Dieta al femminile su misura, il segreto? Seguire i ritmi ormonali
di Giorgio e Caterina CalabreseI regimi alimentari “uguali per tutti” non funzionano per le donne. Per loro la nutrizione deve tenere conto delle fluttuazioni degli ormoni, del ruolo di intestino e fegato e dei diversi momenti della vita
Diete estreme, escludenti, digiuni, ma tutto suggerito e recepito in senso orizzontale, cioè, uguale per tutti maschi e femmine. Ultimamente la ricerca scientifica ha valorizzato l’importanza di adattare l’alimentazione delle donne alle fluttuazioni ormonali. Questo approccio mette in luce il ruolo centrale degli ormoni, del microbiota, del fegato e del metabolismo nell'energia, nel peso, nella salute mentale e nella longevità delle donne.
Ogni specifica fisiologia ha esigenze nutrizionali differenti: in caso di stanchezza persistente, pancia prominente che resiste a tutte le diete, sbalzi d'umore inspiegabili, cicli capricciosi, sensazione di “funzionare al rallentatore”. In generale e da lungo tempo, le raccomandazioni nutrizionali si vogliono universali, spesso basate su un modello maschile e poco adatte ai ritmi biologici femminili. Ma il corpo femminile funziona secondo regole specifiche: evolve nel corso del ciclo ormonale, dei periodi di stress e delle grandi tappe della vita. Ignorare questa realtà è fuorviante perché non tiene conto delle forti differenze del metabolismo e del diverso funzionamento tra il corpo maschile e quello femminile. L’ideale nutrizionale per le donne, più che una restrizione rigida, è quella di seguire i ritmi naturali ormonali del corpo femminile.
Nella fase ovulatoria sono necessari alimenti ricchi di folati, ricchi di Vitamina B9, cioè verdure a foglia verde, legumi, e antiossidanti come i frutti rossi, agrumi e kiwi, includendo pesci ricchi di grasso Omega-3. Invece nella fase del premestruo sono necessari cibi ricchi di magnesio, come i cereali integrali e i legumi, vit. B6, come lo yogurt e le uova e acqua, anche come tisane, per idratare. In buona sostanza occorrono alcuni passi, per prima cosa bisogna nutrire il microbiota per regolare gli ormoni: un intestino sbilanciato non disturba solo la digestione: influenza direttamente la circolazione e l'eliminazione degli estrogeni. Bisogna seguire un'alimentazione variata e ricca di vegetali per sostenere una diversità batterica essenziale per l'equilibrio ormonale. Non bisogna trascurare il fegato, il quale, oltre a disintossicare. attiva, trasforma ed elimina gran parte degli ormoni femminili. Quando è sovraccaricato da eccessi alimentari, zucchero, alcol o al contrario soffre di carenze nutrizionali, può accadere che gli ormoni si accumulino invece di essere correttamente eliminati. Anche mangiare troppo poco può bloccare il metabolismo, infatti, contrariamente a quanto si crede, la restrizione cronica non aiuta il corpo femminile. Un apporto di nutrienti insufficiente o mal distribuito invia un segnale di pericolo: l'organismo si mette in modalità risparmio, rallenta la combustione dei grassi e disturba la produzione ormonale. Questa è la ragione per cui chi si trova in stato fisico di anoressia, dovuto una introduzione alimentare insufficiente, non ha più il ciclo.
La donna, in tutte le fasce d’età, deve seguire un corretto stile di vita che preveda il controllo del peso, l’attività fisica e un regime alimentare vario ed equilibrato. Nello specifico, è importante valutare che il proprio peso sia corretto utilizzando l’indice di massa corporea (Imc o Bmi); praticare almeno due volte alla settimana un’attività motoria programmata, chi non riuscisse può prendere l’abitudine di muoversi a piedi e usare più spesso le scale. Inoltre, in ambito alimentare si consiglia di non lasciarsi attrarre da stili alimentari estremi, modaioli e finanche autoprescritti, meglio seguire le sane indicazioni della DM (Dieta Mediterranea) che prevede un equilibrato consumo di carboidrati complessi preferibilmente integrali, ma non necessariamente se c’è un giusto apporto di verdure. I carboidrati sono da consumare ogni giorno in uno dei due pasti principali e ancora 5 porzioni tra frutta e verdura.
Il binomio legumi e carboidrati è un’accoppiata vincente da tenere presente in più pasti settimanali. Importante il consumo di Omega-3 la cui presenza è ricca nel pesce azzurro come alici, sardine, tonno. Per l’alternanza proteica è bene consumare carni bianche (agnello, pollo, coniglio) o rosse. Consumare alimenti ricchi di calcio proveniente da latticini, perché maggiormente assorbibile. La frutta secca può avere una collocazione in qualche spuntino. Per qualsiasi regime dietetico l’idratazione resta un pilastro nella misura di 4 bottigliette da mezzo litro al giorno. Una corretta alimentazione è importante per tutti ma per le donne ha una doppia valenza, per stare in salute e per non precludere il poter dare la vita.