febbraio Go Wine presenta da Combo la Notte dei vini di Cantine d’Italia 2026. Il 20 febbraio ci sarà invece la Notte Rossa Barbera che coniuga vino e musica con dieci appuntamenti musicali in dieci piole o luoghi alternativi. “Un’occasione – conclude Anisio - per vivere, in chiave pop e moderna, la piola piemontese e la tradizione della merenda sinoira tra buon vino, nuove leve della musica italiana e atmosfere d’altri tempi”.
Il programma completo su www.salonedelvinotorino.it